La solitudine di Pompeo: nessuno vuole superare la legge Delrio 

Antonio Pompeo, presidente dell’Upi e della Provincia di Frosinone, si sta battendo per riportare l’ente all’elezione diretta dei suoi rappresentanti. Ma anche per superare il limite dei due mandati. Il problema è che in Parlamento nessuno vuole davvero abolire la legge del 2014.

Fosse per Antonio Pompeo si procederebbe subito al superamento della legge Delrio, tornando all’elezione diretta del presidente della Provincia e dei consiglieri, abolendo il divieto di terzo mandato per i sindaci dei Comuni più grandi e riportando le Province all’assetto (anche finanziario e di dotazione organica) precedente al 2014.

Antonio Pompeo, che è pure presidente dell’Upi Lazio, ha dato mandato agli uffici di valutare le condizioni per riattivare le sedi decentrate dell’ente. C’è un’evidenza: questi ultimi anni hanno dimostrato che le Province sono fondamentali e che meriterebbero ben altra considerazione. Perché sono l’anello di collegamento tra le esigenze delle comunità locali ed i livelli che hanno il potere per risolvere i loro problemi; sono la sede naturale per tutto ciò che è intercomunale ma non così grande da investire una Regione.

Stranezze italiche

Foto © Stefano Strani

Però in Italia succedono cose strane: anni fa con un referendum le si voleva abolire, invece quel referendum è fallito e le Province sono rimaste enti di rilevanza costituzionale. Senza che però venisse cambiata (abolita) una legge, la Delrio, concepita per uno scenario bocciato dal popolo sovrano. Ma nessuno è intervenuto per ripristinare una situazione legittimata da un passaggio referendario e previsto quindi dalle procedure costituzionali e normative.

L’abolizione del terzo mandato per i sindaci di tutti i Comuni è un tema del quale si discute da tempo e c’è anche uno specifico disegno di legge, che però non va avanti in Parlamento. Soprattutto perché non c’è la riforma del Tuel, il Testo unico degli enti locali.

Molto difficile pensare che quello che non si è fatto per anni possa essere realizzato adesso che l’Italia è alle prese con una delicata situazione internazionale e con una pandemia che non finisce. L’unica strada percorribile sarebbe quella di una riforma complessiva di tutti i sistemi elettorali: dal Parlamento ai Comuni.

Maggioranze impossibili

Foto © Paolo Cerroni / Imagoeconomica

Ma per riuscire a centrare questo obiettivo occorrerebbero accordi e maggioranze ampie nelle Commissioni e poi in Aula. È più probabile che si continui ad andare avanti in questo modo.

Tra pochi mesi, il 31 ottobre 2022, scade il secondo mandato da presidente della Provincia di Antonio Pompeo. Il quale poi, nei successivi tre mesi, dovrà fissare la date delle elezioni. In assenza di cambiamenti che superino la Delrio si procederà con un semplice cambio della guardia. 

error: Attenzione: Contenuto protetto da copyright