La verità di Petrarcone: «La mia vittoria non faceva comodo ad alcuni politici frusinati»

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L’avvocato Giuseppe Golini Petrarcone non è un uomo sconfitto. Ma amareggiato ed in parte deluso. Perdere il Comune di Cassino per poche decine di voti lascia l’amaro in bocca. Soprattutto perché oltre agli avversari ha dovuto fronteggiare anche i nemici del suo stesso schieramento. Finora non aveva parlato. Rompe il silenzio con Alessioporcu.it

Alessioporcu.it – Avvocato, cosa ne sarà adesso di Cassino?
Giuseppe Golini Petrarcone – Spero che Cassino continui ade essere sempre una città importante, un territorio centrale nell’economia e nella politica di questa regione. Purtroppo da quello che viene fuori dalla composizione della nuova giunta comunale, le prospettive non sembrano rosee: intanto perchè il sindaco Carlo maria D’Alessandro ha dimostrato nelle scelte di non essere una persona libera e di dover sottostare a quei personaggi che l’hanno sostenuto, con i quali ha stretto accordi a dispetto di quanto aveva annunciato in campagna elettorale.

Ha qualche rimpianto?
Quando si perde per pochi voti, rimpianti ce ne sono sempre. Sicuramente non è stato fatto tutto quello che si poteva fare ma ho la sia pure amara consolazione che ho rispettato gli impegni presi in campagna elettorale. Sono stato coerente. E non credo sia stato un errore dal momento che comunque la metà della città ha mostrato di apprezzare questo modo di amministrare e di progettare il futuro.

L’altro candidato del centrosinistra, Francesco Mosillo dice che era pronto a sostenerla ma è mancata la volontà politica di coinvolgerlo
Mosillo si contraddice, non è vero che non è stato chiamato. E’ stato contattato ed è pure venuto al confronto con me. Sono vere le voci che avete anticipato nei giorni scorsi: le richieste fatte da Mosillo sono state assolutamente sproporzionate rispetto all’apporto che avrebbe dato con solo una parte della sua coalizione. La volontà, se è mancata, non lo è stato certamente da parte nostra.

Chi ha sbagliato nel Pd?
E’ sotto gli occhi di tutti che il Pd provinciale non ha fatto nulla per favorire un’intesa nel centrosinistra, prima che si arrivasse alle candidature. Ha deliberatamente negato la concessione del simbolo, nonostante una larga maggioranza del Partito cittadino lo richiedesse. E poi, dopo il primo turno, ancora una volta non ha fatto nulla per unire le forze che erano andate divise.

Il consigliere regionale Marino Fardelli dice che si sono venduti la vittoria elettorale di Cassino
Più che venduto, diciamo che ad alcuni personaggi una vittoria mia e della della mia coalizione non avrebbe fatto gioco nella loro futura vita politica e quindi non hanno fatto nulla per favorire un’affermazione della nostra coalizione.

Che idea si è fatto contestazione contro il presidente della Provincia, Antonio Pompeo, che alcuni ritengono tra i responsabili della sconfitta?
Non ero presente all’episodio, che sicuramente è da condannare. Ma intanto va contestualizzato ad un momento di grande delusione e comunque è la conseguenza di quanto ho detto in precedenza.

Ora sia Fardelli che lei avete preso la tessera del Ps, volete far saltare gli equilibri nel Partito?
Abbiamo già fatto le prime riunioni e tanti amici hanno ribadito la volontà di impegnarsi di nuovo ed ancora di più per il bene della città. Ma tante sollecitazioni provengono anche dal resto di questo territorio, per affrancarsi da quel duopolio politico che ha retto il Pd in questi decenni e che non ha prodotto i risultati meritati in particolare per il sud della provincia.

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