La tangente Sangalli? Amedeo Mariani è innocente

La Corte dei Conti ha assolto l'ex assessore all'Urbanistica. Non c'è prova che abbia preso soldi per pilotare la gara sui rifiuti. E poi non coincidono le date. Ora tornerà alla politica attiva

Emiliano Papillo

Ipsa sua melior fama

La tangente Sangalli per l’appalto dei rifiuti a Ferentino? Non c’è prova che l’ex assessore all’Urbanistica Amedeo Mariani quella tangente l’abbia mai chiesta e tantomeno che gli sia stata pagata. E pertanto non c’è prova che abbia pilotato la gara per il rinnovo del servizio.

Lo hanno scritto i giudici della sezione d’Appello della Corte dei Conti: hanno assolto l’esponente politico del Centrosinistra e sua moglie Carla Salvatori, riscrivendo la sentenza di primo grado che li condannava.

La parola fine arriva nove anni dopo l’assegnazione dell’appalto, l’avvio dell’inchiesta penale, gli arresti. Cosa c’entra la Corte dei Conti? E perché i magistrati contabili possono mettere il naso nell’indagine?

L’appalto

Foto © Pietro Scerrato

Bisogna partire dal 2013. Quell’anno l’amministrazione comunale guidata dal sindaco Piergianni Fiorletta estende per altri cinque anni il rapporto con la società lombarda Sangalli. È un servizio che le era stato assegnato il 12 agosto 2008 ad un costo di 7,3 milioni. A Monza i carabinieri stanno indagando su una serie di appalti ottenuti dalla società e durante un’intercettazione ascoltano una frase dalla quale capiscono che a Ferentino nel 2008 sia circolata una tangente. Pari al 1% dell’importo, pertanto 73 mila euro.

Le indagini portano all’assessore Mariani, a sua moglie che è dipendente comunale, ad una terza figura che avrebbe fatto da collettore. La competenza è della procura di Frosinone, le informazioni vengono inviate a sud. Quando gli accertamenti si concludono, il ‘collettore’ e la rappresentante della ditta preferiscono chiudere subito la questione patteggiando la condanna.

E Mariani? Salta una serie di udienze per problemi di salute: viene operato un paio di volte. Alla fine i termini si prescrivonono e viene assolto: colpevole o no? La prescrizione prende atto solo che sono passati troppi anni dai fatti. Amen.

La Corte dei Conti

La sede della Corte

Il caso approda alla Corte dei Conti perchè ogni tangente rappresenta un danno alle casse di un ente. Perché? È vero che a pagare la tangente è l’impresa alla quale va il servizio: ma lo fa con il denaro dell’appalto; la tangente è un costo in più a carico dell’ente.

Perché i magistrati contabili riscrivono la sentenza ed assolvono Amedeo Mariani e la moglie? I giudici di primo grado avevano tenuto conto delle accuse penali; quelli d’appello dicolo che “l’imputazione è stata ritenuta estinta dal Giudice penale per prescrizione, pur senza una esplicita assoluzione nel merito ai sensi dell’art. 129, secondo comma, c.p.p..“.

Per la Corte “In primo luogo, non risulta raggiunta la prova sulla materialità del fatto consistente nella illecita dazione di denaro”.

E le condanne per patteggiamento a Sangalli ed al ‘collettore’? Sono soggetti antagonisti a Mariani e signora, “carenti e non considerabili alla stregua di prove”. Inoltre hanno ammesso la loro colpevolezza e questo non significa che lo siano in automatico anche le persone da loro indicate.

Questione di date

Inoltre le date non coincidono. I fatti sono del 2008, Mariani viene eletto nel 2013, sempre nel 2013 si sospende dal suo lavoro di dipendente comunale per ricoprire la carica di assessore.

Scrive la Corte: “La qualifica di dipendente comunale impedisce a Mariani di realizzare quel collegamento tra ruolo ricoperto e possibilità di influire sul conferimento dell’appalto”. Tradotto: la tangente sarebbe stata pagata nel 2008 cioè un periodo nel quale Mariani era solo dipendente comunale mentre i fatti gli vengono contestati come assessore. Ma lui lo è diventato solo nel 2013. Quindi nel 2008 non aveva il potere di manipolare l’appalto.

Di conseguenza risulta carente la ricostruzione dei presupposti per giungere all’affermazione della responsabilità a carico di Mariani Amedeo. Per gli stessi motivi relativi alla carenza di prova sulla dazione illecita di denaro e alla qualifica ricoperta, risultano carenti i presupposti per l’addebito rivolto a Salvatori Carla”.

Ritorno in campo

Amedeo Mariani

Ora Amedeo Mariani sta valutando se tornare in campo già alle Comunali del 2023; sono quelle che eleggeranno l’erede del sindaco uscente Antonio Pompeo. L’ex assessore all’Urbanistica è stato il recordman di preferenze a Ferentino: ben 753 quelle ottenute nel 2013. (Leggi qui I tre No di Amedeo Mariani).

Non si è mai allontanato dalla politica. Oggi Mariani è un punto di riferimento per l’associazione Fare Futuro rappresentata in giunta dall’assessore Angelica Schietroma ed in Consiglio comunale dal consigliere Alessandro Cellitti Zunda.

Amedeo Mariani inoltre è un fedelissimo del sindaco Antonio Pompeo. Il suo consenso elettorale potrebbe essere decisivo per gli equilibri politici in vista delle elezioni amministrative del 2023.

La vicenda si conclude pertanto con l’assoluzione per entrambi e l’assenza di qualsiasi lesione all’interesse pubblico finanziario, come sostenuto dal loro difensore Roberto Valeri.

Il fronte politico

Sul fronte politico la situazione attualmente è in netto favore del sindaco Antonio Pompeo. Il sindaco ha dalla sua il gruppo consiliare del Pd (Luigi Ceccarelli e Mariano Pennacchia), la Lista Pompeo (Claudio Pizzotti ed Annapaola Celardi), Uniti per Ferentino (Nicola Dell’Olio e Paola Fiorini), Fare Futuro (Alessandro Cellitti Zunda), Gruppo Indipendente (Giancarlo Lanzi e Stefano Zaccari).

In una posizione ufficialmente di maggioranza ma critici con la linea del sindaco sulla sua successione ci sono i quattro dell’ex vicesindaco Luigi Vittori in quota Ferentino nel Cuore (Piergianni Fiorletta, Alessandro Rea, Angelo Picchi e Giovanni Dell’Orco). Fiorletta ha manifestato la volontà di tornare a fare il sindaco dopo 10 anni ma la soluzione non piace ai gruppi che sostengono in modo convinto Antonio Pompeo pronti a sostenere un candidato sindaco del rinnovamento per la continuità.

Nel centrodestra, all’opposizione ci sono tre consiglieri, Luca Zaccari e Maurizio Berretta della Lega e Franco Collalti, Fdi ma in posizione critica verso il suo Partito. Opposizione extraconsiliare per Forza Italia ricomparsa sulla scena con un nuovo gruppo dirigente, mentre non si hanno al momento notizie della sinistra e del M5S. Potrebbe essere della partita la civica Cambiare rimasta fuori dal consiglio nel 2018.

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