L’allarme di Urbano, l’urlo di Galli: “Subito coprifuoco”

Il grido di allarme lanciato nelle ore scorse dal primario del Pronto Soccorso di Cassino. Trova conferme nelle parole dell’infettivologo: “Vicini al punto di rottura”

I numeri della pandemia crescono e il Governo non riesce a trovare una linea univoca e rapida sul da farsi. Massimo Galli, direttore Malattie infettive dell’ospedale Sacco di Milano e professore all’Università Statale, non sa più come ripeterlo. Qualche giorno fa lo ha detto in un’intervista al Corriere della Sera. Ora ha scelto Il Messaggero. Spiegando: «Non ci saranno alternative. Dovremo arrivare al coprifuoco in tutta Italia. Mi rendo conto che si tratta di una situazione che anticipa la possibilità di un lockdown. Però qualcosa bisogna fare».

La conferma di Urbano

I numeri del Lazio gli danno ragione. La situazione negli ospedali è vicinissima al punto di rottura. Così tanto che nella serata di ieri il primario del Pronto Soccorso di Cassino Ettore Urbano ha pubblicato un post sulla sua bacheca Facebook.

Il post del primario Ettore Urbano

Ha scritto: “Nei Pronto Soccorso abbiamo un arrivo continuo di persone positive al Covid-19. Un arrivo in crescendo ed incessante di persone malate. Nonostante l’accortezza usata, i guanti le mascherine, le tute utilizzati ed il rispetto di tutte le altre norme, abbiamo già qualche operatore contagiato, in quarantena o ricoverato. Fate voi: le risorse, soprattutto quelle umane, sono da tempo al limite, sempre meno. Fate voi. Datevi una regolata”. 

La situazione è simile in tutti gli ospedali del Lazio. La gente non si rende conto del fatto che ammalarsi tutti insieme significa non avere il posto per curare tutti.

Reset di due settimane

È proprio per questo che oggi il professor Galli ha detto: «stiamo per avere la battaglia di Milano che a marzo fu evitata. Il timore che l’infezione dilaghi è reale. Negli ospedali stiamo già riconvertendo tutto quello che possiamo riconvertire. Qualcosa poteva esser fatta diversamente, ma non venite a dirlo al personale sanitario». La prospettiva sembra essere quella di un reset di due settimane.

Galli afferma: «Non escludo che tra quindici giorni possiamo essere a questo ma lo sta dicendo lei (ndr: l’intervistatore), non io. Noi come infettivologi abbiamo chiesto di fare presto. Sono sconcertato nel vedere che qualcuno sembra che stia frenando anche in Lombardia».

Massimo Galli Foto © Raffaele Verderese / Imagoeconomica

In molti hanno capito che la soluzione per ora è quella di uscire da casa il meno possibile. Nelle ultime 24 ore i nuovi positivi in provincia di Frosinone sono stati 144: meno dei 199 registrati il giorno precedente ma è altrettanto vero che è stato fatto un numero più basso di tamponi. Allora sta salendo o scendendo la curva dei contagi? Resta invariata: la percentuale tra positivi e tamponi è al 10%.

Tra i comuni con più positivi ancora Cassino con 26, seguita da Frosinone con 21 e da Sora con 11, Veroli con 10, poi Alatri e Cervaro 5, Boville e Monte San Giovanni Campano 4.

O ci organizziamo o stop

Prosegue Galli: «Non accontentarci di una situazione che ha già mostrato la corda con migliaia di persone in fila per i tamponi. Altrimenti, se non riusciamo a organizzarci, si va per forza per scorciatoie. E la scorciatoia più semplice è sempre il lockdown. Sto paventando, non caldeggiando. Ma quando non riesci a fare altro, allora chiudi».

Ma esistono strade per evitare il lockdown? Per Galli potrebbero essercene due. Dichiara: «Uno riducendo le occasioni di infezione, limitando così le possibilità di contagio. Secondo modo: dobbiamo ricorrere all’allargamento a rete dell’accertamento il più precoce possibile delle nuove infezioni».

Ma in realtà la situazione sembra essere già arrivata ad un punto di non ritorno. Nelle prossime ore il Governo potrebbe emanare nuove misure.

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