L’esempio ingombrante di Nicola Zingaretti

Il presidente del Lazio ha trovato l’unica formula politica applicabile affinché il centrosinistra possa competere con il centrodestra e lo ha fatto sulla base di una azione amministrativa “europea”. Ma altrove fanno fatica a seguirlo, anche a Frosinone

Garantire il massimo dell’accoglienza e incentivare il diritto allo studio per tutti quei giovani che intendono restare. Il presidente della Regione Lazio Nicola Zingaretti ha  firmato l’ordinanza per l’attivazione dell’unità di crisi nel Lazio per fronteggiare l’emergenza legata all’arrivo dei profughi ucraini. Il Lazio, come altre regioni, si è attivato per i primi screening sanitari e per tutto il resto.

Ancora una volta, però, Nicola Zingaretti ha dimostrato che una linea amministrativa efficiente può sposarsi con un convincimento politico preciso. L’incentivazione del diritto allo studio legato alle procedure e alla volontà di voler rimanere in Italia va esattamente nella direzione di un modo “europeo” di inquadrare l’ospitalità e perfino il diritto di cittadinanza.

La personalità del Governatore

L’assessore Alessio D’Amato ed il vice presidente Daniele Leodori

E’ su questi e altri temi che Nicola Zingaretti ha caratterizzato il suo doppio mandato da Governatore del Lazio. La coalizione che lo sostiene è in qualche modo la conseguenza dei suoi input amministrativi.

Non esistono altri casi in Italia di maggioranze nelle quali ci siano, contemporaneamente, Cinque Stelle, Italia Viva, Azione, forze di sinistra e naturalmente Partito Democratico. In fondo si tratta dell’unica formula politica che può consentire ad un centrosinistra allargato di provare a giocarsela con il centrodestra a livello nazionale. Stando sempre a quelli che sono i sondaggi.

Fratelli d’Italia, Lega e Forza Italia sono davanti in tutte le rilevazioni. Ma perché nel Lazio si riesce a fare quello che altrove non è possibile. La risposta sta naturalmente nella personalità di Nicola Zingaretti, ma anche nell’azione di governo che è stata portata avanti in questi quasi dieci anni.

Ci riferiamo ai protagonisti: al primo vicepresidente e poi architetto di Piazza Grande Massimiliano Smeriglio, all’attuale vicepresidente Daniele Leodori, all’assessore alla sanità Alessio D’Amato. E a tanti altri naturalmente.

Il lavoro di Astorre ignorato a Frosinone

Il senatore Bruno Astorre

Ma c’è pure il ruolo del senatore Bruno Astorre, segretario regionale del Pd. Lo stiamo vedendo adesso al Comune di Frosinone, dove Astorre sta cercando in ogni modo di realizzare un Campo largo che però non sembra essere nelle corde dei protagonisti locali. C’è un fatto che induce a riflettere: neppure un appello dal sapore della chiamata alle armi ha convinto i principali protagonisti  del centrosinistra frusinate a lasciarsi alle spalle titubanze e dubbi.

Molti ci stanno ancora pensando e questo vuol dire che l’esempio che viene da Nicola Zingaretti alla Regione Lazio viene indicato come il migliore possibile, a patto però che non si chieda di attuarlo dalle nostre parti. Le difficoltà del centrosinistra provinciale nascono da questo contrasto.

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