L’anno che verrà per il Pd. Tutte le manovre

De Angelis e Fantini ribadiscono il sostegno a Zingaretti. Sullo sfondo gli equilibri interni e le candidature a Camera e Senato

Corrado Trento
Corrado Trento

Ciociaria Editoriale Oggi

Il primo a dettare la linea del Pd in provincia di Frosinone in questo complicato momento nazionale è stato Francesco De Angelis, leader di Pensare Democratico. Rilevando: «L’obiettivo del Partito Democratico è il bene comune di questo Paese, come già ribadito dal nostro segretario Nicola Zingaretti. Lo è da sempre e lo sarà in futuro. Lo è oggi, dopo che alcune scelte irresponsabili hanno dato vita ad una crisi di Governo. Crisi che in questo particolare momento storico non era assolutamente opportuna, perché del tutto dannosa per l’Italia. Siamo al fianco del presidente Mattarella e raccogliamo il suo appello. Noi siamo pronti a confrontarci e siamo al servizio del nostro Paese e della nostra gente. Come sempre». (Leggi qui Perché i locali dovranno adeguarsi ai diktat dei big=.

Fantini e De Angelis: crisi inopportuna
Luca Fantini

Questo avveniva nella mattinata di ieri. Qualche ora dopo il segretario provinciale del Pd Luca Fantini ha scritto: «Il Partito Democratico sarà con le sue idee al servizio del Paese, anche nella nuova fase che si è aperta con l’incarico a Mario Draghi. Per contrastare la pandemia, proseguire spediti con la campagna vaccinale, rilanciare il tessuto economico e sociale nel solco della collocazione europeista dell’Italia riconquistata grazie al contributo di tutti i democratici».

Quindi ha proseguito: «È una fase drammatica, complicata ancor più da questa assurda crisi di governo. Ma è anche un momento di grandi opportunità per nuovi investimenti che rilancino la crescita grazie al Next Generation Eu. È il tempo, come ha spiegato il segretario Nicola Zingaretti, del protagonismo del Pd per mettere in campo contenuti e una visione chiara, anche sul fronte di un’alleanza con M5S e Leu che, sicuramente, può essere riproposta su temi e azioni comuni che facciano il bene della nazione».

Due forni e situazione delicata

C’è una motivazione politica alla base della doppia presa di posizione dei due esponenti Dem. Il punto è che a livello nazionale il Pd deve fare i conti con la fine di un’esperienza di governo fortemente sostenuta proprio da Zingaretti, che pure all’inizio era tra i più dubbiosi sul fronte dell’alleanza tra Pd e Cinque Stelle. E perfino sull’opportunità di affidare a Giuseppe Conte il ruolo di premier. Il segretario del Pd chiedeva discontinuità, considerando che Conte era stato il premier anche del governo gialloverde, quello sostenuto da Lega e Cinque Stelle. (Leggi qui Il bivio di Zinga, tra la Caporetto di Bettini e il fortino del Lazio).

Nicola Zingaretti con Goffredo Bettini (Foto Benvegnù Guaitoli / Imagoeconomica)

Poi tutto è cambiato, ma adesso occorre fare i conti con una situazione nuova. I Democrat non possono dire no all’appello del presidente della Repubblica Sergio Mattarella e quindi all’opzione Draghi. Ma il punto vero è il dibattito interno. La componente Base Riformista, quella degli ex renziani, fa riferimento ad esponenti come Andrea Marcucci, Luca Lotti, Lorenzo Guerini.

Per il momento non si muove nulla, poi però bisognerà vedere se l’operato di Zingaretti verrà messo in discussione.

Ciociaria zingarettiana assai

Nella stagione congressuale del 2019 la provincia di Frosinone risultò la più zingarettiana d’Italia. Sul fronte degli iscritti il 90,8% votò per lui come segretario. La sensazione è che si sia voluto ribadire quella impostazione. Con Zingaretti è schierata tutta la componente di Pensare Democratico: Francesco De Angelis (commissario del Consorzio industriale regionale unico), Mauro Buschini (presidente del consiglio regionale), Sara Battisti (consigliere regionale), Luca Fantini (segretario provinciale).

L’area Base Riformista è guidata dal presidente della Provincia e sindaco di Ferentino Antonio Pompeo. In attesa delle novità nazionali, è chiaro che in questa fase la preoccupazione è quella di delimitare i confini. L’opzione delle elezioni anticipate appare scongiurata per il momento, ma bisognerà vedere quello che succederà. E alla fine, prima o poi, i conti con le candidature che “pesano” dovranno essere fatti. Tenendo presente che ci saranno 345 seggi parlamentari in meno e che la riforma dei collegi elettorali ha già penalizzato la provincia di Frosinone.

Francesco De Angelis con Mauro Buschini e Sara Battisti

Francesco De Angelis non ha nel suo lungo e prestigioso “curriculum” politico l’esperienza da deputato o senatore. Difficile pensare che non voglia provarci. E sarebbe obiettivamente complicato dirgli di no. Infatti è lui l’uomo di punta per una candidatura alla Camera o al Senato. Con il sostegno dei consiglieri regionali Mauro Buschini e Sara Battisti. Entrambi cercheranno la riconferma alla Pisana.

I nomi e i ruoli dei big

Antonio Pompeo sta valutando la situazione: è al suo secondo mandato sia come presidente della Provincia che come sindaco di Ferentino. Punterà tutto sugli equilibri tra la diverse correnti. Ha un rapporto molto forte con Andrea Marcucci, attuale capogruppo del Pd al Senato. Uno dei leader di Base Riformista. Pompeo sta lavorando per una candidatura alle regionali. Consapevole del fatto che in quel caso dovrebbe disputare un “derby” molto acceso con Mauro Buschini e con Sara Battisti.

Pompeo
Antonio Pompeo

Diverso il discorso per quel che riguarda Luca Fantini: il segretario provinciale, anche per la giovane età, può attendere senza problemi il suo turno. Ma c’è pure da dire che le dinamiche partitiche e politiche possono evolversi rapidamente. In ogni caso già da tempo si stanno registrando delle grandi manovre sia sul versante delle elezioni comunali che su quelle provinciali. Nei prossimi mesi in Ciociaria vanno alle urne 22 Comuni, tra i quali Alatri e Sora. Poi ci sarà il rinnovo dei 12 consiglieri provinciali.

Braccio di ferro nel capoluogo

Ad Alatri il presidente del consiglio regionale Mauro Buschini non vuole interferenze, soprattutto all’interno del partito. Alla Provincia stessa posizione da parte di Antonio Pompeo. Ma quello che si sta delineando è un possibile braccio di ferro tra le due componenti quando si tratterà di esprimere il candidato sindaco di Frosinone. Pensare Democratico punta su Mauro Vicano, mentre Antonio Pompeo non vedrebbe per niente male Michele Marini. Oppure Andrea Turriziani. Potrebbe essere quella la “madre di tutte le battaglie”.

Interna al Pd certamente. Ma non per questo meno strategica.

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