Lega, rivoluzione in arrivo (di C. Trento)

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Durigon e Zicchieri analizzano la situazione della Lega in provincia. Possibile il commissariamento della Federazione. Ma Palombo potrebbe dimettersi prima. Ottaviani sostiene Salvini sui conti di Roma

Corrado Trento

Ciociaria Editoriale Oggi

In politica la prospettiva è completamente diversa. E solitamente dove c’è fumo, poi si trova anche l’arrosto. Sul punto i “boatos” sono concordanti: potrebbe scattare in tempi rapidi il commissariamento del coordinamento provinciale della Lega. Anche se Carmelo Palombo sta valutando di giocare d’anticipo, presentando lui le dimissioni. Dopo che i vertici del partito hanno sconfessato la sua linea politica per quanto riguarda le comunali di Cassino. (leggi qui Mario pronto al si. E pure Sebastianelli. Via Lega e Tedesco. Il Pd c’è ma Sarah no).

Cedrone commissario?

Naturalmente il sottosegretario Claudio Durigon e il deputato e coordinatore regionale Francesco Zicchieri stanno analizzando la situazione e i prossimi passi da effettuare con grande attenzione. Ma il dado è tratto. D’altronde la nomina dell’onorevole Francesca Gerardi commissario cittadino del Partito a Cassino reca in calce proprio la firma di Francesco Zicchieri. E non certamente per caso.

Resta da vedere chi eventualmente sarà indicato come commissario. Tra le indiscrezioni circola quella del capogruppo al Comune di Frosinone Enrico Cedrone. Il quale, se dovesse successivamente dimettersi da consigliere comunale, consentirebbe l’ingresso in aula di Domenico Fagiolo, coordinatore cittadino del Carroccio. Al momento però si tratta di ipotesi.

No al Salva Roma

Intanto, sempre per rimanere nel capoluogo, si registra la netta presa di posizione del sindaco Nicola Ottaviani, che fa capire di essere un esponente ed un amministratore della Lega. Anche perché la nota arriva su carta intestata di Movimento Italia. Il messaggio è evidente: non esiste alcuna contrapposizione e non esistono correnti di sorta.

Scrive Ottaviani: «La presa di posizione del ministro dell’Interno, Matteo Salvini, sulla vicenda del decreto “Salva Roma”, appare il frutto di una ponderata riflessione sullo stato di salute dei conti pubblici dei Comuni italiani, in modo particolare di quei circa 600 Comuni che, attualmente, sono sottoposti a procedure di ripianamento finanziario, come il Comune di Frosinone o, addirittura, a vere e proprie procedure di dissesto».

«A differenza di quanto sostiene la Raggi, infatti, Salvini non ha negato alla Città Eterna la possibilità di rimodulare il debito che, oggi, ammonta ad oltre 12 miliardi di euro, ma ha chiarito, una volta per tutte, che non possono esistere cittadini di serie A, come quelli della Capitale, e cittadini di serie B, come quelli di Alessandria, Napoli, Catania o anche Frosinone, dove per chiudere i bilanci, malgrado la cancellazione di tutte le spese superflue, oggi si è costretti a tirare la cinghia più del dovuto, sacrificando, anche, il concetto di Stato sociale».

Aggiunge: «Senza considerare che, poi, se i soldi per amministrare Roma vengono presi non dalla tassazione dei residenti nella Capitale, ma dalla tassazione generale del Paese, allora tutti gli italiani hanno il sacrosanto diritto di veder amministrate con oculatezza e con efficacia le risorse sottratte anche alle loro famiglie».

Il caso Provinciali

Tornando invece alla dimensione provinciale della Lega, sul tavolo della discussione ci sono anche altri punti. A cominciare dalle Provinciali, dove i candidati nella lista sono stati 9 invece dei 12 possibili. Nonostante siano stati molti gli amministratori passati nel Carroccio in questo ultimo anno.

Un elemento che non è passato inosservato.

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