L’equilibrio Dem costruito all’ombra di Veroli

Il Centrosinistra che si presenta alle elezioni comunali di Veroli è uno dei primi punti di equilibrio interni tra le due componenti maggioritarie. In base ad una strategia messa a punto nei mesi scorsi da Francesco De Angelis. Con un obiettivo preciso

Monia Lauroni

Scrivere per descrivere

Francesco De Angelis pensa Democratico ma si muove come George Patton, che in Sicilia ad un soldato titubante al fronte pare abbia abbaiato che lì, loro erano per difendere la democrazia, non certo per praticarla.

È il motivo per cui il membro del conclave nazionale PD quando deve caricare gli ascari ci va giù di pancia. Non affabula sornione. Lui i suoi li gasa schietto come l’antica gazzosa Mazzoleni. Gazzosa di Veroli. Le bollicine addizionali della bevanda hanno un nome e cognome: Simone Cretaro. Che è per De Angelis quello che è il peperone per la pizza: agli ortodossi non piace, ma 30 milioni di americani lo idolatrano. Si chiamano esigenze di mercato.

Cretaro a Veroli ha grandi numeri, speranze di facciata e certezze mal sopite di un secondo mandato. Oro a 24 carati per lui, incenso per il PD, birra per De Angelis. Che punta a fare il suo capolavoro in una città che dell’Arte è icona. Pennello e tavolozza ce lo mettono Mauro Buschini e Sara Battisti, che alla presentazione delle liste pro Cretaro in un Miravalle versione Wembley c’erano. Poco tormento e tanta estasi.

Si fa presto a dire amministrative

Con un pacco di oltre 15.000 elettori chiamati alle urne, nella sola storica Verulae, quello del 26 maggio sarà un test politico fondamentale.

Perché rappresenta il primo punto di equilibrio provinciale all’interno di un Pd che a Veroli è sempre stato a trazione ‘cattolica’, la matrice del Partito che faceva riferimento al senatore Francesco Scalia prima ed al presidente Antonio Pompeo adesso. Una piazza nella quale le truppe ‘socialiste’ di Pensare Democratico spesso sono state avversarie, schierando un candidato Pd contrapposto a quello del Pd. Perdendo. Ora invece c’è un punto di sintesi.

E allora io Francesco, ti candido il politico. Quello creato ad arte per ben più prominenti vette. Per De Angelis è bastato aprire il Louvre del Pd e puntare occhi e giocata su uno dei suoi capolavori. Posta e pista a volte corrispondono. È Francesca Cerquozzi la Monna Lisa deangelisiana. Anche lei, da gennaio, Pensa Democratico, e la cosa conta.

Ritratto perfetto di quello che Veroli si aspetta, anche un po’ biecamente dato l’esito delle legislative con una spinta dem locale un po’ fiacchetta per la nostra. Ma è acqua passata. Ora Francesco non ha dubbi, il suo capolavoro passerà anche per i sensi di colpa nei confronti della sua botticelliana punta di diamante. Con un risultato che, con l’Arte sempre timoniera, strizza l’occhio a Picasso: con il massimo della forma già incassato, si punta al massimo della sostanza da incassare, per il PD, per la sua personale componente Pensare Democratico, per lui.

Adesso che il Cenacolo, con meno commensali di quelli di Leonardo ma più affamati, è tornato risanato e con uno sfondo paro paro alle belle colline erniche, si può e si deve intovagliare di rosso. Senza troppi orpelli nè ricami. Roma è vicina e il fiato dell’impaziente Giulio Zingaretti II sul collo di De Angelis Buonarroti soffia oltre i duecento nodi. “O cosa strana, se ‘l mal del foco spesso il foco sana!”.

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