Nessuno tocchi Pasquale. E nemmeno Valente. Ma…

Il vertice di giovedì pomeriggio della Lega a Pontecorvo. Non si toccherà il coordinatore di Cassino, Valente. Ma verrà affiancato da un Direttivo. Che aprirà alle sensibilità vicine. Gerardi difende Ciacciarelli. La posizione di Abbruzzese. E la versione apocrifa. Che per larghi tratti coincide.

Alla fine ha vinto lei. Francesca Gerardi ieri sera ha portato a casa i tre obiettivi che aveva deciso di centrare: spianare le polemiche della base sull’ingresso di Pasquale Ciacciarelli nella Lega, ridisegnare la guida del Carroccio a Cassino, buttare giù gli steccati che rischiavano di trasformare il Partito in una sorta di città proibita.

Il vertice a Pontecorvo

da sinistra: Claudio Fazzone, Gianfranco Rufa, Francesca Gerardi, Francesco Zicchieri e Massimo Ruspandini

Quella riunita a Pontecorvo giovedì pomeriggio è stata una Direzione Provinciale divisa in due tempi. La prima fase ha visto un confronto franco e diretto tra la coordinatrice provinciale ed i quadri di Cassino.

A loro l’onorevole Francesca Gerardi ha detto che così a Cassino non va e che quel tipo di gestione poteva essere valido nei vecchi Partiti fino ad una decina di anni fa. Manca l’azione politica, manca il coinvolgimento, manca l’attivismo.

Nessuna accusa, nessun capro espiatorio. Il coordinatore cittadino Gianni Valente non è sotto processo. Anzi. È proprio la coordinatrice provinciale ad offrire una chiave di lettura. Dicendo: “Cassino è una città grande, complessa, piena di sfaccettature. È impossibile per una persona sola riuscire a tenere tutto sotto controllo”. E allora?

La soluzione è la creazione di una Direzione politica cittadina. Nominando un vice coordinatore cittadino. Il nome è quello di Paola Carnevale: la commercialista che era stata individuata come candidato sindaco di Cassino e per alcune ore lo è stata. Ma non avrebbe aggregato tutta un’area dei fedelissimi di Mario Abbruzzese. Così, per consentire di allargare la coalizione, senza fare polemiche aveva deciso di compiere un passo di lato. Non è bastato a far vincere le elezioni comunali al centrodestra. Ma quel gesto di responsabilità è stato apprezzato. E ora Francesca Gerardi propone che la dottoressa Carnevale diventi vice coordinatore cittadino di Cassino.

Aprire il Partito

Francesca Gerardi

Non basta. Il resto è stato spiegato nella seconda fase della Direzione, quella aperta a tutti i dirigenti del Cassinate. Francesca Gerardi ha detto che la Lega deve aprirsi, allargarsi a quel mondo che le è idealmente vicino ma che non intende salire sul Carroccio.

Ha fatto espressamente il nome di Carmine Di Mambro, il primo dei consiglieri non eletti nella lista di Mario Abbruzzese. Il quale aveva detto che si sarebbe dimesso dal Consiglio Comunale di Cassino per lasciargli il seggio. Promessa non più mantenuta, sostenendo che gli elettori avevano chiesto ad Abbruzzese di rimanere.

Non dobbiamo nasconderci che ci sono più sensibilità al nostro interno. E ce ne sono altre anche intorno a noi” ha spiegato Francesca Gerardi. “Dobbiamo aprirci a quelle sensibilità”.

Il motivo è evidente: Forza Italia è in dissoluzione, ci sono carovane di elettori e di amministratori che hanno l’imbarazzo della scelta tra Fratelli d’Italia e Lega; altri restano in paziente attesa che nasca un nuovo soggetto di destra moderata. Francesca Gerardi vuole intercettare quanti più elettori sia possibile. Evitando che vadano a rinforzare le fila degli alleati. Acquisendo un ruolo predominante nello schieramento.

Nessuno tocchi Pasquale

Mario Abbruzzese e Pasquale Ciacciarelli

Il tema più spinoso è stato l’ingresso di Pasquale Ciacciarelli nella Lega. Il consigliere regionale è stato uno storico esponente di Forza Italia, bandiera della componente che fa riferimento a Mario Abbruzzese. È stato coordinatore provinciale del Partito di Silvio Berlusconi. Poi è uscito per aderire al progetto fallimentare di Giovanni Toti. E infine è approdato alla Lega.

