La vendetta di Marini: «Di cosa ha paura Cristofari?»

La vendetta è un piatto che si gusta freddo. Lentamente. E l’ ex sindaco di Frosinone Michele Marini si è appena messo a tavola dopo avere atteso quattro anni. La reazione di Fabrizio Cristofari con la minaccia di ritirare la candidatura a sindaco (leggi qui) perchè proprio Marini ha detto che non lo appoggerà? (leggi la posizione di Marini) E’ solo l’antipasto di una vendetta aspettata a lungo.

«Non ho fatto attacchi personali. Se l’ha interpretata così significa che Fabrizio Cristofari è già a nervi scoperti» commenta gelido l’ex sindaco parlando con Corrado Trento su Ciociaria Oggi.

Ma non è solo contro il presidente dell’Ordine dei Medici che Marini sta consumando la sua vendetta. Si sta prendendo le sue soddisfazioni anche con il Pd. Cioè con quel Partito che evidentemente secondo lui non gli gli è stato accanto come in questi anni avrebbe dovuto: perché ha riaperto le porte a Cristofari come se la sconfitta elettorale ed il passaggio della città capoluogo al centrodestra non fossero state anche conseguenza delle scelte fatte proprio da Cristofari quasi cinque anni fa.

Nel 2012 Marini aveva concluso il suo primo quinquennio da sindaco dopo essere stato lo storico vice di Memmo Marzi. Al momento di decidere la candidatura Cristofari è il segretario cittadino del Pd: decide di lasciare e di sostenere con i Socialisti un altro candidato (Marzi ritornò in pista dopo cinque anni di pausa). Lo fa perché sostiene sia un rischio schierare il Partito intorno alla rielezione di Marini perché all’epoca è in arrivo l’avviso di garanzia per l’inchiesta sull’appalto con cui fare le rotatorie sulla Monti Lepini. Con il Pd spaccato ed i Socialisti fuori dalla coalizione Marini perse.

Ora vuole il chiarimento. Vuole l’esame di coscienza. Che non è mai stato fatto.

«Il segretario del Pd dovrebbe sostenere il sindaco uscente. Quattro anni fa questo non è successo, anzi. Si può dire che forse bisognerebbe affrontare questo aspetto? Sono considerazioni sul partito, non su Cristofari. Infatti è al partito che ho chiesto risposte». Ogni frase, per l’ex sindaco è un cucchiaio di quel piatto freddo.

Un’altra mestolata se la serve anche stuzzicando Cristofari: «C’é una certa confusione politica: a volte leggo che Cristofari sarà comunque candidato sindaco, altre volte che è disponibile a prescindere, poi che non è sicuro che si candiderà. Per il resto non riesco a comprendere di cosa si preoccupa Fabrizio Cristofari».

Si preoccupa di una frase detta da Marini durante la riunione del Pd avvenuta mercoledì scorso e conclusa con una fumata nera (leggi qui) : ‘Se volete candidare Cristofari gli dovete togliere la tessera del Pd: non può stare nel Partito uno che ha fatto quello che ha fatto quattro anni fa. E se proprio a Cristofari la tessera non può essere revocata, allora alle primarie non si azzardi a candidarsi con il simbolo del Partito Democratico. Poi, se si candida sostenuto dal Pd, potrei pure candidarmi io: come civico’

«Teme le ombre? Io non ha cercato nessuno, né il partito né Fabrizio Cristofari. Gli altri hanno cercato me, anche attraverso amici comuni».

Marini aveva tentato di disinnescare per tempo l’intera questione. Sollevò il problema durante il dibattito che ha accompagnato il congresso provinciale del Partito nel quale è stato confermato Simone Costanzo alla Segreteria.

«Ma non mi sono mai state date risposte. Io pongo un problema politico. Se Cristofari la prende sul personale allora è un palese segnale di debolezza politica. La paura evidentemente fa novanta. E mancano nove mesi alle elezioni comunali».

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