La solitudine dei Segretari del Pd ad Anagni

La riunione del Pd nella quale analizzare la situazione interna al Partito. Ed i tentativi di costruire una coalizione da contrapporre al governo di centrodestra. La sferzata di Sara Battisti. Che reclama concretezza. E rapidità

Paolo Carnevale

La stampa serve chi è governato, non chi governa

Commissariamento è forse una parola un po’ grossa. E forse non si arriverà a tanto.  La realtà è però che la parola è stata evocata. E che ad Anagni, e non da oggi, la figura del segretario del Pd Egidio Proietti sta vivendo momenti difficili. Tanto che qualche giorno fa, in una riunione informale alla presenza del vice Segretario Regionale Sara Battisti, sarebbe stata usata proprio quella parola come extrema ratio per cercare di risolvere uno stallo che rischia di diventare  pericoloso.

La coalizione che non decolla

Egidio Proietti

La riunione avrebbe visto presenti, oltre all’esponente regionale del Partito, alcuni tra i principali referenti dei democrat della della città dei papi. Più qualche esterno vicino all’area progressista.

Nella riunione è stata analizzata in lungo ed in largo la strategia del segretario anagnino. Da tempo sta lavorando per creare una coalizione progressista larga per avere qualche speranza alle prossime elezioni comunali, in programma nel 2023. Un programma coraggioso e lungimirante. Il problema è che, secondo chi era alla riunione, il piano non starebbe funzionando.  (Leggi qui Adelante Egidio: Proietti prova ad unire gli anti Natalia).

I presenti hanno criticato in maniera piuttosto forte la lentezza con cui tutto viene fatto. Senza uno scatto in avanti vero e proprio, senza un’iniziativa degna di questo nome.

Il dibattito interno al Pd

C’è poi la questione del dibattito interno. Un esempio su tutti: la capogruppo Dem in Consiglio Comunale Sandra Tagliaboschi nei giorni scorsi ha firmato un ricorso al Tar contro il biodigestore che la società pubblica Saf vorrebbe realizzare in città per trasformare in bio metano gli avanzi da cucina che oggi vengono spediti in Veneto. Poi, resasi conto che quel ricorso avrebbe comportato la sua decadenza da Consigliere comunale ha ritirato il ricorso.

Tutto legittimo: ma il Partito era stato informato? Il Segretario politico era stato coinvolto? La linea da seguire era stata concordata? Senza dimenticare che alla guida della Saf c’è un presidente proposto all’Assemblea da sindaci del Pd. E che quel progetto è stato avviato sotto un’amministrazione del Pd.

Daniele Natalia

L’accusa che viene fatta a Proietti è quella di avere di non avere il polso del Partito e di non avere indirizzato in modo efficace il dibattito interno. Di qui la richiesta di un cambio di marcia deciso. Di cui dovrà occuparsi lui. Ma che potrebbe arrivare, come detto, alla soluzione estrema di un commissariamento. Un modo per fare tabula rasa e ricostruire tutto dalle fondamenta.

Per ora appare un’ipotesi molto improbabile, puramente teorica: è corretto dirlo. Ma è già significativo il fatto che se ne parli. Perché la sola ipotesi serve a confermare quello che già si sapeva da tempo. Ovvero, che un Partito Democratico unito ad Anagni fa fatica ad esistere. Mentre esistono invece diverse correnti, impegnate a farsi la guerra a vicenda.

Una situazione nella quale è difficile organizzare una vera alternativa al governo Natalia.
Proietti tutto questo lo sa. Altrimenti la promessa di rinnovamento iniziata poco più di due anni fa rischia di avere ancora poco spazio.

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