Lazio, tra Lollobrigida e Durigon spunta la Colosimo

Con l’elezione di Mario Draghi al Quirinale si metterebbe in moto un effetto domino che porterebbe alle elezioni anticipate in Parlamento ma pure alla Regione. Il centrodestra stavolta non può ridursi all’ultimo istante utile. Volata finale tra i big di Fratelli d’Italia e Lega. Ma attenzione a Chiara Colosimo.

Secondo tutti i più autorevoli addetti ai lavori alla fine sarà Mario Draghi ad essere eletto presidente della Repubblica. E a quel punto l’ipotesi di elezioni politiche anticipate sarà all’ordine del giorno. Inevitabilmente. È quello che Matteo Salvini e Giorgia Meloni chiederanno per il via libera a Draghi al Quirinale.

L’ipotesi potrebbe non dispiacere neppure al Pd. Resta l’incognita del Movimento Cinque Stelle. La settimana scorsa a Fiuggi Luigi Di Maio ha detto di preferire Draghi a Palazzo Chigi piuttosto che al Quirinale: perché poi il Paese rimarrebbe almeno tre mesi in attesa di un nuovo Governo ed i mercati non tollererebbero questo limbo. Dallo stesso palco il direttore dell’agenzia Agi Mario Sechi ha sostenuto invece che dal colle più alto sarebbe comunque possibile continuare a garantire i mercati internazionali.

Ma in ogni caso, se pure questo scenario non dovesse avverarsi, comunque alle elezioni elezioni Politiche e Regionali del Lazio mancherebbero poco più di dodici mesi. E il centrodestra si ritrova con il solito problema di scegliere il candidato.

Chi lanciare nella mischia del Lazio

Foto © Imagoeconomica

La volta scorsa fu Stefano Parisi, che fu gettato nella mischia all’ultimo istante utile. Nonostante questo ottenne comunque un risultato di tutto rispetto, costringendo peraltro Nicola Zingaretti all’anatra zoppa. La svolta delle primarie per le comunali potrebbe trovare applicazione anche per la scelta dei candidati alla presidenza della Repubblica? E’ questa la domanda alla quale poi bisognerà dare risposte nel centrodestra.

La sconfitta di Enrico Michetti a Roma ha leggermente indebolito la posizione di Giorgia Meloni nel Lazio. Però Fratelli d’Italia resta di gran lunga il primo partito. Si tratta di capire chi “lanciare” per la presidenza della Regione. Tre i nomi più accreditati: Francesco Lollobrigida, Fabio Rampelli e Chiara Colosimo.

Con quest’ultima che però potrebbe giocarsi le carte migliori. Giovane, donna, in prima linea sulla vicenda del concorso di Allumiere, potrebbe davvero rappresentare una novità assoluta. Anche se la discesa in campo del capogruppo alla Camera Francesco Lollobrigida avrebbe un peso politico non indifferente.

Ma la Lega non ha rinunciato

Durigon, Trancassini e Fazzone

Attenzione però, perché la Lega non ha affatto rinunciato all’ipotesi di un suo esponente candidato alla presidenza della Regione Lazio. Fino a pochi mesi fa il nome più quotato era quello di Claudio Durigon, parlamentare e coordinatore regionale. Poi c’è stata la vicenda della proposta di intitolare il parco di Latina ad Arnaldo Mussolini, che ha frenato la corsa di Durigon. Oggi però l’ex sottosegretario ha ripreso quota nel partito e rimane sempre lui il nome più importante del Carroccio per una carica del genere.

Restano da vedere le mosse di Forza Italia. Nel Lazio sono Antonio Tajani, Claudio Fazzone e Maurizio Gasparri gli esponenti più autorevoli.

Dipenderà da tanti fattori, anche da come si risolverà la corsa al Quirinale.

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