L’analisi ‘Pop’ di Bonafoni: Pd ciociaro disunito. Ma…

Tutti i chiaroscuri del centro sinistra emersi dalle amministrative in provincia di Frosinone. Con i casi di Ceccano e Pontecorvo che hanno ribadito la necessità che il Pd diventi organico. E si adegui all'inclusione che Nicola Zingaretti ha fatto diventare dottrina politica.

Un Partito Democratico che «ha centrato le mission a metà, ma che ha gettato i presupposti per un centro totale». Con il Lazio che ha fatto meglio della provincia di Frosinone, dove il verdetto delle amministrative parla ancora la lingua di una vecchia croce dei Dem. E cioè la disomogeneità di vedute. O se preferite: l’eterno confronto tra l’anima socialista del Pd incarnata da Francesco De Angelis e l’anima diversamente renziana incarnata da Antonio Pompeo. Il lato positivo è che però su quella croce non ci sono le impronte digitali di Luca Fantini: cioè il Segretario provinciale appena eletto e che rappresenta il futuro. Marta Bonafoni, capogruppo della lista civica Zingaretti Presidente, analizza il voto di domenica e lunedì scorsi.

Ripete il mantra per vincere davvero: intercettare la voglia di cambiamento dell’elettorato. E appaltarla agli uomini giusti. Con l’innesto di un civismo attivo e militante che l’associazione da lei creata incarna e persegue. Facendo rete e sistema per creare una scuola politica di base, una ‘Frattocchie laica’ che rimetta la competenza al centro del civismo. Quello che Marta Bonafoni rappresenta in Regione Lazio.

Dopo il risultato delle Amministrative nella Regione Lazio e in provincia di Frosinone quale insegnamento portate a casa?
Bonafoni in sala del Diamante durante la presentazione di Pop

«Ecco, partiamo da questo. Speriamo che finalmente si possa trarre qualche insegnamento. Visto che non sempre è stato fatto. Soprattutto dopo le esperienze che abbiamo vissuto negli anni scorsi».

In che senso?

«Già lo scorso anno era stato forte il grido di cambiamento che le persone ed i nostri elettori ci hanno chiesto. In alcune città siamo riusciti ad intercettarle, vedi Cassino. In altre meno. Le scelte fatte quest’anno in provincia di Frosinone, a livello di candidature per le amministrative sembra non abbiano preso insegnamento dalle scorse elezioni. Nella Regione Lazio nel suo complesso, ritengo invece che questo schema abbia funzionato meglio. Anche per la grande forza di alcuni sindaci che si sono proposti. E che hanno dimostrato di avere una marcia in più. Come Pierluigi Sanna a Colleferro che ha letteralmente sbancato. O Massimiliano Borelli ad Albano Laziale, entrambi vittoriosi al primo turno». (Leggi qui Il sindaco Sanna, così vicino ma così lontano).

«Come pure la bellissima affermazione del giovane Carlo Zoccolotti a Genzano. Che dovrà affrontare il ballottaggio dopo la drammatica parentesi dei 5 stelle. In tutti questi casi la rigenerazione della politica è stata premiata dai cittadini. E’ dunque fondamentale raccogliere il grande lavoro che Nicola Zingaretti sta facendo a livello nazionale. Farlo per creare un vero ed ampio campo democratico. Campo che ha portato nello scorso weekend a questo insperato risultato nelle regionali».

POMPEO E DE ANGELIS © AG ICHNUSAPAPERS
E in provincia di Frosinone, invece che è successo? E’ evidente la vittoria del centrodestra.

«Una vittoria direi incontrovertibile. Chiaramente sono stati favoriti i sindaci uscenti. Non solo quelli di destra ma anche quelli che fanno riferimento al centrosinistra. Detto ciò, sono emerse evidenti le problematiche nel campo del centrosinistra. In questo, purtroppo, grande peso ha avuto la lotta interna per il congresso PD. Lotta che non ha fatto avere lucidità nelle scelte, oltre alle prese di posizione dei singoli circoli. Che hanno fatto prevalere rivalità personali e caratteriali piuttosto che la ricerca di una sintesi politica per il bene dei cittadini».

Pensa a Ceccano?

«Penso a Ceccano e penso a Pontecorvo prevalentemente. In entrambi i casi sono state fatte scelte evidentemente errate. E la situazione attuale lo certifica. Spero questa situazione verrà analizzata attentamente». (Leggi Nel nome del rosa: Bonafoni scuote il Pd. Punta su Piroli, Paliotta e Valente).

E voi siete soddisfatti? Non vede anche una crisi del civismo in queste elezioni? Dopotutto lei aveva espresso la sua indicazione in favore di Emanuela Piroli a Ceccano e Annalisa Paliotta, che rappresentavano l’alternativa ai Partiti.

«Penso che la corsa di Emanuela Piroli sia stata splendida. Come penso sia stata la vera rivelazione di queste elezioni, contro tutto e contro tutti. Noi insieme capogruppo regionale Marta Bonafoni ci abbiamo creduto. Lo abbiamo fatto dal primo momento che Emanuela potesse compiere l’impresa. Nonostante tutti sapessimo che eravamo in presenza di liste più deboli rispetto agli avversari, lei ci è quasi riuscita. Con 1000 voti di voto disgiunto. E con una campagna bella, pulita, coraggiosa, ma mai scomposta o fuori dalle righe».

