Quando l’acqua illuminò la Ciociaria

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di MAURIZIO CERRONI

L’acqua ha rappresentato sempre una forza motrice del nostro territorio, tant’è che i corsi d’acqua, oltre ad aver attraversato la Ciociaria, hanno segnato la sua storia ed economia. L’acqua ha portato lo sviluppo dei mulini e delle relative attività produttive lungo i corsi dei fiumi Cosa, Sacco, Liri, Garigliano. Grazie all’acqua, quale forza motrice, hanno preso movimento pale, martelli, macine in pietra e tutte le attività come cartiere, lanifici, pastifici e mole.

Queste sono attività che nascono sotto il segno di una nuova classe imprenditoriale, un nuovo ceto borghese capace di cambiare radicalmente il volto del nostro territorio, attraverso la modifica delle attività produttive su cui si svilupperanno le nuove forme di organizzazione sociale e politiche.

Accanto all’utilizzo dell’acqua, quale fonte di sviluppo economico, anche il carbone vede un impiego massiccio come fonte energetica; il carbone veniva prodotto in Ciociaria ma utilizzato come fonte di approvvigionamento a Caserta, Napoli ma soprattutto Roma. Infatti, si assiste a un fenomeno per cui la terra della Ciociaria, sebbene ricca di storia e risorse, per un lungo arco di tempo non vede un vero sviluppo industriale ed economico. Ciò produce flussi migratori massicci dalle nostre terre verso altri territori sia nazionali che esteri più ricchi di lavoro. Tant’è che le lunghe crisi economiche hanno segnato la nostra terra e la sua gente, provata dal duro lavoro e spesso dal pendolarismo lungo la tratta Cassino – Roma. Non a caso, la realizzazione della tratta ferroviaria (Roma Ceprano), inaugurata nel 1862, ha rappresentato una grande opera per la nostra terra.

Sebbene il rallentamento nello sviluppo industriale, la Ciociaria ha visto la costituzione di una delle prime centrali idroelettriche di Italia; in particolare, la prima centrale sul nostro territorio fu realizzata a Guarcino dalla società Noerrenberg ed entrò in funzione il 19 Agosto 1897. Importante è la data del 5 novembre 1899 quando la luce arrivò a Guarcino, Ferentino, Alatri e Veroli. La rilevanza di tale evento la si percepisce pienamente se pensiamo che siamo alla fine dell’800′, quando gran parte della gente non sapeva nulla di cosa fosse una lampadina. La società che assicurava il servizio elettrico si chiamava Società Laziale elettrica (SLE). Negli anni la luce illuminò l’intera Ciociaria anche grazie alla rete elettrica sorretta da altre centrali idroelettriche quali quella di Fonte Cupa a Fontana Liri e quella di Ceprano.

Tuto ciò ha segnato un periodo di profondo cambiamento nella nostra società; si passa dalla lampada a petrolio alla lampadina, scompare il mestiere del “lampionaio”, si accendono le luci a Milano prima che a New York, a Tivoli si assiste al primo lungo trasporto di energia elettrica per una estensione di 25 km (la zona di riferimento è la Tivoli Roma), nel 1882 la luce arriva a Torino, nel 1899 a Napoli, a Roma è inaugurato il primo tram elettrico.

Ad ogni modo, il vero sviluppo della rete elettrica nella nostra terra, ad alta – media e bassa tensione, ci sarà solo dopo la fine della seconda guerra mondiale, attraverso i finanziamenti statali legati agli investimenti della Cassa del mezzogiorno. In tale frangente, importante è la nazionalizzazione del sistema elettrico che permette un vero salto in avanti nello sviluppo civile della società, attraverso moderni e capillari investimenti e la nascita nel 1963 dell’Enel.

Ad oggi, a fronte dei dati attuali, è possibile sicuramente dire che la Ciociaria e il nostro paese più in generale, ha fatto passi da gigante nella modernizzazione del territorio e il settore energetico ha rappresentato sicuramente una delle questioni centrali in questo processo di sviluppo e crescita.

Se l’acqua è stata una delle fonti che hanno concorso in questo processo di sviluppo, oggi la risorsa idrica dovrebbe essere guardata come fonte da tutelare per il benessere collettivo e non incasellata in logiche prettamente economiche. Rimane senz’altro rilevante il discorso dello sviluppo energetico tramite lo sfruttamento di nuove fonti quali l’eolico e il solare. Molto è stato realizzato nel campo del fotovoltaico grazie anche agli ingenti investimenti statali; molto altro è sicuramente realizzabile sia nel settore industriale che domestico, cercando di coniugare le istanza energetiche, di risparmio economico e quelle di tutela dell’ambiente.

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