L’arma a doppio taglio del Consiglio sulla decadenza

Le inside del Consiglio che tra poche ore verrà chiamato a decidere sulla decadenza di due Consiglieri comunali ad Anagni.

Franco Ducato

Conte del Piglio (ma non) in Purezza

Il Consiglio comunale che si svolgerà oggi pomeriggio ad Anagni sul tema della contestazione di incompatibilità nei confronti dei consiglieri Valeriano Tasca e Fernando Fioramonti (che, diversamente dai colleghi dell’opposizione, hanno mantenuto la firma sul ricorso al biodigestore) potrebbe creare effetti paradossali per la maggioranza capitanata dal sindaco Natalia. Legati al fatto che, con ogni probabilità, i consiglieri comunali (a partire ovviamente da quelli di maggioranza) saranno sollecitati a dare la loro opinione in merito. (Leggi qui Via all’iter di decadenza per chi ha firmato contro il Comune).

Una circostanza che potrebbe far risaltare una diversità di opinione sul tema del biodigestore. Diversità che c’è sempre stata; ma che fino ad ora era stata gestita senza troppi problemi dal sindaco. Che aveva orientato la propria maggioranza prima sulla strada del Sì e poi su quella del No senza che nessuno in coalizione si prendesse apertamente la responsabilità di dare la propria opinione sul tema. (Leggi qui Biodigestore, i silenzi di Saf e A2A. E Natalia dice No).

Un lusso che oggi potrebbe non essere più consentito. Con il risultato, possibile, di inasprire i toni ed i rapporti.

Il dissenso del generale

Solo per fare un esempio. Qualche giorno fa Guglielmo Rosatella, esponente storico di Forza Italia in città, ha fatto sapere che non è affatto sicuro che Pierino Naretti, esponente di Fi in Consiglio, si esprimerà, quando sarà necessario, a favore della decadenza dei due consiglieri. (Leggi qui Il nostro sindaco si crede un podestà).

Perché? Perché i due esponenti dell’opposizione hanno fatto sapere che (giustamente, dal loro punto di vista) sosterranno il principio secondo il quale non ritengono affatto di essere incompatibili in seguito alla firma sul ricorso. Sulla base del fatto che quello perseguito sarebbe un interesse diffuso (la difesa della salute dei cittadini) e non di parte.

Una lunga serie di pronunciamenti della Cassazione dice il contrario. Ma nel Diritto Romano le sentenze non fanno giurisprudenza: vuol dire che non c’è obbligo di uniformarsi a quelle interpretazioni. È il giudice a decidere sulla base del suo libero convincimento.

La sottile trappola di Tasca e Fioramonti

La posizione assunta dai consiglieri Fioramonti e Tasca è però una sottile arma a doppio taglio. Sostenere che il loro sia un interesse diffuso (e resta sempre da dimostrare che tecnicamente lo sia) significa per i consiglieri che lo faranno, che votare contro questo schema significherebbe, implicitamente, affermare di essere contro l’interesse diffuso dei cittadini. Il tutto davanti ai cittadini.

Cecilia e Fioramonti

Ma in questo continuo gioco al ribaltamento dei fronti c’è anche un’altra situazione. Non è stato il sindaco Daniele Natalia a chiedere la decadenza dei due Consiglieri. Sono stati i primi dei non eletti che entrerebbero al loro posto in Consiglio Comunale qualora decadessero.

È questo a togliere ogni parvenza di vendetta politica al punto portato in Consiglio. In una delle Pec arrivate alla Segreteria, il sindaco è stato anche invitato ad essere molto sollecito nel portare quel punto in Consiglio.

Il rischio è quello di un guazzabuglio giudiziario. Perché Tasca e Fioramonti hanno già affermato, in caso di ratifica dell’incompatibilità, di essere pronti a fare ricorso, anche in sede legale. Ma altrettanto hanno lasciato intendere di essere disposti a fare i primi dei non eletti.

Il grande gelo

L’abilità del sindaco Daniele Natalia sarà sul fronte politico. E dovrà evitare in ogni modo che la discussione possa trasformarsi in una conta su chi è favorevole e chi è contrario al biodigestore. Perché la posizione è già stata presa: No al progetto A2A, no al progetto annunciato dai Medici per l’Ambiente. (Leggi qui Colpo di scena: il biodigestore lo propongono quelli che dicevano no).

Valeriano Tasca

L’abilità starà nel far rimanere il dibattito concentrato sul tema: c’è o non c’è decadenza? Il fatto è che intorno ai due consiglieri non c’è molto calore, anche in minoranza. I rapporti tra i due consiglieri firmatari e gli altri che la firma l’hanno tolta sono da tempo freddi. Un clima reso ancora più polare da quello che è accaduto nelle ultime ore a livello di sanità. Con Tasca e Fioramonti a sparare a zero su quell’ospedale di comunità che viene invece salutato con favore dal Pd di Anagni (e non solo ovviamente). Posizioni diverse, al limite dell’inconciliabilità.

Difficile pensare di andare a stipulare, in queste condizioni, ad esempio, un accordo elettorale tra Partito Democratico e molta parte di quel mondo progressista che in città, sul tema sanità, considera le novità emerse ieri come una presa in giro dei cittadini.

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