L’anomalia di quel presidente di opposizione con i vice di maggioranza 

Conseguenze dell'anatra zoppa che ritrova un equilibrio. Ora la Lega reclama il riassetto delle vice presidenze d'Aula. Ma è un caos

Andrea Apruzzese

Inter sidera versor

Prima o poi, dice il proverbio, “i nodi vengono al pettine”. Nel Consiglio comunale, come nella vita. Accade così che a Latina, in apertura di seduta della massima assise, il capogruppo della Lega Massimiliano Carnevale chieda la parola per mozione d’ordine: «In questo Consiglio si sono ormai formate maggioranza e opposizione. E c’è un presidente del Consiglio d’opposizione e due vice presidenti di maggioranza. Mentre l’articolo 8 dello Statuto recita che i due vice debbano essere uno di maggioranza e uno di minoranza. Chiedo che il punto venga messo all’ordine del giorno di una prossima seduta».

Dall’anatra zoppa all’anatra anomala

Massimiliano Carnevale

Ci si doveva arrivare, prima o poi. L’anatra zoppa, delineatasi a Latina con il risultato delle ultime elezioni Comunali, aveva determinato un’iniziale amministrazione con un sindaco “di minoranza” ed un Consiglio a guida centrodestra.

Nel primo Consiglio, le elezioni degli organi: Raimondo Tiero (FdI) presidente, Giuseppe Coluzzi (FI) vice per la maggioranza con Gianmarco Proietti (Lbc) vice per la minoranza.

Sono seguiti lunghi mesi di trattative. Al termine delle quali il sindaco Damiano Coletta (Lbc) è riuscito ad ottenere la sua maggioranza d’Aula: grazie al sostegno di Forza Italia. E facendo così tornare l’anatra a camminare normalmente. Fratelli d’Italia è tornata così in minoranza, insieme a Lega e Latina nel cuore.

Risultato: ora il presidente dell’assise, figura comunque super partes, è espressione dell’opposizione, mentre i due vice sono entrambi di maggioranza. Qualcuno, scherzosamente, obietta che così si equilibrano: due vice per un presidente.

Ma il tema è politico: la Lega, che per alcune settimane ha tentennato, provando l’ingresso in maggioranza, chiede ora il ritorno a una normalità amministrativa. C’è stato un precedente, non identico, ma affine: nella consiliatura a guida Giovanni Di Giorgi, quando l’allora primo cittadino passò a FdI, insieme a parte dei Consiglieri, incluso il presidente del Consiglio Comunale Nicola Calandrini. La sfiducia arriverà anni dopo, nei confronti del primo cittadino, e tutti a casa, spaccando il centrodestra e spianando la strada a Coletta nelle elezioni 2016. Ma è un’altra storia.

Questione di regolamento

L’Aula del Consiglio

Oggi Carnevale, ha chiesto «ufficialmente, che venga ripristinato il dettato dello Statuto e del regolamento, quindi nel prossimo Consiglio comunale, che sia eletto un presidente di maggioranza, un vice di maggioranza e un vice di minoranza». Ma ha insistito soprattutto sui vice.

Alla domanda del cronista specifica: «Il regolamento dice che i vice presidenti sono due: uno alla maggioranza, uno all’opposizione. Non c’entra niente il presidente». Il presidente, infatti, è di minoranza, ovvero della coalizione di Carnevale, verrebbe da pensar male.

E alla domanda se sia la Lega a puntare alla vicepresidenza, risponde secco di no. Sfiducia per uno dei vice? O magari dimissioni da parte di uno dei due? Complesso: il regolamento norma la sfiducia al presidente del consiglio, ma non entra in profondità per i vice.

L’unica soluzione potrebbe essere un impulso del presidente, a sollecitare la maggioranza a risolvere la questione, indicando chi debba essere il vice presidente spettante e di conseguenza far dimettere l’altro. Anomalie? Forse, ma la stessa “anatra zoppa” lo era.

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