Le sfide 2022 di Damiano Coletta

Le tre sfide fondamentali per il sindaco di Latina Damiano Coletta nel 2022. Che affondano le radici nelle scelte fatte durante l'anno appena concluso

Andrea Apruzzese

Inter sidera versor

Diciassette voti a sedici. Il 2021 di Damiano Coletta finisce così, e così inizia il suo 2022. Con una maggioranza – faticosamente raggiunta – nel Consiglio comunale di Latina di appena un voto. Con l’ovvia conseguenza di dover – in ogni seduta – avere sempre presenti e attenti tutti i consiglieri comunali della propria coalizione.

Il primo cittadino di Latina questo lo sa, perché se ne è già accorto non tanto nella seduta del 23 dicembre, quando la sua squadra, e anche quella avversaria di centrodestra, era schierata al completo per votare (o bocciare) le sue linee di mandato, quanto soprattutto in quella del 29 dicembre.

I segnali dai 14 punti

Damiano Coletta con la sua Giunta

Una seduta in cui c’erano 14 punti da votare. Ratifiche di variazioni di bilancio in precedenza approvate dalla giunta, ma anche debiti fuori bilancio derivanti da sentenze esecutive (ben 1,1 milioni di euro nei confronti del vecchio gestore del Tpl, Atral); temi cui notoriamente l’opposizione non presenzia in aula abbandonando la seduta (la minoranza di questa consiliatura ha mutuato la medesima prassi di quella degli scorsi cinque anni, sebbene differenti).

C’era soprattutto, un’integrazione al piano triennale delle opere pubbliche, necessaria per non perdere i finanziamenti richiesti per la realizzazione di piste ciclabili in centro e manutenzioni per la sede temporanea del mercato annonario in via Don Minzoni.

E proprio nel corso della votazione per due delle tre delibere dei debiti fuori bilancio per Atral, con la minoranza politicamente assente e nel caos di una seduta online in videoconferenza con cui pochi consiglieri hanno ancora dimestichezza, è accaduto che il numero legale sia caduto, e si siano dovute ripetere in quanto giuridicamente non valide.

L’incubo di Coletta

La piazza del municipio di Latina

Corsa quindi alle telefonate, ai whatsapp, a rimettere in ordine connessioni internet personali saltate. Coletta si è trovato faccia a faccia con un incubo: un solo voto di maggioranza.

Un incubo che si ripete: nel 2016, fu eletto con una maggioranza bulgara, 21 consiglieri su 33, con un unico, granitico gruppo consiliare di Latina bene comune. Gruppo che nel corso degli anni perse la sua graniticità: prima la tripla defezione di Olivier Tassi, Salvatore Antoci e Massimo Di Trento, poi, nell’ultima fase, quella di Maria Grazia Ciolfi. Una situazione risolta convocando le sedute in due appuntamenti, svolgendole sempre in seconda convocazione, quando il numero legale si abbassa da 16 presenti a 12.

Ma nella scorsa consiliatura il presidente del Consiglio comunale era di maggioranza, ovvero di Lbc. Oggi la situazione è differente, con un presidente di Fratelli d’Italia, ovvero dell’opposizione al governo Coletta.

Il terreno nuovo del 2022

Damiano Coletta dopo la vittoria elettorale

Il primo cittadino è stato eletto al secondo turno, con uno schiacciante 54,9% sul 45,1% di Vincenzo Zaccheo; ma al primo turno erano state le liste di Zaccheo a ottenere subito la maggioranza assoluta dell’aula con il loro 53%; Coletta poteva contare solo su 12 voti, poi diventati 13 con l’apparentamento con il M5S.

Una situazione per definire la quale si è abusato in quelle settimane il termine di “anatra zoppa“, e che Coletta ha affrontato a viso aperto, convocando più volte il centrodestra e Fare Latina, condividendo punti programmatici, fino all’accordo finale sfociato in un’intesa quadripartita Pd, Civiche, Fare Latina, Forza Italia per il sostegno a Gerardo Stefanelli alle elezioni provinciali con l’elezione del presidente, e di Annalisa Muzio a consigliere di via Costa. (Leggi qui La Provincia salva il Comune, il Comune salva la Provincia).

