La Tav per andare in Europa: fermate a Frosinone e Cassino. Stazione a Ferentino

La provincia di Frosinone si trasformerà. Grazie al Treno ad Alta Velocità. Due fermate a Frosinone e Cassino: ma il Frecciarossa passerà sulla linea 'normale'. Poi la nuova stazione a Ferentino per il collegamento lampo con Milano ed il continente. Le grandi opportunità per il territorio. Battisti: "Cambia la prospettiva della Ciociaria". Zingaretti: "Significa prendere porzioni del nostro territorio e collegarle all'Europa rendendole competitive"

La provincia di Frosinone sale sul Frecciarossa e si proietta in Europa. I treni ad Alta velocità si fermeranno in Ciociaria. Già dall’estate in via sperimentale a Frosinone e Cassino. Poi con una stazione dedicata che nascerà tra Frosinone e Ferentino. L’annuncio arriva dall’amministratore delegato delle Ferrovie Gianfranco Battisti nella sede della Regione Lazio dopo avere firmato il protocollo d’intesa con il governatore Nicola Zingaretti in presenza del ministro del Trasporti Paola De Micheli. «Non è un accordo solo economico e finanziario – sottolinea Nicola Zingaretti – ma un intervento al cuore del problema europeo di questo momento: come creare occupazione e sviluppo. Una parte importante della rinascita italiana sono gli investimenti»,

Cambierà tutto in provincia di Frosinone. Non solo per la mobilità. Ma per l’economia e lo sviluppo. Quella fermata e la nuova stazione significano Milano a due ore e mezza di viaggio, significano rendere raggiungibile in un lampo l’intero territorio da tutta l’Europa. Significa diventare meta turistica internazionale catapultare l’intera Ciociaria in un contesto del tutto diverso da quello di oggi.

Si inizia con una deviazione

Gianfranco Battisti

Ma come farà il Frecciarossa a fermarsi a Cassino e Frosinone se nessuna delle due ha la stazione lungo la linea Tav?

All’inizio ci sarà una deviazione: all’altezza di San Vittore del Lazio il treno lascerà la linea da 300 chilometri orari e si immetterà in quella ordinaria: Fermerà a Cassino, poi a Frosinone, raggiungerà Sgurgola e da lì si reimmetterà sulla linea da 300 orari.

Il tutto farà perdere dai 18 ai 20 minuti sull’attuale tabella oraria. La deviazione ciociara non riguarderà tutti i convogli ma due treni in salita e due in discesa. 

Si arriverà in 35 minuti a Napoli, in 39 minuti a Roma e poi Firenze, Bologna, Milano, Torino. Ci sarà l’innesto al corridoio scandinavo che porta a fino a Bari (in 2,5 ore) pronto entro il 2026.

Poi nascerà la nuova stazione: lì dove l’aveva immaginata anni fa Francesco Scalia: a nord di Frosinone, in territorio del Comune di Ferentino. Una stazione sulla linea Tav a 800 metri dell’uscita del casello. Una infrastruttura che porterà oltre 5mila posti di lavoro.

Il piano miliardario

I lavori sulla rete ferroviaria

Sarà una rivoluzione anche per il Lazio. Lo spiega Gianfranco Battisti nel suo intervento. «il nostro piano strategico prevede 58 miliardi di investimenti nel periodo 2019 – 2013. Di questi investimenti ben 18 miliardi sono previsti nel Lazio: 13 per l’infrastruttura ferroviaria, 1,4 per il miglioramento del sistema dei trasporti. E poi ci sono i fondi per la rigenerazione urbana su molte aree, tra cui Ferentino e Frosinone. Ed il piano per la riqualificazione delle stazioni».

Cosa significa? Che le Ferrovie di Gianfranco Battisti lanciano la scossa per la ripresa. Lo fanno attraverso i cantieri delle stazioni e le fermate Tav. Perché gli interventi di rigenerazione urbana, ad esempio, consentiranno la ricucitura delle città tagliate dal passaggio di autostrada e grandi infrastrutture, come nel caso proprio delle due città ciociare.

Il progetto di rigenerazione nella zona attorno alla stazione di Frosinone determinerà la ricucitura urbana col lato sud e lato nord della stazione. Lo farà attraverso un collegamento pedonale sopraelevato. Nel piazzale davanti la stazione è previsto scambio intermodale e parcheggi.

Ma saranno anche l’occasione per riqualificare e ripensare del tutto, «zone come Piazza dei Cinquecento, Trastevere, Tiburtina, Tuscolana – evidenzia il Governatore del Lazio – grazie all’intervento di riqualificazione urbana».

Cambia tutto in Ciociaria

Nicola Zingaretti

Ma il cuore dell’intervento è l’intera provincia di Frosinone. La Tav trasformerà il suo ruolo. Per usare le frasi del presidente Battisti: «Cambia l’assetto logistico della provincia».

Innanzitutto perché «potrà attivare una nuova forma di pendolarismo: le città connesse all’Alta Velocità cambiano la loro prospettiva. Non dobbiamo pensare ad un treno che collega i pendolari di Frosinone a Roma: dobbiamo pensare che questo intervento collega Frosinone al sistema trasportistico europeo».

Il manager fiuggino non lo dice solo da presidente delle Ferrovie. Ma anche e soprattutto da presidente del settore Industria del Turismo di Unindustria. Sa che la nuova stazione per Frosinone significa rendere di nuovo fruibile Fiuggi, renderla raggiungibile con facilità, poter puntare di nuovo ai grandi flussi degli anni d’oro. « L’uscita del casello autostradale di Ferentino, la vicinanza della superstrada, permette di intercettare, attraverso un modello analogo a quello sperimentato a Reggio Emilia, un milione potenziale di passeggeri » evidenzia il presidente Battisti.

Speranza di rilancio

Il Ministro Paola De Micheli

Nicola Zingaretti lancia un segnale al Paese. Indicando la via per uscire dalla grande crisi innescata dal lockdown. Bisogna ricostruire. «Quanto annunciato dal presidente Battisti sarà una vera rivoluzione ed una speranza di rilancio del sistema paese, produrrà un aumento di competitività del sistema. Inizia oggi la costruzione di un pezzo del futuro di un’area del nostro Paese».

Se a qualcuno non fosse ancora chiaro, se qualcuno si fosse fissato su dove nasce la nuova stazione, su quanti treni si fermeranno sul territorio, Nicola Zingaretti gli indica la vera dimensione dell’annuncio: «Significa prendere porzioni del nostro territorio e collegarle all’Europa rendendole competitive. Abbiamo scelto di presentare oggi tutto questo perché siamo in una fase di emergenza dalla qualevogliamo uscire al più presto».

La corsa del Lazio di Nicola Zingaretti verso la modernizzazione passa anche sui binari. Lo ricorda lui stesso: sette anni fa la regione aveva la flotta di treni più vecchia in Italia, «entro il 2021 sarà la più giovane. E poi c’è il completamento dell’anello ferroviario di Roma che arriverà dopo decenni di attesa. Non è tanto per l’importanza dell’investimento ma per il suo significato in termine tecnico».

C’è anche un altro aspetto. Cambia il modello di sviluppo: si torna ad investire sulle province. «Non bisognerà più abbandonare la propria terra per andare a lavorare e studiare – evidenzia Nicola Zingaretti – in una terra che avrà l’ottava Camera di Commercio in Italia».

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