L’assordante silenzio dei “totiani” dopo la strambata di Berlusconi

Foto: © Aif - Giorgio Di Cerbo

La crisi di governo è servita al Cavaliere a tornare centrale, chiudendo gli spazi al presidente della Liguria. E in tanto adesso stanno riflettendo, con l’eccezione di Mario Abbruzzese. La cautela di Ciacciarelli e Ciccone. Magliocchetti si concentra solo sul piano amministrativo. Gianluca Quadrini, invece, urla.

Il tratto distintivo che accomuna i “totiani” della prima e della seconda ora in questo momento è il silenzio. Perché c’è poco da girarci intorno: la variabile della crisi di ferragosto ha scompaginato i quadri e le certezze. Silvio Berlusconi, come sempre gli capita, è tornato centrale e ha tratteggiato due possibili scenari: il ritorno al centrodestra originario, con Lega, Forza Italia e Fratelli d’Italia, ma anche la possibilità di laboratori centristi, con Gianni Letta a sondare il terreno come soltanto lui sa fare. Con Matteo Renzi naturalmente.

Quello che tutti hanno capito perfettamente è che sarà ancora una volta Berlusconi a decidere il numero dei collegi blindati da deputato e da senatore. Il movimento Cambiamo di Toti nasce in salita.

Il silenzio di Antonio Tajani e Claudio Fazzone è il silenzio di chi è rimasto con Berlusconi e che adesso non intende sbilanciarsi.

Foto: © Aif Giorgio Di Cerbo

Ma ci sono anche altri silenzi in questa fase. Per esempio quello del consigliere regionale Pasquale Ciacciarelli, pasdaran totiano dell’ora zero. Mentre Mario Abbruzzese ha detto di voler seguire Toti, mettendo a disposizione il ruolo di vice responsabile nazionale degli enti locali di Forza Italia, analoga forte presa di posizione non si è registrata da parte di Ciacciarelli.

Tommaso Ciccone e Martina Sperduti

Indicativo anche il silenzio di Danilo Magliocchetti, capogruppo al Comune di Frosinone di Forza Italia. Fedelissimo di Antonio Tajani, aveva fatto una apertura a Giovanni Toti. Da diversi giorni, però, nessuna esternazione di tipo politico. Soltanto prese di posizione sul piano amministrativo. Anche il coordinatore provinciale Tommaso Ciccone ha scelto il silenzio. Lui sta con Toti. O almeno dovrebbe: ieri sera ha organizzato una cena nella sua casa di Pofi, Comune nel quale è sindaco. A tavola c’era Martina Sperduti, la prima a spezzare il cerchio della migrazione di massa delle truppe targate Mario Abbruzzese da Forza Italia a Cambiamo!. E nel corso della cena d’estate tutti sono stati concordi su un aspetto: questo è il momento di tacere perché c’è abbastanza confusione.

Continua invece ad “urlare” Gianluca Quadrini. Il vicecoordinatore regionale e braccio destro di Claudio Fazzone ha le idee chiarissime: per chi ha scelto Toti non ci sono spazi nel Partito, la stella polare è l’aggregazione degli amministratori. Quello che sta facendo lavorando 24 ore al giorno.

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