L’attacco di Roma, il silenzio di Ciacciarelli, la profezia di Pallone: sarà rottura?

 

A passi svelti verso la crisi in Provincia. Se nelle prossime ore il Coordinatore provinciale di Forza Italia Pasquale Ciacciarelli non prenderà la penna e smusserà gli angoli della spigolosa intervista rilasciata al blog Alessioporcu.it da Adriano Roma (leggi qui le dichiarazioni di Adriano Roma) la Segreteria Provinciale del Partito Democratico interpreterà quel silenzio come un sostanziale avvallo alle affermazioni dell’ex numero due del Pdl rientrato da poco nella corte di Mario Abbruzzese.

A quel punto scatterà la corsa a chi innescherà per primo la crisi con cui interrompere i rapporti tra Pd e Forza Italia all’interno di palazzo Iacobucci. Nessuno dei due contraenti vuole passare per quello che è stato scaricato dall’altro.

Il rapporto tra Forza Italia ed il presidente della Provincia Antonio Pompeo era nato due anni fa: all’epoca il Pd era spaccato in maniera netta, l’ala dell’ex parlamentare europeo Francesco De Angelis con quella del senatore Francesco Scalia erano pronte a spararsi a vista; per la gioia del machiavellico leader azzurro Mario Abruzzese che si era subito infilato tra le due fazioni ed aveva capitalizzato: accordo con l’ala De Angelis per la guida dei consorzi industriali Asi a Frosinone e Cosilam a Cassino; accordo con l’ala di Francesco Scalia per la guida della Provincia eleggendo così Antonio Pompeo.

In questi due anni tutto è cambiato. Il Pd è stato costretto a ritrovare la sintesi e riunificarsi (se i due leader vogliono sperare di essere eletti a qualcosa, l’uno senza l’altro rischiano di annullarsi a vicenda) e Forza Italia è diventata inutile. Il primo a dare il preavviso di sfratto agli azzurri era stato il capogruppo in Provincia Antonio Cinelli dagli studi di A Porte Aperte su Teleuniverso (leggi qui) confermato la settimana successiva dal rinnovando Segretario Simone Costanzo (leggi qui). Ma il presidente Pompeo non aveva mai voluto sentirne.

Finora il presidente ha rifiutato di rompere il patto elettorale che due anni fa lo ha portato al governo della Provincia. La sortita di Adriano Roma adesso cambia le cose. Anche perché era stata annunciata appena 48 ore prima dal segretario regionale del Nuovo centro Destra Alfredo Pallone: «Guardate che questi stanno per sganciarsi, accusandovi di avere rimesso la Cosap e di non riuscire a risolvere il dramma dei disoccupati: cosa state aspettando a metterli fuori voi per primi?» Ma proprio il fatto che l’informazione fosse arrivata da Pallone aveva indotto Pompeo a non agire: «Alfredo è un grande ma ha il dente avvelenato con Abbruzzese, forse esagera un po’, aspettiamo».

Trascorrono due giorni e Adriano Roma su Alessioporcu.it invita il presidente Pompeo a dimettersi per riproporsi nelle elezioni di medio mandato che interesseranno i consiglieri il prossimo autunno «Sostenuto dai suoi alleati, così ci sarà chiarezza nei rapporti politici».

Lette quelle dichiarazioni, il segretario provinciale Pd Simone Costanzo si catapulta nell’ufficio del presidente della Provincia «Antò, allora aveva ragione Pallone: questi si preparano ad andarsene, dobbiamo agire prima noi e disconoscere l’accordo». Il no di Antonio Pompeo è meno convinto, questa volta «Aspettiamo, vediamo se smentiranno».

Sabato e domenica sono passati. Se il silenzio continuerà, i falchi torneranno a premere sul presidente.

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