Le Comunali si avvicinano, i Partiti non possono scappare

Tra quattordici mesi l’appuntamento con le urne nel capoluogo, che cambierà verso alla politica provinciale. Come nel 2012. Centrodestra e centrosinistra in alto mare su tutto. Stavolta però le coalizioni non potranno nascondersi dietro le liste civiche.

Mancano quattordici mesi alle elezioni comunali di Frosinone, quelle che segneranno la politica provinciale dei prossimi anni. Cambieranno assetto nei Partiti. (Leggi qui Pd e Lega, inizia la guerra anche in Ciociaria).

La genesi

Nel 2012, anno della prima vittoria di Nicola Ottaviani, il centrosinistra dominava la situazione e il centrodestra arrancava in Ciociaria. Il successo nel capoluogo cambiò tutto e la frattura tra Domenico Marzi e Michele Marini anticipò il disfacimento della coalizione di centrosinistra e le lacerazioni all’interno del Partito Democratico.

Foto: Paolo Lo Debole / Imagoeconomica

Da allora in poi iniziarono le spaccature del Pd nei singoli Comuni. Da Cassino a Ceccano, da Anagni a Pontecorvo. In nove anni la politica nazionale, regionale e provinciale è completamente cambiata, ma tutti sanno che il risultato di Frosinone condizionerà moltissimo l’intero quadro. Un anno non è tanto per costruire coalizioni, elaborare programmi, formare le liste e scegliere il candidato a sindaco. Nel capoluogo sono tutti in alto mare.

I Partiti di Ottaviani

Nel centrodestra l’elenco dei possibili successori di Ottaviani è sterminato. Solo alcuni nomi per dare il senso della situazione: Riccardo Mastrangeli, Adriano Piacentini, Danilo Magliocchetti, Antonio Scaccia, Fabio Tagliaferri, Massimiliano Tagliaferri, Carlo Gagliardi. E tanti altri. Manca però un’opzione in quota rosa, che potrebbe essere l’asso nelle manica proprio dell’attuale sindaco.

C’è poi il problema della coalizione: il centrodestra sulla carta è forte, ma molto dipenderà dalle scelte di Lega (Nicola Ottaviani) e Fratelli d’Italia (Massimo Ruspandini). Andranno insieme oppure no? Saranno celebrate le primarie o invece deciderà il tavolo nazionale o regionale della coalizione? Troppe variabili e troppe domande senza risposta.

La coalizione che non c’è

(Foto: Carlo Lannutti / Imagoeconomica)

Nel centrosinistra va anche peggio. La coalizione non esiste, va costruita dalle fondamenta. Sul candidato sindaco nessuna certezza. Si era parlato di Mauro Vicano, che resta indubbiamente in pole position. Francesco De Angelis in persona aveva parlato di primarie, ma non c’è stato seguito.

Base Riforimista di Antonio Pompeo non si è allineata e potrebbe continuare a puntare su altre candidature: Michele Marini e Andrea Turriziani per esempio. Siamo però sul terreno delle idee. Eppure quattordici mesi non sono tantissimi. Decideranno le liste civiche? Può darsi, ma le prossime comunali avranno un valore politico enorme. I partiti non possono nascondersi. 

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