La sfida lunga 42 anni iniziata in una camera da letto

I 42 anni da quella prima trasmissione tv, nata per passione ma mai per gioco. Diventata punto di riferimento per tutto un territorio. Grazie ad un uomo geniale. Che si chiamava Mario Magnapera

Ci sono uomini che sanno sfidare il tempo, che non hanno paura delle convenzioni. Chi gli sta a fianco li prende per matti, nella migliore delle ipotesi per persone che non hanno tutto a posto. Invece sono persone che sanno vedere oltre. Oltre il loro naso, oltre il loro campanile, oltre la loro epoca. Vedono un mondo diverso.

Immaginate il 1978: le televisioni erano in bianco e nero, foderate di legno, con un tubo in vetro che proiettava fasci di elettroni. Le prime immagini a colori che vedemmo furono quelle che arrivavano dall’Argentina e mostravano un ragazzino di 18 anni che faceva acrobazie con il pallone: si chiamava Diego armando Maradona. Anche lui era un uomo destinato ad attraversare il tempo.

Quelle immagini si vedevano perché un altro uomo, che molti consideravano non proprio tutto, iniziò con i figli a girare sopra le montagne.

Mentre qui c’era la fame lui andò a Napoli, prese la nave, arrivò allo scalo di Aden (dove “tagliavano le dita a quelli che rubavano”), poi a Perth in Australia. E qui si mise a fare quello che qui nessuno gli faceva fare: l’elettrotecnico.

Tornò dopo un anno per prendere la famiglia e portarla lì dove era diventato il proprietario della fabbrica nella quale era entrato da dipendente. La sera prima di partire, con i biglietti fatti, sparirono i passaporti. La moglie li aveva gettati nel camino, o almeno così disse. (In realtà riapparvero tanti anni dopo). Fine dell’emigrazione.

E allora… montagne. Con i figli.  Ad osservare e dire ad occhio dire qui si e qui no. Piazzarono dei pali in ferro. Poi, nella camera da letto dove quell’uomo dormiva, mise un armadio con tante luci ed una ventola che faceva un rumore infernale per raffreddare gli apparati che parlavano con quei pezzi di ferro. E trasmettevano il segnale televisivo.

La moglie, esasperata, ma devota, ad un certo punto gli disse: o lui (l’armadio d’acciaio) o io; fu così che il trasmettitore venne messo fuori in balcone e la notte si tornò a dormire.

Ci sono uomini non convenzionali, capaci di vedere dove gli altri non arrivano, che sfidando le consuetudini fanno grandi cose. Uno di loro si chiamava Mario Magnapera e con i suoi figli oggi, 42 anni fa, accese quell’armadio e dalla camera da letto di Aquino sparò il segnale che ancora oggi arriva in tutte le case. 

Si chiama Teleuniverso. Noi siamo ancora qui. Grazie Mario.

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