La trincea degli industriali e i salotti della politica

Gli industriali della provincia di Frosinone, nei fatti,hanno avviato una fase nuova: in attesa di una politica che torni ad essere incisiva hanno iniziato ad occuparsi del territorio, non solo delle loro aziende.

L’inaugurazione dello stadio Benito Stirpe rappresenta un simbolo oltre che un’opera pubblica che il capoluogo non aveva da tempo. Fondamentale la sinergia con il Comune e infatti Maurizio Stirpe, presidente del Frosinone calcio, ne ha sottolineato il ruolo.
Ma più in generale gli industriali della provincia di Frosinone, hanno avviato una fase nuova, vicina alle esigenze concrete del territorio. Sono molto diversi l’uno dall’altro, ma alla politica chiedono soltanto una cosa: soluzioni. Un percorso obbligato che passa dalle competenze, dai sacrifici, dalla programmazione, dalla necessità di dare risposte ed evitare le passerelle.

 

Di Maurizio Stirpe abbiamo già detto. Se avesse voluto poteva diventare il candidato alla presidenza regionale di qualunque schieramento. Invece ha scelto la strada associativa, ha deciso non soltanto di rimanere in Confindustria (è vicepresidente), ma di farlo “in trincea”. Nicola Zingaretti, presidente della Regione Lazio, lo ha detto nel corso della cena di gala nella sede dell’associazione di viale dell’Astronomia: «Maurizio Stirpe in ogni occasione mi ha ricordato che l’uscita dal commissariamento della sanità era fondamentale per l’abbattimento del carico fiscale su famiglie ed imprese».

 

Giovanni Turriziani, presidente di Unindustria Frosinone, alla politica non chiede nulla. Se non di candidare i migliori, nel senso delle competenze. Un segnale inequivocabile di efficienza, autonomia, indipendenza e voglia di avere un progetto per il territorio. Non solo Giovanni Turriziani ha posto il tema della velocità delle risposte alle aziende che intendono investire sul territorio. Anche quelle straniere: non si possono aspettare mesi, non è tollerabile veder scappare realtà produttive altrove. Pure in tal caso nessuna concessione all’autoreferenzialità.

 

Filippo Tortoriello, presidente di Unindustria, ha caratterizzato l’appuntamento annuale sulla ricostruzione del dopo Terremoto. Con un progetto reale, interamente pensato e finanziato dagli industriale, per la realizzazione della Casa comunale di Cittàreale. Messaggio inequivocabile: laddove lo Stato non arriva, se non in ritardo di anni, noi ci siamo.

 

Marcello Pigliacelli, presidente della Camera di Commercio e consigliere nazionale di Anita, non appena si sono diffuse voci circa la presunta chiusura degli uffici della Motorizzazione Civile, ha scatenato la flotta di Anita. Si è mosso in tandem con il presidente di Unindustria Frosinone Giovanni Turriziani: ciascuno dei due per le proprie competenze. Ai ministeri non è rimasto altro da fare che smentire le voci e rassicurare i trasportatori. Segno del “peso” di Pigliacelli unito a quello di Turriziani.

 

Domenico Paglia, presidente dei costruttori della provincia di Frosinone, a proposito del Piano territoriale paesistico regionale, ha spiegato che sono stati commessi molti errori a causa della non corrispondenza tra la situazione “cartografica” e quella reale. Insomma, capitani di industria tra loro molto diversi, ma con in comune la voglia di “fare”, di lasciare un segno, di dimostrare che il “si può fare” di Obama può essere applicato perfino su scala più ridotta. In provincia di Frosinone. Non vogliono sostituire la politica, non intendono candidarsi a nulla, hanno puntato la barra sulla progettualità territoriale. La classe politica farebbe bene a prenderli sul serio.

 

Non è una questione di voti, ma di autorevolezza, quella che non si compra sui banchi del mercato. I politici farebbero bene ad alzarsi di corsa dai salotti.

 

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