La Waterloo di Zaccheo, il congresso di Vienna di Coletta

Dopo il voto. E in attesa dei ricorsi. Tutto è possibile dopo la Waterloo di Zaccheo. Il sindaco Coletta ha bisogno di un 'Congresso di Vienna'. nel quale potrebbe avere un ruolo la possibile vendetta dei democristiani

Lidano Grassucci

Direttore Responsabile di Fatto a Latina

La garde meurt mais ne se rend pas! Merde (Pierre Cambronne generale di Napoleone a Waterloo).

La Guardia muore ma non si arrende, il resto è facilmente comprensibile anche senza avere vaste conoscenze della lingua francese. Pierre Jacques Étienne, visconte di Cambronne assediato a Waterloo, non volle sentire ragioni: la resa agli inglesi era per lui inconcepibile. Se poi abbia anche aggiunto la celebre parolaccia è dibattuto ma ci sono testimonianze a conferma.

Vincenzo Zaccheo il 4 settembre ha avuto la sua Waterloo, anche con atti di eroismo: ha preso il 60% dei voti disponibili. Anche con il suo Pierre Cambronne nella figura di Dino Iavarone che prova l’ultimo ricorso davanti ad un mondo che finisce: un eroe. (leggi qui: Dietro il ricorso di Iavarone: il dubbio della sfiducia a Coletta).

Cento giorni durò il sogno di Napoleone, una novantina quello di Zaccheo. Ma la fortuna spesso gira le spalle ai fortunati. E dopo tutto è diverso.

La difficile restaurazione

Claudio Fazzone

Resta Luigi XVIII dentro una difficile restaurazione: Damiano Coletta ora deve rifare la “Francia che non c’è piu'”. Naturalmente per restaurare ti devi prendere chi ha rivoluzionato e chi ha tramato. Devi prenderli dalla piazza e dal campo di battaglia. Si torna agli intrighi di palazzo.

Ce lo vedete il capitano, Coletta, che tratta con Patrizia Fanti (una a caso)? Che cerca sostegno non nella rivoluzione di Zaccheo e della destra, ma nei democristiani dimenticati. La Fanti non è una politica casuale è quel che resta di un mondo democristiano di potere che è stato l’ancien regime della città.

Ce lo vedete a trattare con singoli candidati che hanno singole aspettative. E dietro trattare con un politico diventato finissimo come Claudio Fazzone che sta con la destra ma non dimentica mai di essere ben altro. Allearsi non vuol dire fondersi, ci si allea sempre contro, mentre si fa politica per.

La via di Talleyrand dopo Waterloo

Damiano Coletta

C’era un signore durante la rivoluzione Charles Maurice de Talleyrand-Perigord che servì la monarchia di Luigi XVI, poi la Rivoluzione, poi Napoleone e poi di nuovo la monarchia con Luigi XVIIII fratello e successore del primo monarca servito. Infine fu ancora Gran Ciambellano sotto Carlo X e ambasciatore di Luigi Filippo I.

Per lui nacque una nuova categoria della politica: il camaleontismo: una strada che pare dover intraprendere il sindaco Progressista confermato la scorsa settimana Damiano Coletta.

In questi giorni si sta consumando una sorta di Congresso di Vienna, ritorna Coletta e serve un nuovo assetto. Zaccheo? Sant’Elena non è l’isola d’Elba. Poi nel ’93 Vincenzo Zaccheo mandò a casa i democristiani, vuoi che questi non stiano ancora un poco incazzati?

L’Europa è in fiamme: dalle ceneri sorgerà un nuovo ordine di cose. O, meglio, l’antico ordine apporterà la felicità ai nuovi regni”: fu profetico il principe Klemens von Metternich.

La storia è maestra di vita, ma sorprendente in vita. E pensare che Coletta voleva cambiare il mondo, la politica ha cambiato lui. L’altro? Sta a Sant’Elena.

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