Latina e gli inciampi dei progetti di finanza

L'amministrazione-Coletta senza pace. Dopo quello del cimitero, c'è un altro intervento a creare grattacapi. Si tratta della realizzazione e gestione di un parcheggio e di un'area attrezzata in largo Peppino Impastato. Tutti i nodi irrisolti

Andrea Apruzzese

Inter sidera versor

Quello dell’ampliamento e gestione del cimitero urbano è l’unico realizzato. E, dal 2008, quando fu approvato in Consiglio comunale, e dal 2009, quando fu firmata la convenzione, ha provocato non pochi grattacapi. All’amministrazione comunale da un lato, ai cittadini di Latina dall’altro.

Fino al 2015, a pagare la “tassa sul morto”, ovvero il canone di mantenimento di 15 euro più Iva a sepoltura all’anno, fu il Comune: quasi mezzo milione di euro all’anno. Poi, a pagare iniziarono i cittadini. E anche se una sentenza del Tar su ricorso dei consumatori dice che no, non si deve pagare, per il Comune invece si, i cittadini devono pagare. Ma si sa, in Italia le fonti – anche legislative – si interpretano.

Ora è un altro, il progetto di finanza a creare grattacapi al Comune di Latina. Quello per la realizzazione e gestione di un parcheggio e di una piazza attrezzata in via Pio VI, lì dove fino a 50 anni fa c’era l’antica stazione delle autolinee. Oggi si chiama largo Peppino Impastato, simbolo della lotta alla mafia.

Due domande che meritano una risposta

Una veduta dall’alto di largo Peppino Impastato a Latina

Un progetto che avrebbe risolto anche un problema di staticità dell’attuale struttura (la parte alta dell’odierno parcheggio è infatti da tempo interdetta, per il rischio di cedimenti). Quel progetto di finanza, portato avanti negli ultimi anni, è stato bocciato dal settore Lavori pubblici.

Al Comune sarebbe costato, e al privato sarebbero andati i guadagni. Un po’ come la Metro, progetto di finanza vittima – principalmente, ma non solo – degli elevati costi chilometrici che non avrebbero trovato copertura, se non dalle casse comunali chiamate a rimpinguarli.

Ma ci sono un paio di domande, su quest’ultimo progetto di via Pio VI. La prima: se i primi riscontri dell’amministrazione risalgono, come emerge dalla lettura della relazione finale, perché quest’ultima è stata redatta solo nel 2022? I tempi delle amministrazioni sono lunghi, si sa, e in particolare il Comune di Latina sconta la carenza organica di personale, che rallenta le procedure, e forse in questo sta il ritardo. L’altra domanda è invece più complessa: se un progetto di finanza, come è stato predisposto, comporta criticità, non si possono risolvere confrontandosi con il privato proponente?

Il nodo della gestione dei parcheggi

Un parcheggio a pagamento

Intanto, i dati di progetto: era prevista la realizzazione di un parcheggio interrato, di un’area commerciale in copertura al parcheggio con box e verde attrezzato, di una superficie di copertura dei box commerciali attrezzata a verde; la cessione di parte del costruito del parcheggio interrato (superficie di circa 600 mq) al Comune per uso archivio, gestione del parcheggio interrato e dei parcheggi a pagamento a raso esistenti sul territorio comunale di Latina. Il tutto per una durata di 23 anni.

Quest’ultimo punto è risultato il più critico: cedere al proponente la gestione di tutti i parcheggi a pagamento esistenti sul territorio comunale, oggi affidati, con gara ad evidenza pubblica, alla Sct Group.

Non è uno scherzo: a Latina sono a pagamento tutti gli stalli nel centro storico, all’interno del primo anello di circonvallazione, più altri parcheggi sparsi, come nei pressi dell’ospedale; l’intero lungomare nella stagione estiva; il multipiano di Latina Scalo a servizio della stazione ferroviaria.

Due conticini

L’attuale appalto, della durata di tre anni, faticosamente assegnato dopo innumerevoli proroghe di quello precedente e dopo diversi ricorsi al Tar vinti dal Comune nei confronti di ditte non aggiudicatarie, ha infatti un valore di 7,5 milioni di euro, al netto dell’Iva: tolto l’aggio del gestore, il Comune introita oggi circa 1,9 milioni all’anno. Cui dovrebbe rinunciare.

Al proponente si sarebbe dovuta concedere anche la proprietà dei beni realizzati, 2,2 milioni di euro per le strutture commerciali sulla piazza e 973mila euro dei parcheggi interrati. Con diritto di venderli, ancor prima del collaudo finale. Non solo: «L’ente perderebbe ulteriori entrate (provenienti da multe e pubblicità su tutto il territorio comunale) utilizzate ad esempio per la manutenzione delle strade pari a circa 769mila euro l’anno».

Secondo i calcoli del Comune, in definitiva, per il gestore sarebbero stati ricavi per 73 milioni di euro a fronte di costi per 54 milioni. Al Comune, il proponente avrebbe girato invece un canone di concessione di 1 milione all’anno.

Tutti i rischi dell’operazione

Il Municipio di Latina

A tutto questo, si aggiungono rischi di matrice varia. Una relazione finale firmata il 12 aprile del 2022, ma dalla quale si evince come i pareri dei servizi Decoro e manutenzioni e Patrimonio e Suap sono stati emessi il 25 gennaio 2021. Mentre quello del settore Urbanistico è dell’11 febbraio 2021. E quello del settore Bilancio è del 1 marzo 2021 e quello del settore Trasporti è del 12 marzo 2021. Ovvero, un anno e due mesi prima della relazione finale. Relazione dalle cui 12 pagine non si evince se vi sia stato un confronto con il proponente, rispetto a eventuali risoluzioni delle criticità.

Il progetto di finanza nacque con un duplice obiettivo: da un lato consentire a una pubblica amministrazione con carenza di fondi di realizzare opere pubbliche; dall’altro concedere a un privato la possibilità di investire a fronte di un ricavo, affrontando comunque il rischio di impresa che non può essere accollato alla parte pubblica. Latina non sembra però, finora, essere stata troppo fortunata in questo campo.

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