LazioVeloce, miliardi per strade e ferrovie: in tutta la Regione e non solo a Roma

Un finanziamento da 13 miliardi in 8 anni per ridisegnare il concetto di velocità nei collegamento nella regione. Senza squilibri fra Roma e le province. E con le impronte digitali di una politiche che vuole fare a meno della burocrazia.

Piero Cima-Sognai
Piero Cima-Sognai

Ne elegantia abutere

‘LazioVeloce’: è la parola magica con cui la regione si appresta a mettere in cantiere la sua nuova mobilità. Efficiente, moderna e finalmente ramificata anche al di fuori dell’area metropolitana di Roma. Per vivere il futuro alla stessa velocità con cui il futuro arriva. E per collegare ogni area del Lazio, fino a creare un Grande Raccordo Anulare della Regione.

Ministero, Pisana e lotta alla burocrazia: sono i cardini di un finanziamento monstre da 13 miliardi in otto anni che ridisegnerà la mobilità territoriale. E quando la mobilità è efficiente a traino dei benefici per i cittadini arrivano quelli per le imprese. Perché su strade veloci e sicure viaggiano merci, uomini e idee che hanno tutti i numeri per cambiare le cose.

E rimettere in moto il Paese.

Il doppio segnale

DANIELE LEODORI NICOLA ZINGARETTI Foto: © Imagoeconomica, Benvegnu’ Guaitoli

Il progetto è stato presentato nella sede della Regione Lazio. Fornendo un doppio segnale. Il primo: amministrativo. La Regione appena uscita dal commissariamento in Sanità torna a progettare le sue infrastrutture ed il suo sviluppo strategico. Ora che i soldi non devono andare solo per colmare il cratere costruito per anni e anni nella Sanità, si può tornare a pianificare un Lazio più moderno.

Il secondo: politico. L’annuncio non lo ha fatto Nicola Zingaretti ma Daniele Leodori. Il vice presidente che ha sostituito in tutto e per tutto il Governatore quando è finito a letto con il Covid-19. L’uomo che ha governato l’Aula della Pisana evitando caos e imboscate ed ora è passato a sostituire Zingaretti in buona parte degli aspetti operativi, lasciandogli così il tempo necessario per guidare anche il Pd su scala nazionale.

Non è un caso che sia stato proprio lui a fare l’annuncio del progetto che finalmente mette birra alle infrastrutture regionali. Cioè al benessere del Lazio. Perché il benessere è sempre figlio della capacità di competere, o di creare i presupposti logistici della competizione.

Il Lazio cambia fuso orario

«Grazie al governo, alla strategia della Regione – ha spiegato Daniele Leodori – col progetto ‘LazioVeloce‘ riaccende i motori dello sviluppo. E si mette sul fuso orario di un’area moderna, competitiva. In 8 anni 13 miliardi di risorse. Il tutto con opere centrali che, dopo tanti anni, finalmente partiranno e cambieranno la vita alla nostra mobilità».

E il segreto sta tutto nella territorialità allargata dell’iniziativa, che finalmente prende in esame una visione collegiale di sviluppo. Il Lazio viene considerato nel suo insieme: si cerca di costruirne uno sviluppo che coinvolga in maniera equilibrata tutti i territori. Senza cioè creare quel noto squilibrio fra massa critica nell’area metropolitana di Roma e deserto altrove. Tradotto: tutto a Roma e le briciole alle province.

«Non solo a Roma e alla sua area metropolitana, ma a tutte le province. Questo rendendo più facile la vita alle imprese, al settore del turismo e a milioni di lavoratori. Non possiamo perdere un minuto. Lo dobbiamo al processo di modernizzazione dei nostri territori, al sistema economico in difficoltà e ai cittadini. Ai quali potremo dire di aver mantenuto un altro impegno».

Astorre, ecco dove vedremo i risultati

Bruno Astorre

Bruno Astore è membro della commissione Lavori pubblici e Trasporti di Palazzo Madama. E’ anche segretario regionale di quel Pd che sull’iniziativa lascia le sue chiare impronte digitali. Tocca a lui schiudere nel concreto le prospettive di ‘LazioVeloce’.

Come? Elencando gli step che di queste mobilità 2.0 beneficeranno. Dove? Sulla sua pagina Facebook. «Il completamento della Civitavecchia-Orte, la realizzazione della Roma-Latina. Poi la realizzazione della bretella Cisterna-Valmontone e il potenziamento a quattro corsie della via Salaria. Ancora, il potenziamento della A24 e della A25 Roma-L’Aquila e Roma-Pescara. E il proseguimento della Civitavecchia-Livorno da Tarquinia».

Ma c’è dell’altro. «Il trasporto su ferro con la chiusura dell’anello ferroviario di Roma. Inoltre il raddoppio ad Alta Capacità della linea Roma-Pescara. Senza dimenticare l’opera idrica della nuova condotta per l’acquedotto del Peschiera. Queste le opere strategiche che porteranno ad una sorta di Grande Raccordo Anulare del Lazio. E che segnano un’altra pagina fondamentale per Roma e il Centro Italia».

Commissariare per evitare i burocrati

Poi la chiosa. «Grazie al governo, alla ministro Paola De Micheli, alla determinazione della giunta Zingaretti si è messo in campo un programma rapido. Grazie ai commissariamenti che partiranno entro metà settembre. Questo per ridurre al minimo la burocrazia e quindi i tempi di realizzazione di opere tanto attese. Opere che saranno fondamentali per il nostro sistema economico, per le aziende del Lazio. Ed anche per aree della regione che da anni soffrono una carenza di collegamenti».