Latina, se pure sposarsi è uno slalom. Perché il Comune non ha personale

Sposarsi? Uno slalom. Tra regolamenti poco inclini al sentimento. E meno ancora al gusto del bello. Colpa del personale risotto all'osso. E di regole che impongono di non sposarsi la domenica

Andrea Apruzzese

Inter sidera versor

«Quando vi sposate?» «Giovedì». «E dove?» «In via Ezio». Latina ha ormai 134mila abitanti. E capita che a qualcuno ogni tanto salti in testa di sposarsi. E magari di farlo non in chiesa ma in Comune. Ognuno è libero di scegliere: matrimonio, civile o religioso, unione civile, convivenza… Vuoi il matrimonio civile? Bene. Ma a Latina, attualmente, ci si sposa solo alla sede dell’Anagrafe. In via Ezio, che non è esattamente una location “romantica”.

A Latina infatti i funzionari dello stato civile addetti sono solo cinque. Che si devono occupare anche di altro: nascite, morti… Un problema che torna, la carenza di personale, non risolvibile neanche con gli straordinari, che pure i dipendenti, 4 in particolare, sono pronti a svolgere.

La coperta corta, l’edificio brutto

L’Anagrafe di via Ezio

Ma resta il problema: se celebrano i matrimoni, non possono svolgere gli altri servizi finché non rientrano. La coperta è corta, in attesa del Bilancio, che libererà risorse per le assunzioni: interinali, subito; assunzionali, con i relativi tempi.

L’Anagrafe sta però in un anonimo palazzone di quell’altrettanto anonima via Ezio, stretto tra Tar, Procura della Repubblica, Conservatorio, in una delle zone di Latina figlie dell’abbandono urbanistico di decenni passati dove i cubi di cemento crescevano tra il canale le cui sponde han cullato per anni baraccopoli di senzatetto, e i capannoni di imprese familiari figlie del boom.

È li, solo in quell’edificio, di oscuro e burocratico grigiore, che a Latina ci si sposa. In aula consiliare si può fare, si è sempre fatto, è previsto dal regolamento, che stabilisce come prioritaria la «Sala cerimonie dell’ufficio di stato civile situato in via Ezio», aggiungendo che «tale attività può essere svolta anche presso la Sala del Consiglio comunale e nel giardino interno del Palazzo comunale». Ma il covid prima e la carenza di personale poi, non lo rendono possibile. perché? Un conto è sposare la gente in via Ezio, dove i dipendenti già stanno; un altro è sposarli dall’altra parte della città: tra andare e venire, cerimonia, firme e quant’altro, si perdono due ore.

Sposarsi? Mai di domenica

Niente da fare, non perché non ci siano i luoghi, anzi. Il regolamento prevedeva anche, in base al decreto del ministero dell’Interno, la possibilità per il futuro di trovare altri luoghi, «strutture ricettive, edifici con valore storico architettonico o artistico»: il Procoio di Borgo Sabotino è uno di questi.

A cavallo tra 2020 e 2021 fu pubblicata anche la manifestazione d’interesse per reperire ulteriori strutture, private in questo caso. Le risposte ci sono, ma è ancora tutto da definire. Come le nuove tariffe. E anche altri giorni: oggi, ordinariamente, il giorno dei matrimoni è il giovedì. E questo sempre per ottimizzare la turnazione del personale.

Attenzione, su appuntamento ci si sposa anche altri giorni, basta che si prenoti prima, per organizzare il personale. Ma mai la domenica, perché domenica e festivi in generale sono oggi vietati dal regolamento. Che infatti si vuole riscrivere. Intanto, con il poco personale e soprattutto con regole da riscrivere, ci si sposa in via Ezio. Preferibilmente di giovedì.

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