Un’adesione che ha fatto torcere l’intestino a più di qualche purista. Che durante la direzione ha detto in modo appassionato “A noi non sta bene che si scavalchino le persone che stanno qui dall’inizio”.

Francesca Gerardi ha ascoltato tutti. E alla fine ha detto, pragmatica: “Due anni fa la provincia di Frosinone non ha eletto il consigliere regionale per appena 200 voti. C’è altro da aggiungere? Si, c’è: ho il massimo rispetto per il nostro Angelo Tripodi che è in Regione ma è della provincia di Latina e non può comprendere fino in fondo le esigenze dei nostri territori. Quindi la prossima volta voglio che almeno un consigliere regionale del Lazio venga eletto dalla Lega di Frosinone. E per farlo occorrono quei voti che la volta scorsa non abbiamo avuto”.

A quelli che contestavano la provenienza di Pasquale Ciacciarelli: “La sua ammissione nella Lega è un’opportunità. Per lui e per noi. Noi ora abbiamo un interlocutore che ci rappresenta in Regione Lazio e che deve portare le nostre istanze in Regione. E lui ci deve portare le risposte. Per lui è un’opportunità perché se lavora bene ha la possibilità di essere ricandidato”.

Il ruolo di Abbruzzese

Elaborazione: © ICHNUSAPAPERS

C’è chi allora ha chiesto chiarezza sul ruolo di Mario Abbruzzese. Hanno chiesto di sapere se è parte del progetto, se entrerà nella Lega.

La risposta è stata che l‘ex presidente del Consiglio Regionale del Lazio non c’entra nulla, non fa parte del progetto e non è organico alla Lega. Milita in Cambiamo di Giovanni Toti: quindi non condiziona le decisioni del Partito né contribuisce a decidere la rotta politica.

Su questo punto esiste anche una seconda versione. Apocrifa. Secondo la quale invece Mario Abbruzzese è dentro la Lega de facto ma non de scripto. In pratica: c’è lui dietro alla macchina organizzativa che si muove alle spalle di Pasquale Ciacciarelli, è stato lui ad organizzare il recall di tutta l’agenda degli amministratori di Forza Italia per invitarli a valutare la possibilità di aderire alla Lega. È lui a muoversi nell’ombra. Ma senza apparire ufficialmente.

La versione apocrifa sostiene che durante la cena di venerdì sera alla Taverna di Cupido a Piedimonte San Germano (leggi qui Dalla cena leghista alla chat di maggioranza) era stato assicurato il cambio del coordinatore di Cassino. Con una quota rosa. Appreso il nome, Mario Abbruzzese in persona avrebbe proposto una designazione meno dirompente: l’ex vice coordinatore cittadino di Forza Italia Laura Viola, nota per il suo impegno nella lotta per i diritti delle donne e contro le violenze di genere.

Nei giorni successivi la questione sarebbe stata rappresentata al dominus della Lega nel Lazio, Claudio Durigon. Che avrebbe ‘consigliato’ di non rimuovere Enzo Valente ma affiancargli un direttivo. E solo dopo avere visto all’opera i nuovi dirigenti cittadini riprire eventualmente la discussione su un possibile avvicendamento.

Versioni coincidenti

Claudio Durigon. Foto © Livio Anticoli / Imagoeconomica

La versione ufficiosa e quella apocrifa sono sovrapponibili. Come spesso accade in politica. È chiaro che nella Lega esistono al momento in provincia di Frosinone almeno tre sensibilità: quella che fa riferimento al coordinatore regionale Francesco Zicchieri ed al coordinatore provinciale Francesca Gerardi. C’è quella ugiellina che si relaziona direttamente con l’ex sottosegretario Claudio Durigon: non è in contrapposizione alla prima ma cambiano i referenti e le sfumature sono diverse.

C’è poi quella che fa riferimento a Pasquale Ciacciarelli ed a Mario Abbruzzese: che seppure non facendo parte organicamente della Lega è comunque colui che ha de facto il controllo della macchina organizzativa che si muove alle spalle del consigliere regionale. È strategica perché rappresenta quel valore aggiunto indispensabile alla Lega: lo hanno dimostrato i numeri delle scorse elezioni comunali a Cassino, raffrontati con quelli delle Europee avvenute nello stesso giorno: una cosa è la Lega di Matteo Salvini ed una cosa diversa è la Lega sui territori della provincia di Frosinone.

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