Le grandi imprese “locomotiva” dell’economia del Lazio

I dati del Centro Studi di Unindustria rivelano come le multinazionali abbiano un impatto molto forte sul territorio laziale, superiore a quello del resto d’Italia anche dopo la crisi del covid. Per questo è in cantiere la creazione di una cabina di regia che possa supportare i gruppi stranieri per favorire la semplificazione e superare le pastoie burocratiche. Altro tassello fondamentale sarà la nascita del Politecnico di Roma

Le multinazionali trainano l’economia del Lazio. Un impatto più forte del covid e di gran lunga superiore rispetto alle altre regioni.  Lo certificano in maniera molto chiara i dati elaborati del Centro Studi di Unindustria. Lo certificano  gli investimenti annunciati da alcune grandi catene alberghiere e la recente nascita di un centro di innovazione dell’Ibm.

E lo certificano sia il progetto Regione Lazio-Unindustria per la creazione di una cabina di regia per il sostegno delle grandi aziende, sia la prossima apertura del Politecnico di Roma che dovrà sfornare nuovi talenti nelle materie scientifiche e fungere da raccordo con il mondo delle imprese.

“Quella delle multinazionali è una realtà di grande importanza per l’economia regionale che spesso viene sottovalutata. Una realtà che, anche dopo la crisi del Covid, si dimostra più forte di quanto non sia in altre regioni italiane”, ha sottolineato Alessandra Santacroce, vicepresidente di Unindustria con delega alle multinazionali e ai mercati esteri, in un’intervista a Repubblica.

“Secondo i dati elaborati dal Centro Studi di Unindustria il 23% del fatturato regionale e il 20,9% di valore aggiunto viene prodotto dalle multinazionali”, ha aggiunto.

Diciotto miliardi di valore aggiunto

La sede di Unindustria (Foto © Stefano Carofei / Imagoeconomica)

Attualmente le grandi aziende presenti nel Lazio creano un valore aggiunto di 18 miliardi di euro, pari al 13% di quello generato su scala nazionale. Questo significa che il valore aggiunto per singolo addetto nel Lazio tocca i 116 mila euro, una cifra ben più alta della media nazionale che si ferma a 93 mila.

Allo stesso modo la retribuzione media per dipendente raggiunge i 43 mila euro contro i 39 mila della media italiana. In sostanza, Lombardia e Lazio da sole producono il 53% del fatturato nazionale e il 49,5% del valore aggiunto.

Questa enorme massa di ricchezza e reddito viene garantita nel complesso da 4.149 unità locali di gruppi esteri anche se quelle di grandi dimensioni, che superano i 250 addetti, sono appena 123, ancora una volta il 13% del totale nazionale.

Una cabina di regia per attirare nuove multinazionali

La sede della Regione Lazio

Assodato che i grandi gruppi imprenditoriali fanno la differenza, ora bisogna fare in modo che questi restino sul territorio e cercare anche di attirarne altri.

“Le multinazionali – conferma Alessandra Santacroce rappresentano un valore aggiunto per i territori in cui sono presenti, quindi dobbiamo fare in modo di trattenere quelle già attive e allo stesso tempo di attirarne di nuove”.

Per riuscirci Unindustria e Regione Lazio stanno studiando una “Customer Care”, un progetto ancora in fase embrionale che prevede la costituzione di una cabina di regia attraverso la quale offrire una risposta in tempo reale alle esigenze di queste grandi aziende soprattutto dal punto di vista burocratico.

“Si tratta – spiega la vicepresidente  – di una struttura capace di creare un raccordo tra la pubblica amministrazione e le aziende. Quindi un punto di accesso per chi sceglie di investire a Roma e nel Lazio che favorisca la semplificazione e riduca la burocrazia”.

Investimenti in crescita

L’ingresso di un grande hotel

La strada per accrescere gli arrivi dall’estero quindi è segnata in un periodo in cui l’attenzione degli investitori stranieri verso la Capitale sembra più alta che mai. A dimostrarlo i tantissimi casi di maxi investimenti annunciati dalle grandi catene alberghiere internazionali che porteranno a Roma i loro hotel a cinque stelle.

Un esempio come tanti che conferma una ritrovata attrattività di un territorio che proprio attraverso la modernizzazione può diventare ancora più appetibile per questi colossi mondiali. È il caso inoltre della Ibm che poco più di due anni fa ha aperto un nuovo centro di innovazione, parte della rete intenazionale del Gruppo, nato da un accordo con la Regione Lazio e il ministero dello Sviluppo Economico.

Un’operazione che da un lato nasce per sviluppare soluzioni innovative sul suolo italiano e dall’altro è stata capace di dare lavoro a 120 persone.

Un polo universitario per chiudere il cerchio

Studenti a lezione in un’aula universitaria

Un altro tassello fondamentale per favorire lo sviluppo e l’insediamento delle multinazionali nel Lazio sarà il progetto del Rome Technopole, il Politecnico di Roma che sorgerà nei prossimi anni per favorire la creazione di una nuova generazione di talenti nelle materie scientifiche e allo stesso tempo creare un collegamento costante con il mondo delle imprese.

Un altro progetto strategico che può funzionare da attrattore per gli investitori internazionali, gli stessi investitori che guardano oggi con interesse alle opportunità che potrebbero nascere tanto dai bandi del Pnrr quanto dalla possibilità che Roma riesca a ospitare l’Expo del 2030.

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