Lega-FdI da una parte, Pd-5S dall’altra. Assi o polveriere?

A livello nazionale si sta delineando nuovamente un’impostazione maggioritaria. Ma è nei territori che si costruiscono le alleanze, dalla base. In Ciociaria la competizione tra Ruspandini e Ottaviani è ai massimi livelli, mentre tra Democrat e pentastellati c’è solo un silenzio cosmico.

L’idea è quella di accantonare il sistema elettorale proporzionale e lasciare il Rosatellum, che ha una notevole impronta maggioritaria. Nicola Zingaretti, presidente della Regione Lazio ed ex segretario Democrat, ha detto che il suo Partito si sta organizzando per tornare ad un sistema di alternanza e di “alternativa”. Tra centrosinistra e centrodestra. Anche con 345 seggi parlamentari in meno.

Vuol dire da una parte il centrodestra, con Lega, Fratelli d’Italia, Forza Italia e Cambiamo. Dall’altra Pd, Azione, Verdi Europei, Psi, Articolo 1, altre formazioni di sinistra, Demos, Sardine. Ma soprattutto Movimento Cinque Stelle. Per quanto riguarda Italia Viva di Matteo Renzi, bisognerà valutare molte cose.

Assi di ferro o polveriere

Matteo Salvini e Giorgia Meloni

Però lo schema è già chiaro: Lega-Fratelli d’Italia da una parte, Pd-Cinque Stelle dall’altra. Il fatto è che però questi assi di ferro potrebbero anche trasformarsi in spaccature clamorose. Sono cioè alleanze fragili.

A destra la competizione tra Matteo Salvini (che ieri è andato in Ungheria da Orban per disegnare il nuovo Rinascimento europeo, a destra) e Giorgia Meloni è ormai enorme. Pd e Cinque Stelle finora hanno fallito tutti gli appuntamenti elettorali dove si sono presentati insieme. Inoltre, se Enrico Letta dovrà misurarsi con le solite e agguerrite “correnti” interne, Giuseppe Conte dovrà destreggiarsi in un vero e proprio pantano pentastellato.

Ma è sui territori che queste alleanze non funzionano. Prendiamo la provincia di Frosinone. Non c’è un solo Comune dove Pd e Cinque Stelle hanno provato a mettere insieme un progetto politico oppure elettorale.

Ilaria Fontana, Enrica Segneri e Luca Frusone non hanno alcun rapporto con Luca Fantini, Mauro Buschini, Antonio Pompeo o Sara Battisti. C’è stato uno sporadico faccia a faccia tra Francesco De Angelis, Luca Frusone ed Enrica Segneri. Senza seguito però. Le alleanze si costruiscono dal basso. E in Ciociaria non c’è nulla, almeno finora.

Nessuna visione comune

Nicola Ottaviani e Massimo Ruspandini

Nel centrodestra Nicola Ottaviani e Massimo Ruspandini puntano entrambi alla leadership nella coalizione. E tra Lega e Fratelli d’Italia è anche giusto così, visti i numeri delle rispettive adesioni e delle recenti tornate amministrative.

Non esiste neppure in questo caso un progetto comune, una visione di società corrispondente. La virata al centro della Lega di Ottaviani è all’antitesi della destra sociale di Ruspandini.

Il maggioritario non si improvvisa in campagna elettorale.

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