Il sindaco legge l’intervista di Leone e finisce in ospedale con le coliche (di M. Molisani)

Il sindaco legge l'intervista rilasciata dal vice che aveva nominato per sostituirlo solo nella sua settimana di ferie. "Resoconto di sette giorni in municipio". Carlone viene colto dalle coliche e finisce in ospedale. Ed il suo vice è 'costretto' a prorogare le funzioni e l'uso della fascia

Mario Molisani

L'ombra nei palazzi del potere

Si è conclusa la prima “settimana da Dio” del vicesindaco Benedetto Social et poi Labora Leone: sette giorni con le mansioni da vice per sostituire il sindaco titolare Carlo Magno pure in vacanza D’Alessandro. (leggi qui Benedetto Leone vicesindaco balneare (Conte della Selvotta))

Un evento straordinario. Da ricordare negli annali della storia politica di Cassino. Tanto da essere celebrato dall’ex fac totum Abbaziale con un intervista al quotidiano Ciociaria Oggi.

Ma cosa avrà fatto mai di tanto importante il buon Leone in queste sette giorni?

Presidio in Comune, sopralluoghi nel cantiere di piazza XV Febbraio, processioni e rappresentanza tra il sacro e profano. In sostanza nulla di particolare a parte l’accordo con chi scrive di dare un immagine di se che va al di sopra addirittura del povero Sindaco, Carlo Magno pure in ferie D’Alessandro di cui Leone appare come lo spin doctor, tutore e braccio destro.

Una versione che ha lasciato sulla bocca dei detrattori più di qualche sorriso.

TI HANNO FREGATO…. È VERO

Nella romantica e appassionata intervista Leone non nasconde di avere incrociato il palpito del Destino. E consegna agli aedi queste sue memorie: «Mio padre, appena gli comunicai la delega ai Servizi Sociali, mi disse: ti hanno fregato. A due anni di distanza, devo dire grazie ai Servizi Sociali. Ho conosciuto meglio la mia città, e sono cresciuto come uomo. C’è un patrimonio umano in questa città di inestimabile valore».

Ora, si apprezzano le spiccate doti drammaturgiche di Leone, ma le cose non sono andate così.

Il “ti hanno fregato” del saggio Leone Senior erano rivolte al fatto che Mario già all’epoca (M)ente Locale Abbruzzese aveva promesso la carica di vicesindaco al buon Benedetto. In effetti se l’era anche guadagnata dopo il grande lavoro svolto in campagna elettorale. Ma come al solito M.A. cambiò le carte in tavola affidando l’incarico alla Lega e quindi a Carmelo celhosempreduro Palombo. Fregando, appunto, il giovane Leone.

Piccola parentesi, da quel momento in poi Carlo Magno per la disperazione D’Alessandro, non e stato più Sindaco. L’aver affidato a M.A. le trattative con i Partiti lo ha deligittimato nei confronti dei rappresentanti sia esterni che interni al consiglio comunale.

La prova di tutto ciò è stata la mancata elezione di Abbruzzese alla Camera dei Deputati. il fu Commander ha sempre ammesso che “se non fossimo stati al governo di Cassino avrei vinto a mani basse“.

Tornando a Leone. «Io con Mario Abbruzzese non voglio più averci a che fare», sacramentava Benedetto Social ed poi Labora Leone lungo i corridori del Comune, paonazzo per la rabbia dopo aver scoperto che a lui toccavano solo i Servizi Sociali. Ma poi come sempre nella politica cassinate ha prevalso Lo “scurdammuce o Passat (anche prossimo), simme e Napulé paisà“.

 

IL ROSPO

Dopo aver visto Leone in fascia e sorridente nella foto che accompagna oltre mezza pagina di intervista, molti si sono chiesti quale sia stata la faccia di CMD’A davanti alla pagina di Ciociaria Oggi che raccontava le gesta della settimana da Dio appena passata dal suo vice sindaco pro tempore.

Si dice che il Buon Carlone sia avvenuto a conoscenza della cosa proprio da un post dell’ex cerimoniere abbaziale, con la foto dell’articolo e una premessa di qualche riga di renziana memoria.

Come al solito CMD’A ha incassato il colpo senza emettere fiato.

Si, perché Leone non poteva pensare di poter fare un resoconto di appena sette giorni da Sindaco. Sarebbe stato troppo anche per lui. Questa è una classica trovata pubblicitaria che soltanto la mente diabolica dell’ex commander in chief Mario (M)ente Locale Abbruzzese poteva partorire.

Tesi per altro sostenuta da Rossellissima Tacco 12 Chiusaroli e Francesco Black & Decker Evangelista. Ma anche da più di qualcun’altro che per quieto vivere se ne sta in silenzio senza alimentare polemiche.

CMD’A ha mandato giù il rospo, forse neanche a cuor leggero, ma quando si tratta di decisioni prese dal supremo non ha la forza di contraddire. Ma il segnale è molto chiaro. Qualora la maggioranza non dovesse reggere alla crisi ci sarà un altro capitano a quella che diverrà veramente l’armata BrancaLeone.

