Le primarie congelano l’accordo per Di Fabio candidato sindaco

Verso la resa dei conti dopo il braccio di ferro alle Primarie Pd ad Alatri. La candidatura di Fabio Di Fabio a sindaco dopo Morini? Parte in salita. Buschini reclama un chiarimento poltico

Il patto è saltato. Non è cancellato. Ma se Fabio Di Fabio vuole continuare a giocarsi le carte per la candidatura a sindaco di Alatri deve prima arrivare ad un chiarimento con il capogruppo Pd in Regione Lazio Mauro Buschini. Il patto che avevano raggiunto nei mesi scorsi ora è in discussione. Colpa della linea decisa dal sindaco Giuseppe Morini nelle Primarie di domenica scorsa. Con una fetta della sua amministrazione, insieme al vice sindaco Fabio Di Fabio, hanno appoggiato Nicola Zingaretti ma votato la lista schierata dal presidente della Provincia Antonio Pompeo.

È la lista zingarettiana contrapposta a quella di Mauro Buschini e Francesco De Angelis. In pratica una conta interna. Vinta da Buschini con Luca Fantini, segretario regionale dei Giovani Democratici del Lazio, figlio di Carlo Fantini consigliere comunale delegato alla Cultura. (leggi qui Tutte le battaglie nascoste dietro a Zingaretti)

Conti alla mano, agli occhi di Buschini quello compiuto da Giuseppe Morini e Fabio Di Fabio è uno sgarbo inaccettabile. Perché l’attuale capogruppo Dem nell’Aula della Pisana ha ‘tutelato’ la loro amministrazione in ogni modo: quando era assessore alle Politiche dei Rifiuti e prima ancora quando era presidente della Commissione Bilancio. L’ospedale cittadino è rimasto aperto (la battaglia di Buschini in Regione è stata decisiva), ora è una sede distaccata dell’ospedale di Frosinone (anche qui è stata decisiva la guerra mossa da Buschini alla manager Isabella Mastrobuono che quell’ospedale lo aveva marginalizzato, in base alla sua visione della Sanità). I finanziamenti non sono mai mancati. E nemmeno l’attenzione: Nicola Zingaretti ha portato in una scuola di Alatri la prima stampante 3D regalata alle scuole del Lazio.

Non lo hanno votato. Nonostante questo. Ora Mauro Buschini si prepara a presentare il conto. Non farà come ha fatto il centrodestra a Cassino: la tenuta dell’amministrazione Morini non è in discussione. Non ci saranno scossoni. Ma la candidatura di Fabio Di Fabio a sindaco ora parte in salita.

Nei giorni precedenti

Che la situazione fosse tesa era chiaro già dai giorni precedenti il voto che ha incoronato sto Nicola Zingaretti Segretario Nazionale del Partito Democratico.

Il giorno prima che gli elettori e i simpatizzanti dei Dem si recassero alle urne, su un gruppo WhatsApp si è vociferato con insistenza di una differenza di vedute intercorrente – e ben espressa – tra il vicesindaco Di Fabio e il consigliere delegato Carlo Fantini.

Ma qual è stato l’oggetto del contendere di quello che a qualcuno è sembrato un vero e proprio litigio? Un convegno di natura bioetica sul piccolo Alfie Evans:  il bambino di Liverpool gravemente malato a cui lo scorso anno un tribunale inglese ha sospeso la respirazione artificiale, condannandolo così a morte. Il caso aveva tenuto banco sui quotidiani internazionali per qualche settimana. (leggi qui tutte le tappe della vicenda Evans)

Su quel tema, ambientato nel Regno Unito e avvenuto un anno fa, Di Fabio ha preso le distanze dalle posizioni espresse da Fantini e viceversa. Quello che in gergo potrebbe essere chiamato “scazzo” sarebbe avvenuto in forma privata. Ma la chiacchierata tra i due ha rappresentato l’anticamera di quello che sarebbe successo il giorno dopo, con le primarie.

Fabio come Joe

C’è un accordo già siglato. Fabio Di Fabio è come Joe Biden per i Democratici americani: sempre in lizza per la candidatura a sindaco, ma mai sceso in campo sul serio.

Al prossimo giro, considerata pure la prossimità acquisita con Morini in questi mesi, che si è invece distanziato dal duo Buschini – Fantini, dovrebbe toccare a lui.

Ma Buschini e Fantini, ancora Luca, saranno d’accordo? Quella di Di Fabio è una candidatura che dovrà passare dalle forche caudine: dal peso politico che Mauro Buschini vuole veder certificato ad Alatri e dall’approvazione che Luca Fantini potrà dare o no, facendo ormai parte della dirigenza nazionale del Pd. 

Partenza in salita. Occorre ingranare la prima, guardando più volte verso gli specchietti retrovisori.

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A.A.
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