La vendetta di Berlusconi: è gelo con Salvini «Noi non siamo sovranisti»

Foto © Benvegnu' Guaitoli / Imagoeconomica

Silvio Berlusconi all'attacco di Matteo Salvini. Non è in discussione l'alleanza ma l'alleato. Via a l'Altra Italia. Chi entra in Cambiamo e chi resta con il Cav.

La manovra di allontanamento continua. Silvio Berlusconi sposta sempre di più la rotta di Forza Italia da quella della Lega di Matteo Salvini. Con un punto di approdo ben preciso: i voti dei moderati messi in fuga dagli eccessi del Carroccio. Il Cavaliere è sempre stato Europeista e Atlantista, i numeri dei sondaggi gli hanno confermato che le posizioni anti Ue e filo russe dell’ex alleato sono state alla base dell’emorragia di voti da Forza Italia. Il resto lo ha fatto la manovra messa in piedi dal Governatore della Liguria Giovanni Toti, con la creazione del movimento Cambiamo! che doveva traghettare verso la Lega i dissidenti azzurri.

Basterebbe questo a giustificare il dispetto che molti giurano verrà servito da Berlusconi a Salvini: una pattuglia di voti responsabili che garantiranno al prossimo governo giallorosso la fiducia in Senato. (leggi qui La doppia frattura nel centrodestra. Che non preoccupa Silvio).

Attacco al Capitano

Silvio Berlusconi © Stefano Carofei, Imagoeconomica

Invece ci sarà molto altro. Giurano che il Cavaliere voglia regolare i conti alla svelta con chi pensava di metterlo all’angolo, renderlo insignificante sul piano politico, svuotarlo di voti e poi abbandonarlo. Dicono che sia sempre più infastidito dal comportamento del Capitano in disarmo di via Bellerio. Che ieri è tornato ad attaccare Forza Italia.

Quello che avrebbe fatto irritare il presidente di Forza Italia non sono tanto gli insulti, i toni accesi: fanno parte del gioco. A dargli fastidio è “l’inaffidabilità di Matteo“. Dice che non ci si può più fidare di lui e dei suoi repentini cambi di umore, che lo portano a prendere decisioni sbagliate: teme che alla fine “consegnerà il Paese nelle mani della sinistra”. Non mette, quindi, in discussione la Lega e la storica alleanza, ma l’attuale leadership.

Che ad Arcore il malumore verso Matteo sia forte lo dimostra oggi – fanno notare – il fuoco di fila aperto da tanti azzurri: contro l’ex ministro dell’Interno a difesa e sostegno del leader azzurro.

Si vota dopo 5 anni, non dopo 5 mojito

Matteo Salvini al Papeete Beach

La senatrice Maria Rosaria Rossi ci va giù duro e accusa ”Salvini di aver inasprito i rapporti di coalizione tra Fi e Lega per delirio di onnipotenza“. La parlamentare assesta un morso velenoso: Gli italiani meritano di essere governati da qualcuno che sa che si vota dopo 5 anni, non dopo 5 mojito, ci troviamo di fronte a un ‘capitano’ che ha mandato allo sbando se stesso, il suo Partito e gli elettori che gli avevano dato fiducia, attacca l’ex tesoriere forzista.

Molto critico è Sestino Giacomoni, il parlamentare eletto nel collegio Frosinone-Latina e membro del nuovo coordinamento nazionale di Forza Italia: “Se in questi mesi Salvini avesse partecipato a qualche vertice di coalizione e ascoltato i consigli di Berlusconi, probabilmente avrebbe fatto qualche errore in meno“. Non mette in discussione l’alleanza. ma l’alleato. «Dovremmo tornare presto sederci intorno ad un tavolo per concordare insieme la strategia migliore per vincere le prossime elezioni regionali e nazionali».

Gelmini Berlusconi e Bernini Foto: © Imagoeconomica, Stefano Carofei

La prima a far sentire oggi la sua voce critica è stata Maria Stella Gelmini: “Forza Italia è il partito del sì: allo sviluppo, alle grandi opere infrastrutturali, al taglio delle tasse, alla riforma della giustizia, alla sicurezza. Per questo non comprendiamo le dichiarazioni di Salvini in cui ci accusa di essere una forza che, al pari dei 5 Stelle con cui ha governato per 14 mesi, lavora o ha lavorato per frenare o bloccare i provvedimenti che servono al Paese“.