Bonafoni: “Piroli era la scelta giusta”

Piroli e Zingaretti

«E’ evidente che Emanuela Piroli fosse la scelta giusta per un centrosinistra unito a Ceccano, e non lo dico io. Lo dice la sua storia e lo hanno confermato i voti dei cittadini. Se fosse stata scelta Emanuela a rappresentare il centrosinistra unito, probabilmente oggi staremmo raccontando un’altra storia. La mancanza di identità valoriale e di coerenza politica portano alle sconfitte. Come pure le scelte annacquate, quelle dettate da antipatie personali e non da visione politica. Oggi più che mai».

A Pontecorvo invece cosa è successo?

«Anche qui le storie personali, le ambizioni egoistiche unite al risentimento correntizio hanno potato a non avere adeguata lucidità. Riteniamo che la proposta che noi avevamo fatto al PD, fosse di grande valore. Io ritengo che sia stata una buona affermazione. Anche se Annalisa Paliotta e la sua squadra probabilmente si aspettavano un consenso più ampio di quello avuto. Se consideriamo che è stata costruita con una squadra tutta nuova e senza i soliti portatori di voto».

«È stato chiaro che la polarizzazione dello scontro tra Roscia e Rotondo delle ultime settimane non ha aiutato la proposta del cambiamento. Quindi non c’è stata più partita per la vittoria. Questo nonostante una bellissima campagna elettorale vissuta in mezzo la gente».

Annalisa Paliotta

«Anche a Pontecorvo c’erano tutte le condizioni. Per proporre una candidatura affidabile, autorevole e forte in partenza come quella di Annalisa. Candidatura che poteva essere supportata da ampi mondi riformisti. Si è scelta un’altra via e il Partito ed i suoi elettori si sono spaccati in tre liste. Tra cui alcuni pezzi importanti in quella di Rotondo, che ricordo a tutti è un sindaco rispettabile, ma di Forza Italia. E con una coalizione marcatamente di centro destra. Il candidato di bandiera del PD, invece ha giocato tutto sulla sua persona in modo spesso aggressivo. E non è stato nemmeno eletto consigliere. Spero che, anche da questo, tutti possano fare una attenta riflessione».

Quindi una situazione in chiaroscuro.

«Sono sempre abituata a vedere il bicchiere mezzo pieno. Sono tanti i consiglieri comunali che fanno riferimento al centrosinistra eletti in questa tornata. In tutta la provincia e in varie formazioni, oltre a dei sindaci importanti. Noi sapevamo che sarebbero state battaglie quasi impossibili quelle civiche. Però le abbiamo fatte, a fianco di candidate donne, per la prima volta».

«A Ceccano, Pontecorvo e a Cervaro. Dove tra l’altro c’è stata una buona affermazione di Simona Valente e del suo bellissimo gruppo. Lo abbiamo fatto perché pensiamo che si debba iniziare a seminare bene. Con la costruzione di gruppi di persone disinteressate al potere solo per il potere. Impegnate invece per il perseguimento del bene comune. Siamo sicuri che questi frutti saranno raccolti pian piano nei prossimi anni. Frutti sani, puliti, affidabili».

Quindi cosa succederà nei prossimi mesi? Zingaretti, quindi il PD e il governo si è rafforzato e le elezioni regionali del Lazio sembrano ormai allontanarsi. Ma ci sono importanti elezioni amministrative. Come pensate di affrontare questo percorso?
LUCA FANTINI

«Sono davvero contenta dell’arrivo di Luca Fantini a segretario del Partito Democratico della provincia di Frosinone. Un ragazzo giovane ed intelligente che sa mediare tra le diverse posizioni. Ma che sa anche imporre la propria personalità ed indipendenza quando serve. Si è trovato già in una situazione compromessa stavolta. E’ chiaro che queste appena passate non possono essere considerate le sue elezioni».

«Insieme alla guida regionale affidabile di Bruno Astorre Luca Fantini sarà un riferimento del PD e di tutto il centrosinistra. Astorre che anche in questa occasione è riuscito ad avere una regia su tutta la Regione. Una guida per declinare rivendicazioni e spaccature che a livello locale non aiutano a crescere. Ma che come si è visto in questa occasione fanno solo il gioco della destra».

Onorevole Bonafoni, il PD va rifondato?

«Il Partito Democratico della Provincia di Frosinone è centrale nella Regione Lazio. Questo è evidente grazie al lavoro del Presidente del Consiglio Regionale Mauro Buschini e della Consigliera Sara Battisti. O di Francesco De Angelis che sta dando un grande impulso a tutto il processo industriale. Senza dimenticare il Presidente della Provincia Antonio Pompeo che si è caricato un ente molto complesso. E che vive ancora oggi di una riforma non compiuta appieno. Oltre a tutti gli altri esponenti che sono impegnati nei vari organi politici ed amministrativi».

«Il Partito democratico quindi a Frosinone non va rifondato, ci mancherebbe. Ma ha il dovere di essere centrale e propositivo nelle scelte amministrative. Velocizzando un processo di rigenerazione politica,. Questo perché non possiamo più permetterci situazioni come quelle vissute in questi mesi».

Marta Bonafoni alla presentazione di Pop
E POP che farà?

«Il Movimento Pop nasce non certo per contrapporsi al Partito Democratico o per essere il suo alter ego. POP è nato per supportare dove ci sono le condizioni di civismo attivo e generativo che possano aiutare il campo riformista a rigenerare la politica e la propria classe dirigente. Come ci chiede a gran voce il nostro popolo. E continueremo a farlo con forza ed entusiasmo, sperando di trovare una collaborazione sempre maggiore».

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