Le tre lezioni del Segretario troppo esposto

Nicola Zingaretti, il leader dal volto umano. Il contagio dal Coronavirus gli consente di battere tre colpi. Dimostrando che il noi funziona di più, rimanendo leale con i suoi elettori senza nascondere nulla. Cosa è accaduto allo staff. Tampone per Buschini. In auto isolamento anche Marsilio, Nardella, Musumeci

Troppo esposto. Troppo in prima linea. A Nicola Zingaretti per evitare il contagio del Coronavirus non è bastato rispettare le fondamentali norme di prudenza, di cui lui stesso era diventato testimonial a furia di ripeterle dovunque e con chiunque. Il doppio ruolo di Governatore del Lazio e di Segretario nazionale del Partito Democratico gli ha imposto di spostarsi in lungo ed in largo, incontrare persone anche nelle zone a rischio, mandare segnali rassicuranti al Paese. Con i quali tranquillizzare anche gli investitori esteri.

Le tre lezioni di Zinga

Il video messaggio di Nicola Zingaretti

Ha continuato a tranquillizzare anche quando ieri mattina è apparso sulla sua pagina Facebook con un videomessaggio per annunciare il contagio. È stata la prima lezione: non ha nascosto nulla, non ha negato, si è comportato da persona leale con i suoi elettori ai quali deve chiarezza. L’ha detto con semplicità. «Dunque è arrivato– ha spiegato Zingaretti- anche io ho il coronavirus. Ovviamente mi attengo, e sarò seguito, in base ai protocolli previsti per tutti. Sto bene e quindi è stato scelto l’isolamento domiciliare. Continuerò da casa a seguire quello che potrò seguire tranquillamente e la mia famiglia anche sta seguendo i protocolli». 

Ancora una volta ha dato una lezione. A tutti quelli che adorano gli uomini soli al comando ha dimostrato quanto sia utile invece essere un team. Il capo è confinato in casa: «Ho informato il vicepresidente della giunta regionale Daniele Leodori per mandare avanti i lavori e il vice segretario del Pd Andrea Orlando che con gli organismi in carica seguirà tutte le attività politiche».

Un’altra l’ha data a quelli che non rispettano mai le regole, che con la loro superficialità stanno contribuendo alla diffusione sempre più veloce del virus. «Ho sempre detto ‘niente panico, combattiamo‘ e ora darò il buon esempio seguendo alla lettera le disposizioni dei medici e della scienza. Combatto, come è giusto fare in questo momento».

Protocollo per tutti

Giovanni Toti

L’annuncio ha fatto scattare i controlli. Su mezzo mondo politico che negli ultimi giorni ha avuto contatti ravvicinati con il Governatore – Segretario. Sui Governatori delle altre Regioni incontrati a Palazzo Chigi prima dell’annuncio dello stop alle lezioni. Su Bruno Vespa con il quale è stato in trasmissione a Porta a Porta. Sullo staff ed i collaboratori più stretti.

Il primo a sottoporsi ai test è stato il governatore della Liguria Giovanni Toti (Cambiamo) che era seduto accanto a Zingaretti durante il vertice sul coronavirus a Roma. «Ho contattato – ha raccontato Toti – la task force di Alisa che ha deciso di farmi un tampone, visto il mio ruolo all’interno della cabina di controllo dell’emergenza». La prudenza ha funzionato: la stanza della riunione a Palazzo Chigi rispondeva a tutte norme di prudenza dettate in questi giorni: disposizione delle sedie, distanza tra i presenti, numero massimo degli ammessi, nessuna stretta di mano. E infatti «il tampone è risultato negativo e io mi sento assolutamente bene».

È in isolamento volontario invece il governatore della Sicilia Nello Musumeci: anche lui era seduto vicino a Zingaretti nella riunione a palazzo Chigi.

In isolamento volontario anche il governatore dell’Abruzzo Marco Marsilio (Fratelli d’Italia). È stato a contatto ravvicinato con Zingaretti martedì pomeriggio per la firma del protocollo d’intesa sulla velocizzazione della ferrovia Roma-Pescara. Marsilio non presenta sintomi ed al momento gode di ottima salute: i sanitari gli hanno consigliato di rimanere in isolamento domiciliare volontario, monitorando la temperatura corporea due volte al giorno, per alcuni giorni, prima di effettuare un tampone. 

E pure il sindaco di Firenze Dario Nardella si è confinato in casa. «Non ho sintomi e sto bene – assicura – ma visto che ho incontrato di recente Nicola Zingaretti per precauzione resto anche io a casa due settimane. Lavoro da qui».

