Raggi al tramonto: la sindaca scaricata dai Cinque Stelle

Foto: © Imagoeconomica, Alessia Mastropietro

Il Movimento l’ha isolata, soltanto Alessandro Di Battista la difende. Intanto Salvini e Meloni studiano le prossime mosse e pensano alle elezioni anctipate. Mentre invece è assordante il silenzio del Partito Democratico.

L’emergenza rifiuti di Roma è stata l’ultima goccia che ha fatto traboccare il vaso. La sindaca di Roma Virginia Raggi è isolata all’interno del Movimento Cinque Stelle. In queste ore nessuno dei massimi referenti del Movimento ha provato a difenderla.

Lo spiega bene Alessandro Trocino sul Corriere della Sera: “La separazione è completa, il distacco compiuto. La Raggi è ormai solo formalmente un’esponente dei 5 Stelle. La sua solitudine completa è certificata da un post di Alessandro Di Battista. Lo scrittore (dalla quarta del libro PaperFirst) sentenzia:

«Dovere del Movimento è sostenere il sindaco di Roma e far capire a tutti chi è che vuole il male della Capitale per sporchi giochi politici».

Di Battista, battitore libero entrato in rotta di collisione con Luigi Di Maio, porta allo scoperto il non detto. Il Movimento si è girato dall’altra parte. Non vede non sente non parla. Perché, come sostiene un esponente nazionale di spicco, «ormai la sindaca è indifendibile». Per questo ieri Di Battista se ne esce con una frase pesantissima: tutti, ma dico tutti, si sono messi in testa di buttarla giù”.

Sempre secondo il Corsera la sindaca avrebbe pronunciato la fatidica frase: “Con i Cinque Stelle non parlo più”

Il fatto è che le condizioni di Roma, la capitale d’Italia, hanno fatto il giro del mondo ed è complicato davvero spiegare come si è arrivati a far seppellire la Grande Bellezza dall’immondizia.

Certamente ci sono tutti gli aspetti che in questi anni sono rimasti irrisolti, ma quello che sorprende è che la Raggi non abbia altra strategia se non quella di farsi soccorrere dal Governo politicamente e dalla Regione Lazio operativamente.

Nel Movimento, a cominciare da Luigi Di Maio, comincia a passare il concetto che è meglio perdere il Comune di Roma che continuare in questo modo. Ecco perché Virginia Raggi è isolata.

A questo punto bisognerà verificare due cose. La prima riguarda il centrodestra: Matteo Salvini (che sulla vicenda delle ong ha attaccato i Cinque Stelle dicendo di essere stato lasciato solo) potrebbe accelerare per le elezioni anticipate a Roma, attraverso un patto di ferro con Giorgia Meloni, leader di Fratelli d’Italia. E il Partito Democratico? Perché la vera sorpresa è proprio il Pd di Nicola Zingaretti, “massacrato” dai Cinque Stelle quando in Campidoglio c’era Ignazio Marino. Perché i Democrat non alzano il livello dello scontro politico con i Cinque Stelle nella Capitale? Perché non chiedono elezioni anticipate? Perché non provano a far cadere la Raggi? Perché non mettono in evidenza il “soccorso” di Zingaretti sulla vicenda dei rifiuti?

Certo, in questa fase un candidato sindaco sostenuto da Salvini e Meloni avrebbe più possibilità di vincere. Ma le battaglie politiche si fanno anche per gettare i semi che magari daranno i loro frutti in prospettiva.

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