 

OGGI LE COLICHE….

Carlo Magno….per la disperazione D’Alessandro stava tornando mesto mesto dalle vacanze quando nel poggiare le valigie in casa ha sentito qualcosa che non andava. Una sensazione poco piacevole che conosce benissimo e che è propedeutica a delle dolorosissime coliche renali di cui il sindaco soffre da ormai svariati anni.

Sono state talmente tante le sue visite al Pronto Soccorso che appena si accomoda nella stanza è lui stesso che si prescrive e illumina i medici sulla terapia da eseguire.

Così è stato anche questa volta. I più maligni dicono che la causa dell’ennesima colica sia stata stata la somatizzazione dell’articolo sulla “Settimana da Dio” trascorsa da Benedetto Social et poi Labora Leone.

Ma qualcuno sussurra sghignazzando: “chi è causa del suo mal pianga se stesso”.

Insomma una trama da ” Oggi le… coliche o comiche” che dir si voglia.

 

FACCE DA CONCATTEDRALE

A causa del contrattempo di salute CMD’A ha dovuto lasciare ancora la fascia a Leone per l’elevazione a Concattedrale della Diocesi Sora- Cassino-Aquino-Pontecorvo della Chiesa madre di Cassino.

Si tratta di un riconoscimento importante per tutta la nostra comunità. Purtroppo non ho potuto essere presente personalmente perché da sabato sono “gradito ospite” dell’ospedale Santa scolastica“, ha detto sui social a malincuore Carlo Oggi le Coliche D’Alessandro.

 

Come il migliore degli alunni il primo giorno di scuola, domenica Bendetto mezzo sindaco Leone ha accolto il cardinale Pietro Parolin per le celebrazioni in onore della neo concattedrale. Al posto del fioccone blu inamidato, la striscia tricolore. E proprio per quel “nastro” si è scatenato l’inferno sul sagrato.

 

Quando infatti Peppe torcicollo Di Mascio ha visto la vestizione del ruggente, ha iniziato a ringhiare. Accanto a lui Beniamo il serafico Papa che ha cercato con uno dei suoi sorrisi più bonari di stemperare i toni. A nulla è valso il suo cognome pontificio, Di Mascio ha girato i tacchi e ha abbandonato il campo. Non si sono riconciliati le questioni sulla delega a vicesindaco assegnata a Leone. (Leggi Una settimana da vicesindaco e subito furono dolori di pancia).

 

Nel pollaio può esserci un solo gallo, poi solo polli e galline. Per il sopracciugliuto Leone quella di domenica è stata la giornata da mezzo sindaco più importante, quella del riscontro agli occhi di Dio.

Tutti gli insulti e le polemiche delle ultime settimane sono ben valse una messa in prima fila in tricolore davanti al segretario di papa Francesco. Una devozione che ha sfidato le alte temperature all’ interno della chiesa e che lo ha confuso talmente tanto da lasciarsi andare a sorrisi estasiati anche con Enzo Pitbull Salera e Marino Pummarola Fardelli (reduce da una due giorni di imbottigliamento di salsa), accomodati a confabulare con Edilio Segugio Terranova due banchi più in là.

Chissà che dal suo posto al primo banco Leone spirituale non abbia immaginato di lasciare il tricolore in favore di quelle vesti dorate indossate con così austero portamento dal porporato.

Come un’ancella sogna di diventare divinità, così il sopracciugliuto ha partecipato alla messa.

 

LA LUCE E IL TUONO

La provvidenziale malattia di Carlo oggi le coliche D’Alessandro  e la dipartita oltreoceano di Dino il DiVino Secondino hanno regalato al sopraccigliuto una giornata che supera il compleanno dei 18 anni.

La sua luce ha oscurato tutti i presenti, Gianni Prepensione Lena, Chiara Fashion Iadecola e Maria messa in piega Iannone sembravano comparse nel film Leone’s Concathedral.

Apice della celebrazione quando Benedetto mezzo sindaco Leone ha attraversato il presbiterio diretto alla destra dell’ altare per un saluto ufficiale al cardinale e tra le mani una copia della Regola da donare al porporato.

Poi la consegna e la stretta di mano… Qualcuno tra i presenti giura di aver visto una luce e di aver sentito un tuono. Il destino di un cavaliere che sogna il tricolore perenne da indossare su vesti dorate.

Al termine della messa il porporato ha dismesso le vesti dorate ed è risalito in auto… i sogni di Benedetto sono costellati di ricami e stoffe pregiate, per ora dovrà accontentarsi del “suo” nastro protempore.

E come cantavano i RigheiraL’estate sta finendo e un anno se ne va Sto diventando grande lo sai che non mi va. Io sono ancora solo, non è una novità Tu hai già chi ti consola, a me chi penserà”.

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