Al momento, Coletta può contare sui voti di Lbc, Pd, Fare Latina, M5S e Forza Italia, in totale 17. Basterebbe trovare un 18esimo voto per mutare l’equilibrio da quella attuale di 17 a 16 a quello futuro di 18 a 15, con una maggiore sicurezza.

La prima sfida di Coletta

Nicola Calandrini, Coordinatore Provinciale di Fratelli d’Italia

Eccola, quindi, la sfida di Coletta per il 2022: allargare la maggioranza. Quella attuale è già un primo passo, una base di partenza,

Ma chi potrebbe entrare? Ormai sono da escludere alcuni appoggi di interi gruppi consiliari: Fratelli d’Italia ha da sempre escluso qualsiasi ingresso in un governo al fianco di Pd e M5S, replicando quindi lo schema nazionale, che vede il partito di Giorgia Meloni all’opposizione dell’esecutivo Draghi.

Anche Latina nel Cuore, la lista elettorale ora diventata movimento, di Vincenzo Zaccheo, ha chiarito fin dal primo momento che non sarebbe entrata in maggioranza.

Diverso il ruolo della Lega. Immediatamente dopo il risultato delle elezioni, avrebbe voluto sfiduciare subito Coletta, e con la bozza di mozione si era presentata dagli alleati. Trovandosi però di fronte il no secco di Vincenzo Zaccheo. Un no abbastanza ovvio, da parte di un uomo che, da sindaco, fu sfiduciato dalla sua maggioranza, e che oggi ripete: i sindaci non si sfiduciano, non si mandano a casa firmando le dimissioni dal notaio, gli avversari si battono nelle urne. E, soprattutto, Zaccheo si rendeva conto di cosa avrebbe significato, con i fondi Pnrr in arrivo da gestire, consegnando per un anno l’amministrazione a un commissario.

L’orizzonte in movimento

Claudio Durigon

La Lega ha quindi scelto: niente sfiducia? Allora si deve andare al governo. Così sono iniziati altri (dopo quelli di Forza Italia con il sindaco, separati dal resto del centrodestra) confronti con il primo cittadino che sembravano condurre due elementi leghisti nei due posti lasciati liberi da Coletta nell’esecutivo cittadino.

Concordia sui punti, ma dialoghi interrotti sulla definizione delle tempistiche: date precise richieste dalla Lega, scadenze trimestrali o semestrali proposte dal sindaco. In realtà, però, era già avvenuto che la defezione di FI avesse spaccato ormai indicibilmente il centrodestra, rendendo ormai impossibile un ingresso in giunta della Lega in un quadro unitario. Per ogni Partito del centrodestra, infatti, esiste la necessità di spiegare l’appoggio all’esecutivo Coletta, che sarebbe dovuto avvenire in maniera unitaria.

Coletta ha lasciato liberi due posti in giunta. Oltretutto lasciando disponibile una delega come quella all’Urbanistica, una delle due regine, accanto a quella al bilancio. Coletta era stato chiaro: non resteranno disponibili a lungo. Ora quella all’urbanistica sta per essere assegnata, a un tecnico, entro i prossimi giorni.

Le tre sfide del 2022

La piazza del municipio di Latina

Sarà uno dei primi atti di un 2022 che vedrà immediatamente impegnato Coletta anche su un altro punto.

Il sindaco a fine gennaio perderà infatti il proprio segretario generale e direttore generale, Rosa Iovinella, che andrà a Torino. Per sei anni è stato un vero e proprio braccio destro per il sindaco: ha messo in sicurezza l’ente, guidandolo non solo nella trasformazione delle procedure della macchina amministrativa avviata da Coletta, ma soprattutto tutelando e motivando dirigenti e dipendenti, di un ente che fu interessato dal ciclone dell’indagine Olimpia di cinque anni fa.

Le prime due sfide per il 2022 sono già servite: allargare la maggioranza, e trovare un nuovo braccio destro. La terza, più generale, sarà quella di far correre la propria macchina amministrativa, su progettazioni e gestione dei fondi europei. Per i quali, è facile immaginare, occorreranno anche professionalità esterne. 

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