Le scorie del caso Durigon e il testacoda Alatri-Sora

Il centrodestra regionale, assorbito da quanto sta succedendo a Roma, sembra non vedere quello che si sta verificando in Ciociaria: dal modello positivo di Alatri al Vietnam di Sora. E intanto il coordinatore regionale della Lega Claudio Durigon deve provare a reagire. Vincendo a Latina. Ma anche in provincia di Frosinone.

Matteo Salvini sta cercando di accelerare dopo le dimissioni da sottosegretario al Mef di Claudio Durigon. Lo sta facendo provando ad ottenere le deleghe sull’immigrazione e valutando se indicare Edoardo Rixi al posto del papà di Quota 100. Perché il nome di Rixi sarebbe un guanto di sfida lanciato verso i Cinque Stelle.

Dal canto suo Claudio Durigon ha scelto il silenzio, ma dovrà cercare di reagire in fretta. Alle comunali. Dove il centrodestra è impegnato a dare segnali forti. Intanto a Latina, la sua roccaforte. Non è semplice,  ma non ci sono alternative ad una vittoria. Ma Claudio Durigon è anche coordinatore regionale del Carroccio e allora il risultato di Roma non potrà essere secondario. Anzi.

Enrico Michetti è in testa nei sondaggi e sicuramente arriverà primo. Ma non sfonda. Occorre cambiare passo e poi la Lega dovrà necessariamente ottenere un buon risultato di lista. (Leggi qui Michetti primo ma non sfonda, Gualtieri spera).

Il caos Sora

Ci sono anche le amministrative in altri Comuni laziali, tra i quali 24 della provincia di Frosinone. Per esempio Sora, dove la Lega è frantumata e il centrodestra a pezzi. Claudio Durigon questa mattina ha iniziato a far sentire la sua voce: ha compiuto un giro di consultazioni telefoniche in città: sta valutando se schierare il simbolo oppure certificare la divisione e scendere in campo con una civica.

Le dimissioni da sottosegretario sono state una mazzata, inutile girarci intorno. Ma non c’è tempo per provare a metabolizzare la situazione. Perché siamo in un momento politico decisivo. Si vota nelle grandi città: Roma, Milano, Napoli, Torino, Bologna. L’ipotesi di un 5-0 per il centrosinistra non è campata in aria e rappresenterebbe uno “tsunami” considerando che il centrodestra nel Paese è largamente maggioritario. Metterebbe in evidenza la debolezza di una classe dirigente locale che invece vuole sdoganarsi.

Lo stesso Claudio Durigon è tra i nomi in prima fila per una candidatura alla presidenza della Regione Lazio. Un’ipotesi che non è tramontata ma che in qualche modo è stata “congelata”.

Il modello Alatri

Antonello Iannarilli e Maurizio Cianfrocca

Ma c’è un modello di centrodestra che nessuno pare notare, quello di Alatri. Magari non sarà pirotecnico, però fino a questo momento non ci sono state sbavature nel sostegno alla candidatura a sindaco di Maurizio Cianfrocca. Lo sostengono tutti i Partiti e se alla fine dovesse diventare sindaco compierebbe un’impresa non da poco. Considerando che Alatri è la roccaforte del Pd, il Comune del consigliere regionale Mauro Buschini e del segretario provinciale Luca Fantini.

Uno scenario che sarebbe clamoroso per molti versi. Soprattutto se paragonato a quanto sta accadendo a Sora, dove spaccature e scontri sono all’ordine del giorno. Nonostante ci fosse stato un accordo regionale. I responsabili del Lazio di Lega (Claudio Durigon), Fratelli d’Italia (Paolo Trancassini) e Forza Italia (Claudio Fazzone) non si stanno ponendo in questo momento alcuna domanda sul caso Sora.

Certamente Roma è assorbente. Eppure prima o poi bisognerà fare i conti con quanto avvenuto e sta avvenendo.

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