Basta con i paracadutati. La Ciociaria ha già dato (di C. Trento)

La stanza della domenica di Corrado Trento. Basta con i paracadutati da Roma che vengono in provincia di Frosinone solo per farsi candidare. Il senso di responsabilità dei sindaci sui rifiuti. Le Regionali e la vera posta in palio.

Corrado Trento

Ciociaria Editoriale Oggi

Basta con i paracadutati. La Ciociaria ha già dato

Il rischio è forte. Quello dei “paracadutati” nei collegi maggioritari della provincia di Frosinone, i due della Camera (Frosinone e Cassino) e quello del Senato. Il rischio incombe sul centrodestra perché tutti i sondaggi danno i collegi della Ciociaria molto favorevoli alla coalizione formata da Forza Italia, Fratelli d’Italia e Lega. Ma anche dalla cosiddetta “quarta gamba”, Noi con l’Italia-Udc: l’intesa è stata fortemente voluta da Silvio Berlusconi, il quale naturalmente ha un solo obiettivo: vincere.

Ma il punto è che la trattativa politica con Noi con l’Italia-Udc si gioca soprattutto sui collegi maggioritari. Alla formazione di Maurizio Lupi potrebbero essere riservate 21 candidature nei collegi maggioritari in tutta Italia. Subito è circolata l’ipotesi della provincia di Frosinone e due nomi sono filtrati immediatamente: Lorenzo Cesa e, soprattutto, Luciano Ciocchetti. Quest’ultimo, già deputato e vicepresidente della Regione Lazio, è della provincia di Roma. Con questo territorio, lui come altri, non c’entra nulla.

Mario Abbruzzese, leader provinciale di Forza Italia, aveva fiutato il rischio e nei giorni scorsi aveva invitato i quadri dirigenti del suo Partito a fare squadra per evitare le “invasioni”.

Forse quell’invito va esteso a tutto il centrodestra locale, che non può in alcun modo accettare soluzioni del genere, imposte dall’alto e senza alcun rispetto per le dinamiche territoriali.

Intanto candidature “paracadutate” rimetterebbro in gioco il centrosinistra nei collegi maggioritari, perché indubbiamente esponenti come Francesco Scalia, Nazzareno Pilozzi, Francesco De Angelis e Maria Spilabotte avrebbero facile gioco a far passare il concetto che “non passa lo straniero”. E andrebbero a rivolgersi a quell’elettorato di frontiera che da sempre fa la differenza.

Fra le altre cose i collegi maggioritari sono quelli che faranno la differenza: in questi contesti si eleggeranno 232 deputati e 109 senatori. In un corpo a corpo sul territorio. E alla fine vincerà chi riuscirà a prendere un solo voto in più.

Cedere agli “stranieri” sarebbe In passato il centrodestra ha eletto nei collegi della provincia di Frosinone il senatore Mauro Cutrufo e il deputato Giulio La Starza. Ma allora c’era un sistema bipolare, mentre adesso è tripolare e la presenza del Movimento Cinque Stelle ha cambiato totalmente i rapporti di forza. Occorrono candidati del posto. Anche per una considerazione di carattere “identitario”.

Non è che si può chiedere al centrodestra locale di “tenere botta” alle elezioni comunali e di mantenere il profilo di “roccaforte” della Ciociaria e poi, quando si tratta di individuare le candidature che contano per Camera e Senato… arrivano gli stranieri.

Non è accettabile.

Anche perché il centrodestra locale ha le carte in regola per mettere in campo candidati forti, radicati e competitivi. Mario Abbruzzese (Forza Italia) potrebbe perfino ambire ad una posizione eleggibile nel proporzionale e per il maggioritario ci sono nomi del calibro di Massimo Ruspandini (Fratelli d’Italia) e Silvio Ferraguti (FI). E altri, come Gianluca Quadrini (FI).

In provincia di Frosinone il centrodestra deve far capire in modo forte e chiaro che non intende limitarsi a “portare l’acqua” ai paracadutati.

Infine, con tutto il rispetto per tutti, Noi con l’Italia si presenta per la prima volta e non è valutabile dal punto di vista “percentuale”. Mentre Forza Italia e Fratelli d’Italia hanno numeri decisamente importanti in questa provincia.

*

Saf, il senso di responsabilità dei sindaci

Stavolta è andata diversamente, rispetto per esempio a quanto accaduto sulla gestione del servizio idrico. I sindaci, che poi sono i soci della Saf, hanno assunto a maggioranza la decisione di continuare ad autorizzare il trattamento dei rifiuti di Roma per altri due mesi.

Ma, soprattutto, hanno fatto passare il concetto che senza i rifiuti della provincia di Roma la sostenibilità economica dell’impianto Saf sarebbe a rischio. Facile perfino prevedere le conseguenze: aumento della tariffa e possibili emergenze.

Sì perché se la provincia di Frosinone in questi anni non ha dovuto fare i conti con l’emergenza rifiuti è perché l’impianto di Colfelice funziona. Ma quell’impianto è stato pensato e parametrato su quantità che oggi si possono raggiungere soltanto con il trattamenti di rifiuti provenienti da fuori provincia.

I sindaci hanno votato a maggioranza, non cedendo alle sirene populiste. Lucio Migliorelli, neo presidente della Saf, ha tenuto un profilo tanto cauto quanto efficace.

*

Le Regionali e la posta politica realmente in palio

Nell’intervista a Ciociaria Oggi il leader della Lega Matteo Salvini ha fatto capire chiaramente che sul risultato del Lazio alle politiche punta. Ma la domanda è: fino a che punto?

Detto in modo chiaro: in Lombardia e altrove gli alleati non si sono neppure sognati di mettere un veto sui candidati del Carroccio. Nel Lazio invece il veto sull’indicazione di Fabio Rampelli c’è stato da parte del leader lumbard. E perché? Per sostenere Sergio Pirozzi? Non sarà invece che sulla candidatura del centrodestra alla presidenza della Regione Lazio si sta giocando la partita della suddivisione dei collegi maggioritari?

Quanto all’autocandidatura del sindaco di Amatrice, sostenuta da Francesco Storace e Gianni Alemanno, è stato subito chiaro che la “fuga in avanti” avrebbe messo il centrodestra con le spalle al muro. E così è stato. Perché adesso, comunque vadano a finire le cose, ci saranno malumori e rancori, vincenti e sconfitti.

Forza Italia e Fratelli d’Italia non possono perdere la faccia. O forse, come sosteneva Aristotele, la minore distanza tra due punti rimane una linea retta. In maniera più prosaica: non è che alla fine nel centrodestra nessuno se la sente davvero di sfidare Nicola Zingaretti considerando i sondaggi che circolano?

Già, i sondaggi. Ricordano la superstizione raccontata nella commedia di Peppino De Filippo: Non è vero… ma ci credo.

 

SCARICA DA QUI LA APP PER TUTTI I SERVIZI DI CIOCIARIA OGGI

Ciociaria Oggi

error: Attenzione: Contenuto protetto da copyright