L’assoluzione di Maccaro, l’inferno del Congresso Pd

Nelle prossime ore la chiusura ufficiale dello 'strappo' con Maccaro. Anche se qualcuno cerca ancora di soffiare sul fuoco. Per il Congresso Pd a Cassino forse è la volta buona

Massimo Gentile

Sao ko kelle terre...

Le notizie sono due: entrambe attendono il timbro dell’ufficialità che dovrebbe arrivare nelle prossime ore. Ed entrambe hanno una caratteristica in comune: il fuoco che continua ad ardere sotto la cenere, nonostante i pompieri abbiano tentato di gettare acqua.

Andiamo con ordine, partiamo dalla notizia che prima verrà ufficializzata: probabilmente già stasera, al più tardi domani. Le dimissioni di Luigi Maccaro. Verranno ufficialmente respinte dal sindaco Salera e l’assessore tornerà organico alla Giunta. Aveva messo a disposizione del sindaco il suo mandato la scorsa settimana.

L’epistolario Maccaro – Salera

Luigi Maccaro e Paolo Ciani

Nel frattempo sono intercorse varie epistole tra i due: prima quella di Maccaro, nella quale faceva ammenda per le sue dichiarazioni rilasciate alla stampa anzichè sollevare i suoi malumori in un più riservato incontro di giunta. Poi quella del sindaco e dei capigruppo del Pd e della lista “Salera sindaco” per apprezzare il gesto. Ma hanno continuato a tenere l’assessore sulla graticola. Ad oggi, infatti, le dimissioni, non sono state ancora ufficialmente respinte. (Leggi qui Ciani fa dimettere Maccaro. Per farlo rimanere in giunta).

Il sindaco in questo caso ha mostrato tutta la sua abilità politica. Ha evitato di esasperare lo scontro frontale con l’assessore. Ed ha spostato la questione dal piano personale a quello politico: coinvolgendo il vertice regionale di Demos, investendo della questione direttamente Paolo Ciani. Il quale ha disinnescato la situazione lasciandola sul piano politico: Demos è alleata del Pd in Regione Lazio ed al Comune di Roma. In questo modo Maccaro è rientrato nei ranghi ma non è stata lesa la sua dignità.

Il ritardo nel chiudere la questione in maniera ufficiale lascia intuire che il ritorno in giunta di Luigi Maccaro non sarà così “morbido” come qualcuno potrebbe ritenere. Tra i fedelissimi del sindaco c’è chi gli ha fatto notare che potrebbe esserci un doppio senso nel post pubblicato su Facebook da Maccaro in occasione della Giornata Mondiale dei diritti dei bambini e degli adolescenti. Ha scritto: “Per costruire una città a misura di bambino bisogna cambiare prospettiva, guardare il mondo con gli occhi della semplicità e della condivisione invece che con quelli del potere. Laddove ci sono dei bambini, là ci sono anche i loro diritti”.

Habemus congressum?

Romeo Fionda e Marino Fardelli

E veniamo al secondo capitolo: il congresso del Pd. Sembra la volta buona per celebrarlo. Già prima delle elezioni Provinciali: sabato 11 o domenica 12 dicembre. Quale dei due giorni sarà scelto, non è affatto una questione di lana caprina. Anzi.

Il motivo? Perché Enzo Salera sta lavorando per costruire la squadra da affiancare a Romeo Fionda ed intende celebrare subito, senza troppe cerimonie: sabato 11 dicembre.

Appare scontato che l’attuale commissario verrà eletto Segretario. Ma il presidente chi sarà? E il vice Segretario? E le persone da inserire nella Direzione? In questi giorni si vanno completando tutte le caselle, ma il puzzle da comporre è solo sul tavolo del sindaco.

Il presidente del Consiglio Comunale Barbara Di Rollo, invece, intende evitare un congresso “a freddo” dopo due anni e mezzo di paralisi. Intende riscaldare l’ambiente con una serie di iniziative e svolgere il congresso dopo le Provinciali, magari con il nuovo tesseramento. L’alternativa è quella di creare almeno una due giorni: sabato un evento su un tema specifico, domenica il voto.

Anche in questo caso, le divisioni sono insomma ben visibili. E soprattutto c’è un tema, molto più importante: che al di fuori dalle stanze municipali, nessuno sa nulla del congresso del Pd, neanche i militanti e gli attivisti storici. Sarah Grieco, presidente provinciale delle Democratiche, lo ha ben capito e ha messo in guardia: “Attenzione, perchè il circolo del Pd non può essere la cassa di risonanza dell’amministrazione”.

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