L’alternativa a Natalia? La lezione della Pro Loco

Cosa insegna la recente votazione che ha cambiato i vertici della Pro Loco. I segnali che si possono leggere. L'alternativa è possibile al sindaco in carica: ma solo se c'è coesione

Paolo Carnevale

La stampa serve chi è governato, non chi governa

«L’intendenza seguirà». Non è ancora completamente chiaro chi sia l’autore della frase; la disputa è in ogni caso tra due pesi massimi, che viene di volta in vota attribuita a Napoleone Bonaparte o al generale Charles De Gaulle. Quello che è chiaro è invece il senso dell’affermazione. Ovvero, l’idea che quando i vertici politici hanno preso una decisione, i livelli più bassi, quelli amministrativi, non possono fare altro che adeguarsi. Perché i livelli inferiori sono, appunto, espressione di quelli più alti.

Idea che però può avere un risvolto pericoloso. Perché se le intendenze sono la conseguenza dell’azione politica, i loro movimenti (delle intendenze) possono spiegare, in alcuni casi anticipare, quello che accade ai piani alti della politica.

La Lezione della Pro Loco

Il seggio della Pro Loco

Ad Anagni, per esempio (ma non solo) la Pro Loco è da sempre una sorta di braccio operativo della politica cittadina. Ne realizza progetti, velleità, idee. L’ultimo consiglio direttivo della Pro Loco anagnina era stato, come dire, non del tutto lontano dall’amministrazione Natalia, con nomi e personaggi riconducibili, per un verso o per l’altro, alla sponda politica del centro destra locale.

Un’identificazione che sembra però essersi  interrotta, visto che alle ultime elezioni per il rinnovo del direttivo, tenutesi appena qualche giorno fa, a vincere sono state figure sicuramente non legate a quell’area. Uomini come Franco Stazi, o Franco Alterio, o Leandro Giuliani, sono evidentemente l’espressione di un mondo che definire antagonista è eccessivo, ma certamente vicino a Natalia non è.

Dall’altra parte c’è invece l’ingresso per il rotto della cuffia di Peppino Scandorcia, fino a qualche giorno fa presidente della Pro Loco, ed ora classificatosi ottavo su nove eletti con 25 voti. O l’esclusione di Annarita Pontecorvo, esponente di punta del mondo conservatore locale, che ha ottenuto 11 voti. Insomma, le elezioni per il rinnovo della Pro loco sono state, ad Anagni, una netta sconfitta per il centro destra locale.

C’è un’alternativa… in teoria

Difficile dire se ad Anagni siamo di fronte ad un’inversione di tendenza; si può però azzardare qualche analisi. C’è un mondo che potrebbe aver cominciato a capire che un’alternativa possibile a Natalia va trovata. Anche perché, come ha detto un altissimo esponente della politica locale «loro non dureranno pe sempre». E, come capita in questi casi, sono le forze più civiche a darsi da fare in tal senso. Come fanno ad esempio, alcuni comitati di quartiere che, sia pure senza lanciarsi direttamente in politica, tengono alta la guardia ed il controllo.

Il sindaco Daniele Natalia

La Pro loco, in questo senso, è un passo avanti. Perché, come detto, si tratta di un movimento più strutturato. Che orienta e che controlla. Ed è chiaro che una Pro loco, per sintetizzare, più a sinistra, può avere conseguenze a breve.

E forse non è un caso che proprio in questi giorni si stiano tenendo in città le prime, per ora timide, riunioni per organizzare il centro sinistra locale. Per ora siamo solo ai primi, informali, contatti. Per saggiare il terreno. E capire se nei prossimi mesi si può lavorare perché la riconferma, al momento scontata, di Natalia, diventi almeno più problematica.

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