Latina rivota, tutti i conti del tentativo di sorpasso di quota 50

Ci sono alcuni numeri da tenere in considerazione in vista delle elezioni bis in 22 seggi di Latina. Le suppletive piacciono meno: com'è andata nell'altro caso simile. E cosa ci insegna

Lidano Grassucci

Direttore Responsabile di Fatto a Latina

L’inferno dei viventi non è qualcosa che sarà; se ce n’è uno, è quello che è già qui, l’inferno che abitiamo tutti i giorni, che formiamo stando insieme. Due modi ci sono per non soffrirne. Il primo riesce facile a molti: accettare l’inferno e diventarne parte fino al punto di non vederlo più. Il secondo è rischioso ed esige attenzione e apprendimento continui: cercare e saper riconoscere chi e cosa, in mezzo all’inferno, non è inferno, e farlo durare, e dargli spazio
Italo Calvino, Le città invisibili

Accettare l’inferno che c’è è come cercare nell’inferno l’amore di Paolo e Francesca (senza essere Dante Alighieri): la bellezza dentro la disperazione. Oggi Latina è il suo inferno: non c’è governo, ci sono egoismi che bruciano, vendette e trame di trame. Una città sgomenta. L’ex sindaco di centrodestra che venne messo ai margini Vincenzo Zaccheo  e tutta la sua rivalsa; contro il sindaco uscente, civico ed estraneo ai Partiti nella prima esperienza ma appoggiato dai Progressisti adesso, Damiano Coletta e tutto il suo moralismo piccolo-borghese. Tutto dentro una città che è altra

La politica chiede ad un nuovo Re Salomone di dirimere questioni di conto, che è come chiedere ad un carro armato di coltivare le rose.

I CONTI DEL RIVOTO

Latina il 4 settembre prossimo si rivota, per sentenza del Tar, confermata dal Consiglio di Stato, in 22 sezioni su 116. Non tornavano i conti con le schede vidimate e non votate. (Leggi qui Ricorso respinto, elezioni confermate).

Si rivota sul primo turno per candidati sindaci e Partiti (preferenze comprese). Si stanno anche preparando i ricorsi per far ripetere anche il secondo turno in caso di non superamento della soglia del 50% più uno dei voti validi per Vincenzo Zaccheo.

In tutte e 116 le sezioni interessate ad ottobre Vincenzo Zaccheo ottenne il 48.30% dei voti validi contro il 35.66% di Damiano Coletta. Una differenza del 12.64% a favore del primo. 

Se togliamo il voto delle 22 sezioni dove si deve rivotare, il risultato (rispetto al totale dei votanti su tutte) è del 35.66% per Zaccheo e del 29.34 di Coletta. Vale a dire che per confermare il dato di ottobre Coletta deve prendere ancora il 6.36% dei voti, Zaccheo il doppio per stare al 48.30: per arrivare al 50% più un voto deve prendere più del doppio dei voti di Coletta. Ogni voto di Coletta ne deve prendere 2 e un poco. 

Non è impossibile ma manco facile.

MENO AFFASCINANTI

Vincenzo Zaccheo

Va tenuto presente che le “suppletive” affascinano di meno.

L’unico caso paragonabile è quello di Cisterna dove su ricorso contro Mauro Carturan si rivotò in 4 sezioni sulle 33 totali. La percentuale dei votanti passò dal 67.78% al 59.36. Con quasi il 10% di elettori in meno. Per le 22 sezioni di Latina sarebbero qualche cosa come 1.300 elettori mancanti alla conta finale. A Cisterna di Latina il risultato finale premiò il sindaco “contestato” che arrivò da poco più del 50% nelle elezioni di giugno al 75% delle suppletive di gennaio.

Nessuno può prevedere il futuro ma va anche ricordato che in sede di ballottaggio Damiano Coletta ottenne oltre il 54% dei consensi con 30.293 voti e Vincenzo Zaccheo 24.888. (Dati elaborati del gruppo di lavoro Dammitempo) 

L’OPINIONE PUBBLICA

Foto: Vincenzo Livieri / Imagoeconomica

Non c’è entusiasmo sul rivoto. A Latina ha votato ad ottobre 2021 il 60% degli aventi diritto al voto, quasi un elettore su due salta la scelta elettorale. E sul voto di ottobre pesava la forza di centinaia di aspiranti consiglieri.

Ora c’è la delusione di tanti, certi non consiglieri.

Come per il quadro nazionale in cui i cittadini hanno mal digerito la fine del governo Draghi in ordine al bisogno di stabilità, a Latina il rischio è che la ripetizione del voto con il commissariamento del Comune venga percepita non come possibilità, ma inutilità.

La campagna elettorale? Non esiste.

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