Le tante mine vaganti che preoccupano Nicola Zingaretti

Nel Movimento Cinque Stelle ormai sta succedendo di tutto e più di qualcuno potrebbe seguire l’ex ministro Lorenzo Fioramonti, mentre la leadership di Luigi Di Maio tiene anche se in tanti non la riconoscono. Matteo Renzi non cambia strategia. Il segretario del Pd deve vincere in Emilia Romagna e poi ridisegnare il centrosinistra. Ma avrà il tempo?

È preoccupato dalle troppe mine vaganti e dai numerosi fronti che continuano ad aprirsi nella maggioranza giallorossa che sostiene il governo Conte bis. Nicola Zingaretti, leader del Pd, ha definito “una sceneggiata” le dimissioni di Natale dell’ex ministro Lorenzo Fioramonti. Quest’ultimo potrebbe perfino provare a fondare un suo movimento, modellato sui Verdi ecologisti che hanno avuto successo in Germania. Un movimento che farebbe comunque parte della maggioranza, rappresentando però l’ennesima mina vagante. (leggi qui Il pranzo di Natale va di traverso ai Cinque Stelle).

Lorenzo Fioramonti (c) Imagoeconomica, Paolo Cerroni

Sono proprio le mine vaganti a preoccupare Nicola Zingaretti. C’è già Italia Viva di Matteo Renzi, che in più di un’occasione ha messo in difficoltà il Governo. Ci sono anche le tante tensioni all’interno dei Cinque Stelle ed è proprio per questo motivo che Nicola Zingaretti ha voluto in qualche modo blindare il premier Giuseppe Conte.

Il segretario del Pd è preoccupato per la piega che ha preso la discussione interna proprio al Movimento Cinque Stelle. I tre senatori che sono passati alla Lega, la fronda di Gianluigi Paragone, i malumori degli ex ministri, la posizione dello stesso Lorenzo Fioramonti.

Certamente il capo politico Luigi Di Maio mantiene la leadership, ma in diversi non gliela riconoscono. Mentre il fondatore Beppe Grillo da qualche tempo ha smesso di provare ad intervenire.

In Emilia Romagna il Pd si gioca tutto, in Calabria molto. In entrambi i casi i Cinque Stelle presentano un loro candidato alla presidenza della Regione e questo, almeno sulla carta, non aiuta il Partito Democratico. In Emilia Romagna ci sono le Sardine e forse proprio questo movimento rappresenta la grande novità del centrosinistra del futuro. Ma Nicola Zingaretti deve avere il tempo per preparare quel congresso straordinario che ha annunciato. Un congresso che serva  ridisegnare il centrosinistra e a rilanciarne l’azione, anche sul piano delle alleanze.

I numerosi e continui fronti che si aprono nella maggioranza giallorossa non lo aiutano.

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