L’endorsement di Baccarini e la volata delle firme

La raccolta delle firme per presentare le candidature a Presidente della Provincia. L'endorsement di Alioska Baccarini: un manifesto per Riccardo Mastrangeli. La disponibilità di Sacco "Ma solo se si vuole cambiare il territorio”. Salera e Pompeo verso la Direzione con un documento 'aperto'

Non sarà una corsa a tre, non ci saranno candidature lanciate solo per il gusto di concorrere. Nessuno vuole perdere le prossime elezioni Provinciali di Frosinone. I cartelli nei quali si stanno aggregando i grandi elettori, se dovessero registrare un numero insufficiente di adesioni ritireranno il loro candidato e convergeranno su uno degli altri. È per questo che da oggi è cominciata la verifica concreta dei sostegni e delle firme.

Il sindaco di Fiuggi Alioska Baccarini ha lanciato la volata alla candidatura del sindaco di Frosinone Riccardo Mastrangeli. Lo ha fatto con un personale endorsement, una sorta di invito per tutti gli amministratori ancora indecisi. Il sindaco di Roccasecca Giuseppe Sacco invece ha preso atto del documento con il quale ieri pomeriggio dodici Comuni gli hanno chiesto di scendere in campo; in giornata ha detto di essere «disponibile alla candidatura, ma solo se si vuole scrivere una storia diversa per il territorio ciociaro». A Cassino e Ferentino i sindaci Enzo Salera e Antonio Pompeo hanno iniziato la raccolta di adesioni su un manifesto da portare domenica in Direzione Provinciale Pd; reclamano una candidatura progressista: c’è chi giura che a Sora il sindaco Luca Di Stefano stia facendo stirare le camicie. Con certezza non sosterranno Sacco: Salera lo ha ribadito in mattinata.

E con altrettanta certezza, sia Giuseppe Sacco che Luca Di Stefano scenderanno in campo solo se ci sarà la concreta possibilità di competere. Non sono disposti a fare battaglie di testimonianza.

L’endorsement della salute

Il sindaco di Fiuggi Alioska Baccarini © Valerio Portelli / Imagoeconomica

La mossa politica del giorno è quella compiuta da Alioska Baccarini, sindaco civico di Fiuggi. Ma dalle solide radici politiche nel centrodestra. Verso l’ora di pranzo legge le dichiarazioni di Enzo Salera e le indiscrezioni su Luca Di Stefano. Decide che è arrivato il momento di rompere gli indugi.

Lancia un appello per l’unità del centrodestra. Ricorda a tutti i sindaci di Fratelli d’Italia, Lega e Forza Italia che ci sono i numeri per eleggere il primo Presidente della Provincia proveniente dal loro schieramento. Non è mai accaduto dalla riforma Delrio. «L’unità è un valore fondamentale in politica perché – dice Alioska Baccarini – vuol dire mettere da parte gli egoismi personali in favore del bene collettivo. È quello che mi auguro avvenga anche questa volta nelle Provinciali».

La sua è soprattutto un’apertura amministrativa. «Dobbiamo superare la vecchia visione dell’ente Provincia. Con la riforma Delrio non è più un luogo appannaggio della politica. È stato affidato all’esperienza ed alle cure dei sindaci. È in questa ottica che dobbiamo ragionare».

Analizza il quadro e dice «c’è una grande frammentazione in questa tornata. Va al di là degli schieramenti. È per questo che ritengo Riccardo Mastrangeli il giusto punto di sintesi, ideale candidato per tutti. Perché lui per primo non si è proposto come soluzione politica ma come soluzione istituzionale, senza rinnegare la sua matrice culturale». Ricorda che nei principali capoluoghi italiani il sindaco è anche presidente della Provincia: su tutti Roma, dove il sindaco è anche presidente della Città Metropolitana.

Sacco a disponibilità limitata

Giuseppe Sacco

Dal Sud, il sindaco di Roccasecca Giuseppe Sacco rompe il silenzio dopo il documento dei 12 sindaci che ieri gli hanno chiesto di candidarsi. «Non mi sono mai defilato difronte alle sfide importanti. Soprattutto quando hanno riguardato il mio territorio, il suo futuro, le sue prospettive di crescita e di sviluppo. Perciò rispondo presente all’invito che mi stanno rivolgendo tanti colleghi sindaci e amministratori per essere della partita nelle elezioni per la presidenza della Provincia di Frosinone».

Niente bandiere, niente etichette. «Sono un civico e resto civico e lo dimostra la proposta che parte in modo trasversale». A lanciare la sua candidatura sono stati 7 sindaci civici e progressisti con altri 5 sindaci civici e conservatori. Per questo respinge al mittente la parole del sindaco di Cassino: non vuole che si usi la parola inciucio. «L’inciucio lo lascio ad altri. La mia disponibilità è alla luce del sole, come sempre. Esiste il civismo da cui provengo ed esiste la società civile, le cui esigenze e le cui istanze, spesso, vengono meglio interpretate e rappresentate rispetto a quello che fanno e che dicono partiti e correnti di Partito».

«Se questi vogliono essere i presupposti e se davvero si vuole scrivere una narrazione diversa rispetto al ruolo che riveste un ente importante come la Provincia, raccolgo l’invito. Anzi, faccio mio l’appello e lo estendo a tutti coloro che hanno davvero voglia di scrivere una storia diversa per la provincia di Frosinone».

Salera e Pompeo a carte coperte

Antonio Pompeo

In mattinata il sindaco di Cassino Enzo Salera ha ribadito il suo No alla candidatura di Giuseppe Sacco. Da alcune ore circola un documento: è il manifesto nato dalla riunione tenuta martedì al Teatro Manzoni.

Chiedono « un percorso chiaro e lineare in vista delle elezioni del presidente della Provincia. (…) di individuare una candidatura che esprima un chiaro profilo progressista. La presidenza della Provincia deve essere un luogo di sintesi che abbia a mente lo sviluppo complessivo del territorio. (…) Questa impostazione la riteniamo imprescindibile per proseguire in una buona pratica amministrativa, necessaria al raggiungimento del benessere dei nostri cittadini».

E il nome? Chi è il candidato? Al momento non c’è. È in pectore. Verrà messo sul tavolo durante la Direzione Provinciale Pd di domenica. Tutto dipenderà dalle firme che raccoglierà il manifesto. Le indiscrezioni danno come profilo finale quello del sindaco di Sora Luca Di Stefano: civico ma di matrice progressista.

Ma anche lui, come Giuseppe Sacco, è pronto a scendere in campo solo se ci sono le condizioni per cambiare il territorio. Cioè essere eletto.

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