Mara Carfagna rincara la dose: ”Capiamo il momento di difficoltà di Salvini nello scoprire che i pieni poteri esistono solo nei videogiochi. Invece di sognare sudditi anziché alleati, si ricordi che scassando il centrodestra è riuscito nel capolavoro di abbandonare il Paese alle sinistre e al Movimento Cinque stelle…”.

Via libera all’Altra Italia

Silvio Berlusconi così dà il via al progetto L’Altra Italia, quello che era stato messo a punto un anno fa dal sindaco di Frosinone Nicola Ottaviani e poi all’ultimo momento era stato congelato. (leggi qui l’anticipazione del 2018 Forza Italia addio: nasce L’Altra Italia di Berlusconi e parte da Frosinone e qui la retromarcia di un anno fa (leggi qui Contrordine compagni, Berlusconi non fa più il nuovo Partito).

Marcello Fiori

A metterlo in acqua è Marcello Fiori, il Coordinatore Nazionale Enti Locali di Forza Italia, rimasto senza vice da quando l’ex presidente del Consiglio regionale del Lazio Mario Abbruzzese ha defezionato e se n’è andato con Giovanni Toti.

Fiori annuncia: «Si apre una nuova stagione politica. Dare speranza all’Altra Italia, lontani da sovranismo e populismo. È innegabile e per alcuni sorprendente che in pochi giorni lo scenario politico italiano sia completamente mutato. E forse questi giorni di agosto e la crisi più pazza del mondo verranno ricordati». Mette in campo il documento politico del nuovo Movimento con cui andarsi a riprendere i voti azzurri finiti alla Lega.

Tra i transfughi c’è proprio l’ideatore del progetto, Nicola Ottaviani. Salito sul Carroccio dopo uno scontro interno. (leggi qui  Le randellate di Ottaviani sul Re nudo). Fino a pochi giorni fa, convinto che fosse troppo tardi per l’Altra Italia. (leggi qui L’ideatore boccia l’Altra Italia: «È troppo tardi, non può funzionare, tutto è cambiato»).

Chi entra e chi esce

Nel frattempo, prosegue il quotidiano riposizionamento degli amministratori sul territorio. A Frosinone l’architetto Maurizio Maramao lascia Forza Italia e passa con Toti, seguendo Mario Abbruzzese ed il presidente della commissione Cultura della Regione Lazio Pasquale Ciacciarelli.

Il sindaco di Pontecorvo con il vice coordinatore regionale di Forza Italia del Lazio Gianluca Quadrini

Restano con Forza Italia Virginio Panici (ex responsabile provinciale dipartimento agricoltura di Forza Italia a Frosinone), il Consigliere Comunale di Anagni Pierino Naretti ed il referente cittadino e già vice sindaco Guglielmo Rosatella.

Il vice coordinatore di Forza Italia del Lazio Gianluca Quadrini ha ufficializzato gli incontri ed il riavvicinamento dell’ex presidente della provincia di Frosinone Giuseppe Patrizi, uscito nei mesi scorsi dalla lega dopo una brevissima parentesi ed un acceso scontro con il coordinatore regionale del Carroccio. (leggi qui «Qui comando io»: ed i leghisti si ribellano a Zicchieri).

Il tour da lunedì

Pasquale Ciacciarelli

Lunedì inizierà il tour di ‘Cambiamo!’. La città di partenza scelta è Matera, capitale europea della cultura, «simbolo di una rinascita – spiega Pasquale Ciacciarelliche noi auspichiamo anche per l’intera area moderata, per la quale e con la quale è nato questo ambizioso progetto“.

Per mil consigliere regionale del Lazio, in Forza Italia non è stato permesso di attuare quel cambiamento che Ciacciarelli ed un nutrito gruppo di amministratori locali del Lazio ha ritenuto invece necessario. «Per questo si è reso necessario un cambio di passo, abbiamo traslato i nostri ideali su un altro movimento, ancora tutto da costruire, che caratterizzerà le proprie fondamenta su due pilastri fondamentali: merito e primarie».

Dopo Matera ci saranno una serie di tappe al Sud, per poi ritrovarsi tutti in una grande convention a Milano.

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