«L’emendamento Scalia? Taglia i risarcimenti agli assicurati»

Non ci stanno. La versione di Scalia non li convince. Alla storia della legge che renderebbe più snelli i risarcimenti delle assicurazioni grazie alle correzioni proposte dal senatore di Ferentino, loro non ci credono. Gli avvocati Angelo Massimo Perrini e Marco Montozzi preferiscono pensare che quell’emendamento sia piuttosto un colossale regalo alle Compagnie (leggi qui il precedente). E soprattutto non ci stanno a lasciar passare Francesco Scalia per un martire politico al quale qualcuno starebbe tentando di forzare la mano per difendere la lobby degli avvocati (leggi qui il precedente)

I due avvocati sono, rispettivamente, il coordinatore nazionale ed il segretario nazionale della Commissione Responsabilità Civile Oua. Puntano il dito contro i senatori Luigi Marino (Partito Democratico) e Salvatore Tomaselli (Area Popolare), i due relatori che stanno portando avanti il disegno di legge sulla ‘Concorrenza’: i due parlamentari scesi in campo a difendere Francesco Scalia quando era finito al centro delle critiche per i suoi emendamenti. Per l’Oua le loro dichiarazioni sono «semplicemente irricevibili oltre che inammissibili nel merito e nel metodo».

Perché inammissibili? «Perché è inammissibile che i relatori scendano in campo, abbandonando financo l’apparenza di terzietà che dovrebbe contraddistinguere il delicato ruolo loro assegnato. Ben altro spessore e considerazione del ruolo istituzionale aveva dimostrato il relatore alla Camera, l’onorevole Silvia Fregolent e anche il Presidente della X Commissione, il senatore Mucchetti, che si è ben guardato dall’intervenire nella poco commendevole vicenda delle norme filo assicurative, ed ha rilasciato invece dichiarazioni di ben altro, e alto, livello sul ruolo dell’avvocatura».

Scalia sostiene che le modifiche da lui proposte vanno in direzione della semplificazione, perché portano più certezze e rendono meno necessario il ricorso ai contenziosi. I due avvocati dicono invece che queste norme faranno lievitare il contenzioso. In particolare le due modifiche apportate in Senato alla X Commissione, «modifiche che riproducono anche letteralmente le richieste assicurative».

La prima è «la stravagante norma sui testimoni, priva di disposizioni attuative e in evidente contrasto col Codice di Procedura Civile. La norma crea una “trappola” per i danneggiati che, privi di informazioni specifiche e di assistenza tecnica, in sede di denuncia di sinistro fatta magari telefonicamente o davanti a personale amministrativo di agenzia, non provvedano a indicare “eventuali testimoni sul luogo di accadimento dell’incidente” col risultato di decadere in sede processuale». Insomma: i testimoni o li indichi subito oppure non puoi indicarli più.

Quanto poi all’emendamento Scalia che ha provocato la risentita discesa in campo dei relatori, cioè la norma che porterebbe all’eliminazione del risarcimento del danno morale nei macro danni, per i due avvocati «il testo dell’emendamento è chiarissimo come indiscutibile sarebbe il risultato della sua approvazione: pagare meno i danneggiati riducendo di un terzo i risarcimenti. Cosa che non ha ovviamente alcuna attinenza con la certezza del diritto e con la riduzione del contenzioso».

Una posizione di fronte alla quale Perrini e Montozzi dicono «almeno si abbia il coraggio politico di dire che si vogliono tagliare i risarcimenti e non ci si nasconda dietro inconsistenti e populistiche giustificazioni».

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