Leodori, D’Amato, Astorre: la terna per la successione

Mancano tre anni al termine del mandato di Zingaretti da presidente della Regione. Ma nel 2023 si voterà anche per le politiche e Zinga ha messo nel mirino Palazzo Chigi. Inoltre con i Cinque Stelle della Lombardi il dialogo non decolla mai. E allora…

Chissà come sarebbero andate le elezioni Regionali e Comunali con questo andamento della curva dei contagi. Chissà se Luca Zaia (Veneto) e Vincenzo De Luca (Campania) avrebbero vinto con le stesse percentuali bulgare per esempio. Questo per dire di come la pandemia ormai stia condizionando tutto, perfino la politica.

Nella Regione Lazio, Nicola Zingaretti ha chiarito definitivamente che si arriverà a scadenza naturale. Quindi si andrà al voto nella primavera del 2023. (Leggi qui La lunga marcia di Nicola: «Governatore fino al 2023»).

Trittico con le carte in regola

Daniele Leodori Foto © Carlo Lannutti / Imagoeconomica

Però c’è chi sta pensando alla successione. Nel Partito Democratico sono tre quelli più accreditati: il vicepresidente Daniele Leodori, l’assessore alla sanità Alessio D’Amato e il senatore e segretario regionale Bruno Astorre.

Tutti e tre con le carte in regola per concorrere, vincere e governare, tutti e tre con l’ambizione di poterci provare fino in fondo. Indipendentemente da quello che succederà nell’evoluzione dei rapporti tra Pd e Cinque Stelle. Zingaretti prova da due anni a cercare di far decollare l’intesa sistematica e ad ogni livello con i pentastellati. Non c’è riuscito finora. Neppure a livello locale, dove le aperture del capogruppo dei grilli Roberta Lombardi alternano tra incontenibili entusiasmi e cali di concentrazione.

Fedelissimi e parvenu

ALESSIO D’AMATO. FOTO © CARLO LANNUTTI / IMAGOECONOMICA

Tre anni sono tanti per cercare di individuare da subito un candidato, ma Leodori, D’Amato e Astorre sono nomi pesantissimi e con le spalle larghe.

Alla “rosa” potrebbe aggiungersi David Sassoli, se non concorrerà da sindaco di Roma. Ma già si sta prefigurando un doppio schieramento: da un lato chi ha fatto parte dall’inizio della squadra di Zingaretti (Leodori, D’Amato), dall’altro possibili outsider.

BRUNO ASTORRE

Il fatto che manchi tempo non deve far credere che non si sia cominciato a ragionare seriamente sul punto. Anche perché nel 2023 si arriverà dopo aver eletto il presidente della Repubblica e contemporaneamente alle politiche.

Con Nicola Zingaretti che potrebbe concorrere da candidato premier. E’ questo il motivo per il quale la corsa è già iniziata.

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