Staff in telelavoro

Mauro Buschini e Nicola Zingaretti

Già da alcuni giorni la presidenza della Regione Lazio per precauzione aveva ridotto al minimo le presenze negli uffici. Al personale che vive fuori Roma è stato detto di lavorare da casa, evitando così gli spostamenti ed i luoghi affollati come treni e metropolitane. In queste ore tutti sono stati chiamati e informati: nel caso dovessero mostrare sintomi verranno sottoposti al test.

“Sanificati” tutti i luoghi in cui la presenza di Nicola Zingaretti è stata più assidua. A partire dal suo ufficio nella sede della Regione sulla Cristoforo Colombo a Roma ed agli uffici del Nazareno.

Molti, a titolo precauzionale hanno scelto l’autoisolamento. L’ha fatto il “vice” del segretario, Andrea Orlando: “pur non presentando al momento alcuna sintomatologia, ho deciso di seguire il consiglio dei sanitari di stare in isolamento fiduciario domiciliare“.

A casa anche la vicepresidente del Pd e vice ministro dell’Istruzione, Anna Ascani. È in isolamento fiduciario domiciliare per 14 giorni. «Sto bene – assicura la dirigente di Partito, che l’altro giorno ha incontrato Zingaretti per 20 minuti – Anche io seguirò alla lettera il protocollo sanitario. Ho contattato subito i numeri dedicati e, benché io non manifesti nessun sintomo, mi è stato suggerito l’isolamento. Nessuno che sia entrato in contatto con me rischia alcunché».

Visita e tampone per il presidente del Consiglio regionale Mauro Buschini. Verifica della temperatura due volte al giorno per il segretario dei Giovani Democratici del Lazio Luca Fantini.

A casa monitorata per precauzione un paio di giorni anche la sindaca di Empoli Brenda Barnini, responsabile welfare della segreteria nazionale del Pd. Ha partecipato ad un vertice con Zingaretti. «La distanza a cui ci siamo trovati era ben superiore a quella di sicurezza e non ho nessun sintomo, pertanto l’unica cosa che devo fare e che farò sarà quella di rimanere per qualche giorno a casa per precauzione».

Porta aperta con Vespa

Nicola Zingaretti Foto © Sara Minelli / Imagoeconomica

In settimana Nicola Zingaretti giovedì era stato negli studi di Porta a Porta, ospite di Bruno Vespa. Il giornalista titolare della terza Camera italiana non è preoccupato. Racconta Bruno Vespa a Dagospia di essere stato «l’unico ad aver contattato Zingaretti scrivendogli ‘in bocca al lupo’ invece di terrorizzarsi. Posso dire che il suo portavoce mi ha chiamato per dirmi che vanno monitorate solo le persone che nelle ultime 48 ore sono state a 30 centimetri da lui per almeno mezz’ora..

Messaggi incrociati

Per tutto il giorno a Nicola Zingaretti sono arrivati messaggi di incoraggiamento e vicinanza. Da tutto il mondo politico, senza distinzione di schieramento. Tra i primi a commentare Matteo Renzi che ha scritto su Twitter “Siamo tutti con te!“. Invece la sindaca di Roma Virginia Raggi ha sottolineato che «In questa fase delicata, la sinergia istituzionale con la Regione Lazio è assoluta. Fare squadra è fondamentale».

Con una buona dose di ironia, Pier Ferdinando Casini invece ha scritto “Nicola, sei indistruttibile. Quasi come la vecchia DC!“.

Ci sarà tempo per confrontarci sempre nel rispetto umano e politico” gli hanno scritto i vertici regionali della Lega Francesco Zicchieri e Claudio Durigon. Con loro hanno sottoscritto la nota i consiglieri regionali del Carroccio Orlando Tripodi, Pasquale Ciacciarelli, Daniele Giannini, Laura Cartaginese.

I soliti leoni da tastiera ne hanno approfittato per insultare, così come era accaduto l’altro giorno anche a Matteo Salvini quando si è saputo che uno degli agenti della sua vigilanza è stato contagiato dal virus.

Attività ridotta

L’Aula della Regione Lazio

Il Consiglio Regionale del Lazio ha rinviato la seduta programmata per lunedì. Ridotte all’osso anche le attività delle Commissioni.

Camera e Senato hanno varato una serie di disposizioni stringenti:
termo scanner per la rilevazione della temperatura agli ingressi, stop alle visite guidate, porte chiuse per gli esterni e soprattutto riduzione dell’attività parlamentare.

La Camera si riunirà un’unica giornata a settimana, il mercoledì per esaminare, in Aula e Commissioni, solo i provvedimenti urgenti. Allo stesso tempo anche il Senato ha attuato una stretta sui lavori. 

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