La telefonata a 5 Stelle che non c’è stata tra Raggi e Frusone

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Va bene che è un ‘non MoVimento’ e che è governato da un ‘non statuto’. E va bene pure che uno vale uno. Ma almeno telefonatevi. Cosi… Tanto per evitare situazioni imbarazzanti.

Da un lato, in provincia di Frosinone, c’è l’onorevole Luca Frusone con la agguerrita pattuglia dei pentastellati ambientalisti dell’area tra Roccasecca, Colfelice, San Giovanni Incarico e vallate vicine. Per loro, lo stabilimento Saf di Colfelice (che è proprietà di tutti i Comuni ciociari in parti uguali), è un mostro ambientale. Nonostante abbia evitato l’emergenza rifiuti in Ciociaria dagli anni Novanta; nonostante tutte le inchieste a carico dei suoi amministratori si siano concluse con un nulla di fatto; nonostante le relazioni dei carabinieri del Noe; nonostante la relazione del ministro dell’Ambiente.

Dall’altro lato, a Roma, c’è la sindaca Virginia Raggi, eletta a furor di popolo per rivoluzionare la città. Il primo provvedimento rivoluzionario? Mandare tremila tonnellate di rifiuti fuori dalle balle di Roma. Dove le ha spedite? Dai ciociari. A Frosinone, dove se no?

La Virginia capitolina non si è sentita al telefono con l’onorevole Frusone. Se si fossero telefonati, lui che è grillino di antica osservanza le avrebbe spiegato che il mito dei Cinque Stelle , in materia di ambiente è Vedelago (in provincia di Treviso) con il suo impianto rifiuti zero.

Se si fossero sentiti, Virginia si sarebbe risparmiata la sua prima figuraccia con la fascia tricolore. Perché così, la sindaca, fa allo stesso modo di quei presidenti del Consiglio che abbiamo avuto nella Prima Repubblica. Che appena eletti, siccome avevano bisogno di soldi per tappare i buchi, aumentavano benzina e sigarette.

Avanti un’altra.

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