L’atavica impalpabilità delle opposizioni a Frosinone

Dopo sei mesi di amministrazione Mastrangeli (la terza consecutiva di centrodestra a Frosinone) le opposizioni sembrano non avere imparato la lezione. Il centrosinistra appare ancorato alle vecchie divisioni. Sia dentro che fuori l'aula consiliare

Roberta Di Domenico

Spifferi frusinati

I dieci anni di amministrazione al Comune Capoluogo del sindaco Nicola Ottaviani, si erano chiusi con le opposizioni che, durante le due consiliature, non avevano toccato praticamente palla.

L’unica iniziativa, semi unitaria, che si ricordi è stato l’appello al Prefetto affinché durante il periodo della pandemia non si svolgessero le sedute di Consiglio comunale nei locali della Protezione Civile, in piazzale Europa. Laddove non sarebbero state garantite, a detta di alcuni Consiglieri comunali, le condizioni minime di sicurezza e distanziamento. Il peso e l’incidenza politica di quell’unica iniziativa però è prossima allo zero

Oggettivamente ben poca cosa, per essere ricordata dalla gente di Frosinone.

Divisi alla meta e pure dopo

Il passaggio di testimone tra Riccardo Mastrangeli e Nicola Ottaviani

Quando si parla di opposizioni, a Frosinone il plurale è certamente voluto e non casuale. Come dimostra anche la tornata elettorale delle Comunali di giugno scorso. Il centrosinistra si è presentato alle urne ancora una volta frammentato. E questo pur avendo avuto a disposizione dieci anni (un tempo certamente congruo) per individuare una candidatura a sindaco della città, unanime e condivisa da Partiti e liste civiche.

Il risultato è stato quello di fare altri cinque anni di opposizione, al di la degli indiscutibili meriti del candidato sindaco del centrodestra Riccardo Mastrangeli. Che oggi siede sullo scranno più alto del Comune, ampiamente legittimato da un significativo consenso popolare. (Leggi qui: La vittoria di Mastrangeli e quella del centrodestra).

I cittadini di Frosinone hanno scelto in maniera chiara ed inequivocabile da chi farsi governare. L’errore, dal punto di vista della strategia politica del centrosinistra, è stato evidente. E avrebbe dovuto, il condizionale è d’obbligo, insegnare qualcosa.

Invece, non sembra essere così. Almeno, osservando i primi 6 mesi di amministrazione Mastrangeli.

Impalpabili e inconsistenti

Domenico Marzi (Foto © Filippo Rondinara)

L’opposizione, o meglio le opposizioni, in Aula ed anche fuori, risultano impalpabili e incapaci di mettere in campo uno straccio di azione politica condivisa tra i propri Consiglieri Comunali. Almeno per tentare di mettere in difficoltà la Giunta Mastrangeli.

È innegabile che da anni ormai il Consiglio Comunale di Frosinone abbia perso molta della propria centralità. Colpa di un sindaco accentratore come Ottaviani. Che ha potuto farlo all’ennesima potenza proprio per la mancanza di un dibattito vero tra maggioranza e opposizione. Spesso nel question time si è discusso del sesso degli angeli.

I vari Marzi, Pizzutelli, Cristofari, Venturi, Turriziani, Iacovissi, Caparrelli, Gagliardi, Mandarelli, infatti, viaggiano ognuno per conto proprio, senza un apparente progetto unitario di proposta politica. O anche di denuncia, sempre politica ovviamente. Manca una capacità di iniziativa che possa essere tale da indurre la maggioranza ad un confronto.

E non è che manchino gli argomenti. Oggi, come nella scorsa consiliatura.

Nessuno incalza la maggioranza

Michele Marini

Frosinone, al pari ovviamente di altre Città italiane ha palesato e palesa delle fisiologiche quanto oggettive criticità. Sulle quali l’opposizione avrebbe il sacrosanto diritto (ed anche il dovere) di intervenire e inchiodare la maggioranza a delle precise responsabilità. Puntando ad ottenere assunzioni di un impegno futuro per risolverle.

Al Comune di Frosinone da anni questo non accade. O comunque accade in maniera assolutamente episodica e individuale e mai attraverso una iniziativa corale delle opposizioni. Ora come allora. Così non va bene. Non serve e nessuno. Non serve al Capoluogo.

Non va bene per l’opposizione, che di fatto, non solo non esercita compiutamente il proprio ruolo. Ma nemmeno inizia a mettere in campo le premesse per costruire  una proposta di governo della città per gli anni a venire.  Una proposta strutturale, percepita dalla gente, condivisa al proprio interno. Soprattutto, alternativa al centrodestra, dopo 15 anni di anni di governo cittadino.

Senza stimoli

Paradossalmente non va bene nemmeno per la maggioranza. Che, in assenza di “pungolo”critico, rischia di rilassarsi e convincersi, al di la dei propri meriti oggettivi,  che “va tutto bene madama la marchesa“.

Questa anomala situazione determina un rischio potenziale: ovverosia che la Città non sfrutti appieno le opportunità. Quelle che invece un sano e costruttivo confronto potrebbe garantire, anche attraverso uno scontro dialettico particolarmente forte se necessario. Una battaglia dialettica ed amministrativa tra chi governa e chi controlla quelli che lo fanno, potrebbe consentire il definitivo slancio al Capoluogo in termini di crescita e sviluppo.

O comunque servirebbe ad individuare soluzioni a problemi, al momento nemmeno ipotizzate.

Alle opposizioni le forze non mancano

Angelo Pizzutelli

L’assenza di una significativa azione di critica politica alla maggioranza Mastrangeli, almeno in questi primi mesi, appare ancor più paradossale se solo si guardano i nomi di coloro che siedono tra i banchi dell’opposizione. Si tratta di ex sindaci, ex assessori Regionali o comunali, professionisti, signori delle preferenze, Segretari di Partito, presidenti di Ordini professionali.

Tutte personalità di grandi competenze, esperienze e capacità, che potrebbero fornire fondamentali spunti di riflessione, che però mancano. Fermo restando che, comunque, le elezioni le hanno vinte Mastrangeli ed il centro destra ed in virtù di questo risultato, amministrano la Città.

L’impressione è che il centrosinistra a Frosinone sia rimasto ancorato, negli anni, alle vecchie divisioni. Sia dentro che fuori l’aula consiliare. Divisioni che si sono rivelate, oggettivamente e storicamente, fallimentari. Con l’effetto di essere relegato per 15 anni all’opposizione.

La maggioranza di Mastrangeli ha sicuramente iniziato a governare Frosinone. La minoranza deve ancora decidere quale ruolo e quale peso esercitare sull’amministrazione cittadina. Sei mesi sono già passati, ne restano altri 54. Un tempo certamente lungo, ma forse nemmeno troppo.

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