La sfida per un e-commerce dal volto nostrano

Il bando per sviluppare un e-commerce in cui ci sia ancora il contatto umano. Per portare le botteghe sui computer. E fare la spesa da casa ma senza perdere il valore del rapporto con le persone

Giovanni Giuliani

Giornalista malato di calcio e di storie

Tu portaci l’idea e noi ti aiutiamo a costruirci intorno la tua azienda: una start up innovativa di e-commerce che rimarrà di tua proprietà. È l’obiettivo del bando della Camera di Commercio Frosinone e Latina. Emanato a dicembre, cerca ancora a gennaio altri stimoli e suggerimenti. Per costruire un mercato elettronico a misura di territorio: più umano, vero punto d’incontro tra la bottega sotto casa e gli acquisti on line.

Si vuole dare respiro e nuove opportunità soprattutto alle mirco-imprese del Basso Lazio che nel settore  del commercio elettronico sono stritolate dai big.

Dal supermarket al virtuale

Foto: Andreas Prada Garcia / Pixabay

Il progetto è ancora più nitido se si pensa che a volerlo con forza è un uomo con le radici salde nel commercio ‘antica maniera’, fatto di scaffali reali e carrelli della spesa spinti a mano: uno dei pochi che ha rifiutato di fondere i suoi market per farli diventare degli ipermercati. E quando ha sperimentato la gestione di una struttura di dimensioni large ha detto subito “Così non può funzionare: manca il contatto umano”.

A volere quel passo è Florindo Buffardi, già presidente degli Alimentaristi e di Confcommercio, oggi vice presidente di Informare, l’azienda speciale della Camera di Commercio di Frosinone e Latina.

Il bando nasce da due considerazioni. Le imprese di dimensioni ridotte non possono più competere con le grandi potenze.  Se le cose non cambiano, se non ci sono nuove idee, il destino per molte di loro è segnato. Da qui l’idea di un “concorso di idee” per  arrivare a quello che si può definire un e-commerce più umano.

Il virtuale dal calore umano

Florindo Buffardi

Il concetto come spiega lo stesso Buffardi, è semplice. L’attuale sistema di commercio elettronico è cold è freddo: non c’è colloquio tra venditore e consumatore. In pratica, prendi un prodotto e lo paghi. E tutto si esaurisce in questi due passaggi.

 È qui che la Camera di Commercio di Frosinone e Latina lancia la sfida: creare un contatto tra venditore e consumatore  facendo in modo che quest’ultimo abbia un rapporto con chi sta dietro il prodotto, abbia spiegazioni sullo stesso, al di là del prezzo. 

 Cose che con il commercio elettronico tradizionale di oggi non accade. E rende tutto uguale: da Cassino a Milano passando per New York o Singapore. Quello stesso prodotto potrebbe venire da qualunque lato del pianeta. Buffardi vuole che la nuova piattaforma sia una finestra per chi ha le vetrine a due passi da casa nostra ma non può o non vuole andare di persona: per colpa dell’età o per via del Covid o per qualunque altro motivo.

Recuperando così quel calore umano che è sempre stato l’anima dei mini market di paese.  

Il bando

Il bando, emanato a dicembre, ha come scadenza il 28 gennaio. Verrà prorogato al 28 febbraio. 

 Alla base vi è la consapevolezza che il processo di trasformazione digitale per le imprese, specie quelle con dimensioni ridotte come le micro imprese, non è più rinviabile.

Il concorso si rivolge ad imprese, startup innovative, operatori ed esperti del settore, studi grafici, web designer: a tutti quei soggetti  che  sono interessati allo sviluppo di soluzioni innovative nell’ambito del commercio.

L’idea dovrà  supportare lo sviluppo e il consolidamento delle aziende sul mercato nazionale e internazionale tramite l’e-commerce: cosi come innovativa dovrà essere la capacità di comunicare,  in maniera efficace ed efficiente, i valori ed i punti di forza di un’attività imprenditoriale e dei prodotti proposti, tenendo conto di diversi aspetti.

Se l’idea verrà ritenuta valida, e risponderà ai requisiti richiesti, potrà essere registrata  presso la Camera di Commercio. L’ideatore, o gli ideatori, ne manterranno la proprietà. Dallo sviluppo di servizi innovativi alla diminuzione dei costi: dalla sostenibilità ambientale dei processi all’integrazione dei sistemi tra gli operatori anche nell’ottica dell’internazionalizzazione.

Parola di vice presidente

Sarà poi la Camera di Commercio ad aiutare il soggetto, o i soggetti, nella creazione della start up.

 È questo il modo della CCIAA per aiutare il mondo delle imprese: «Se la sfida è solo sul prezzo – dice Buffardi  – la partita è persa in partenza contro i colossi. Ma se la sfida si butta sul piano delle idee allora si può lottare».

Da qui l’invito anche al mondo dell’Università a raccogliere questa sfida. E l’interlocutore non può non essere l’Unicas, l’università di Cassino e del Lazio Meridionale. 

L’obiettivo è fare squadra, come si ripete sempre più spesso, all’insegna di un e-commerce dal volto umano, sostenibile, in cui  le imprese, specie quelle piccole, possono dire la loro.

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