La sfida di Pasquale Ciacciarelli alla Lega

La firma sulla petizione per la stazione Tav a Cassino. Nonostante la Lega avesse detto con chiarezza che è un'altra la linea del Partito. L'atto di rottura compiuto da Ciacciarelli. E subito notato da Fagiolo. Una sfida diretta a Francesco Zicchieri

Carlo Alberto Guderian
Carlo Alberto Guderian

già corrispondente a Mosca e Berlino Est

La traiettoria è quella che porta alla collisione. Tra il consigliere regionale Pasquale Ciacciarelli e la Lega nella quale milita dallo scorso dicembre è aria di scontro. Frontale e violento. Al punto che sono possibili due sole ipotesi: o Ciacciarelli sta cercando con cura il confronto duro all’interno del Carroccio oppure è uno sprovveduto. Siccome c’è più di un elemento che porta ad escludere la seconda, rimane solo la prima possibilità. Tertium non datur.

La firma apposta in modo plateale ieri mattina da Pasquale Ciacciarelli è un calcio negli stinchi del coordinatore regionale Francesco Zicchieri: e quindi di tutta la Lega, considerato il credito di cui gode il deputato di Terracina eletto a Frosinone.

Ciacciarelli ha sottoscritto la petizione del comitato Tav Lazio Meridionale con cui si sollecita la costruzione di una nuova stazione ferroviaria a Cassino per l’Alta Velocità. È un modo per mettere in ombra il traguardo centrato da Nicola Zingaretti che ha ottenuto da luglio la fermata dei Frecciarossa anche a Cassino.

L’ultimatum a Ciacciarelli

Nicola Ottaviani, Francesco Zicchieri, Francesca Gerardi con gli altri dirigenti durante la riunione a Frosinone

Una battaglia giudicata di retrovia e politicamente non utile anche dalla Lega. Cioè il Partito nel quale Pasquale Ciacciarelli milita. E glielo ha detto con molta chiarezza nel corso del serrato confronto avvenuto tre settimane fa al Parco Matusa di Frosinone. Glielo ha detto Francesco Zicchieri, cioè il massimo livello di interlocuzione territoriale prima di arrivare a Matteo Salvini. (leggi qui La Lega va al confronto interno: troppe tensioni).

Semmai ci fossero dubbi, il concetto gli era stato analizzato politicamente da Guido D’Amico che dall’estate terrà la Summer School di formazione politica per la Lega a Fiuggi. Il professor D’Amico ha spiegato a Ciacciarelli che 1. A Frosinone c’è l’unico sindaco di capoluogo nel Centro Italia appartenente alla Lega 2. Creare la contrapposizione tra Cassino e Frosinone significa attaccare Nicola Ottaviani 3. La fermata Tav a Cassino c’è da luglio 4. I benefici di una stazione ricadranno su tutta la provincia, ovunque essa si faccia.

In sintesi – gli è stato spiegato – è inutile infilarsi in una battaglia di retrovia che è di Mario Abbruzzese e non della Lega.

La sfida di Pasquale

Mario Abbruzzese con Pasquale Ciacciarelli

Nonostante la limpidezza della spiegazione, Pasquale Ciacciarelli ieri ha firmato. Lo ha fatto in pieno giorno, sulla principale strada nel centro di Cassino. Voleva che tutti lo sapessero. Ma se a qualcuno fosse sfuggito ha anche pubblicato le foto sulla sua pagina Facebook.

Affinché a nessuno passasse per la mente che sia uno sprovveduto ha anche aggiunto una frase di commento. Spiegando di averlo fatto perché Per la difesa del territorio non ci sono appartenenze politiche!” e spiegando che il comitato è una realtà apartitica. È il guanto di sfida lanciato da Ciacciarelli in faccia a Francesco Zicchieri.

Nemmeno quelle pie donne che albergano nei conventi delle Orsoline sono così digiune di politica da non capire. Un comitato non è un’entità tale da scavalcare la linea politica del Partito per il quale si è Consigliere Regionale del Lazio.

Tanto per fare un esempio: immaginiamo il governatore del Veneto Luca Zaia che firma la petizione di un neocostituito comitato apartitico per abolire il federalismo e rafforzare i poteri dello Stato centrale: nemmeno le pie Orsoline troverebbero il coraggio per dire che non è un attacco frontale a Salvini, in aperto contrasto con la Lega.

Allo stesso modo, quello di Pasquale Ciacciarelli è un attacco frontale a Francesco Zicchieri. E se lo sia anche alla Lega lo si scoprirà dalla reazione che ci sarà (o non ci sarà) nelle prossime ore.

Il timone del Partito

Il commento di Mimmo Fagiolo al post di Ciacciarelli

Che il guanto di sfida sia stato ricevuto l’ha fatto sapere Domenico Fagiolo. Viene da lontano, fa politica da sempre, la parola sprovveduto non gli si addice nemmeno un po’, è il numero uno del Carroccio a Frosinone, a lungo è stato il numero 2 provinciale della Lega.

Mimmo Fagiolo ha visto la foto, letto il post. E commentato. Scrivendo dopo avere intinto nel sarcasmo il pennino:

Pasquale Ciacciarelli avete fatto bene…. Ahahahah.

Vi preciso che la TAV è un treno ad alta velocità e non una metropolitana di superficie con tante fermate….

In relazione alla dichiarazione di firma apartitica…. Ahahahah

Salutami Mario e Abbruzzese

Ora le opzioni sono due: o Pasquale Ciacciarelli ha deciso di farsi mettere fuori dalla Lega oppure ha deciso di lanciare la corsa per il controllo del Partito. Di assumerne la guida provinciale portando all’interno tutta l’ossatura del gruppo che lo ha sostenuto per anni in Forza Italia. E dotare il Partito d’un gruppo dirigente ampio e ramificato sui territori.

Conoscendo la Lega e la sua organizzazione, le possibilità di successo per un simile atto di forza sono pari allo zero. Se non si trattasse d’un atto di forza ma di una manovra pianificata per affidare il partito a Ciacciarelli sarebbe diverso. Ma iniziare dalla firma della petizione con cui andare contro la linea finora tenuta dal Partito sarebbe un segnale di rottura troppo sfacciato.

Tertium, non datur.