E l’assessore trova la soluzione: salvati i posti ex Vdc, Marangoni e Ilva

Stanno dentro una tenda da quasi due anni: accampati di fronte al municipio di Frosinone per ricordare il loro dramma a tutti. Gli ex lavoratori della Frosinone Multiservizi possono uscire e brindare con lo champagne. Ma a nessuno è venuto in mente di dirglielo. In pratica: l’assessore regionale alle politiche del Lavoro Lucia Valente ha tirato fuori il coniglio dal cilindro ed ha compiuto una magia.

Lo ha annunciato nelle ore scorse dopo essere stata ascoltata alla Camera dei Deputati dalla Commissione Lavoro.

Lo strabiliante assessore regionale ha stupito tutti. Una volta uscita su piazza Montecitorio ha annunciato urbi et orbi che in un colpo solo aveva risolto il dramma degli ex lavoratori ex Videocon, dei dipendenti Marangoni e decine di altri che da mesi reclamano un’iniziativa politica capace di tornare a creare lavoro nel Lazio.

E l’assessore li ha accontentati. Ha infilato la mano nel cilindro e mentre agitava – come fanno i bravi prestigiatori, per creare la giusta attesa nel pubblico – dichiarava ai taccuini: «In questi giorni stiamo lavorando alacremente per trovare una soluzione lavorativa a una folta platea di ultracinquantenni che nella nostra regione usciranno a giugno dalla mobilità, avendo finito tutte le procedure legate agli ammortizzatori sociali». A sentire quelle parole, Ginetto Rossi della Videocon è saltato su dicendo ‘Marì, vado a tagliare i capelli e mi presento in ordine al nuovo posto di lavoro»; quelli di Marangoni sono andati a prendere il tascapane ed hanno urlato alle mogli di preparare il baracchino con il pranzo; il personale della Ilva di Patrica ha smesso di intercettare le notizie trasmesse in Onde Medie da Taranto per capire che fine farà il loro stabilimento.

L’assessore – appena ha visto che tutto il pubblico era a bocca aperta in attesa della sua soluzione – ha rivelato che il suo ufficio «sta studiando misure ad hoc predisponendo l’utilizzo di risorse provenienti dal Fondo sociale europeo».

«Vabbè, chi paga non importa» gli ha detto il pubblico facendo segno di andare avanti. Qualcuno scettico, tra le file degli operai faceva notare «Ma non si possono prendere i fondi europei per pagare la gente, men che meno quelli del Fondo Sociale».

Ma l’assessore ormai era lanciata ed ha tirato fuori il coniglio dal cilindro. «Le misure a cui stiamo pensando sono fuori dalle ‘politiche passive’, del passato, quindi predisporremo lavori di pubblica utilità come le pulizie, il giardinaggio, l’accompagnamento di bambini e anziani e così via». In pratica: tutti a tagliare le siepi, spazzare le strade, accompagnare i bambini a scuola.

Peccato che la Provincia di Frosinone si sia già organizzata ed abbia da tempo una società composta proprio da ex Lavoratori di Pubblica Utilità stabilizzati facendogli svolgere questi compiti. Vabbè, al limite quelli della Provincia tagliano le siepi e poi quelli della Regione rifiniscono magari intagliando scene equestri; quelli della Provincia spazzano le strade e quelli della Regione passano la cera sull’asfalto.

Nel corso dell’incontro avvenuto in prefettura la settimana scorsa, in occasione della visita di Nicola Zingaretti a Frosinone, nessuno era pronto a scommettere un centesimo sul fatto che l’assessore avesse un coniglio da tirare fuori dal cilindro. Anzi, tutti erano sicuri che non sapesse dove andare a buttarsi: la delegazione della Ilva di Patrica ha avuto l’impressione che nemmeno fosse a conoscenza della richiesta d’acquisto presentata al Ministero ma bloccata perché il caso Ilva è nelle mani del liquidatore. Un dubbio diventato più concreto quando è stato chiesto al prefetto Emilia Zarrilli «Eccellenza, potrebbe convocare gli industriali e sollecitarli ad assumere queste persone», incassando – dicono alcuni presenti – una rispostina del tipo: «Non ci penso proprio, mi avevate assicurato che avreste provveduto a far asfaltare le strade che portano allo stabilimento Fca e non ho visto niente, se mantenete così gli impegni preferisco non rimetterci la faccia ulteriormente anche con gli industriali».

E ora, invece, ecco la soluzione. Come funziona? «Verrà stipulata una convenzione tra la Regione e ogni singolo Comune che assorbirà i lavoratori».

Tagliando e spazzando, magari qualcuno passerà davanti alla tenda piantata da due anni (sono lì dal 7 aprile 2014) dai lavoratori della ex Frosinone Multiservizi: cioè quelli che tagliavano, spazzavano e facevano i lavori che ora vuole attivare l’assessore Valente. Ma per loro non c’è stata la possibilità di attivarli: in settanta circa sono rimasti fuori perché – dice la Regione – non si può fare una società pubblica per stabilizzarli; mentre per il Comune le cooperative sono già tutte piene.

Vabbè, qualcuno magari adesso possono riassorbirlo. Basta che si ricordino di bussare alla tenda e dirgli di uscire. Perchè il coniglio dal cilindro è stato tirato fuori. Anche se a qualcuno sembra troppo grosso per essere un leporide: c’è chi gira che sia un bovino, probabilmente una bufala.

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