L’esorcismo fallisce: Draghi resta il convitato di pietra

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Il premier Giuseppe Conte ha provato a sganciare tre siluri nei confronti dell’ex Governatore della Bce. Ma alla fine non hanno raggiunto l’obiettivo. L’escutivo può durare fino al termine del mandato, ma alcune variabili sono… incontrollabili. Ecco perché l’ipotesi Draghi non tramonta.

Mario Draghi da mesi è il convitato di pietra di ogni tipo di vertice, incontro o Forum. Anche e soprattutto a Cernobbio, in questi giorni. Gli inviati del quotidiano La Stampa hanno descritto così la situazione: “La scena è questa: chiedi ai partecipanti al Forum Ambrosetti che escono alla spicciolata dalle eleganti sale di Villa d’Este del ruolo che potrebbe avere Mario Draghi e alzano gli occhi al cielo.

Alcuni pensano alle parole pronunciate qui sabato dal premier Giuseppe Conte, che vedrebbe bene un secondo mandato di Sergio Mattarella, escludendo così dalla corsa al Quirinale lo stesso ex presidente della Bce. E alzano gli occhi al cielo: «Ma come è venuto in mente, a Conte?». Lo dicono sotto promessa di anonimato per non farsi nemico il presidente del Consiglio.

Quirinale: conferma o risorsa?

Sergio Mattarella e Giuseppe Conte

«La verità? Draghi è una risorsa che il Paese non si merita – sbotta un navigato top manager, che negli anni a Cernobbio ne ha viste di tutti i colori –. Ho trovato subdolo che, proprio per bruciare l’ex presidente della Bce, Conte abbia proposto Mattarella. Anche la storia della candidatura in Europa. Se Conte pure avesse proposto Draghi, i Paesi del Nord non l’avrebbero mai fatto passare».

Draghi, nel Forum delle élite, resta una chimera. «Ho sempre pensato che non volesse fare il presidente del Consiglio. Ma ho cominciato a sperare da quando è andato a Rimini, dopo un lungo silenzio. Un segnale di disponibilità. Sarebbe la manna dal cielo…». (Leggi qui Quella fila di auto blu sotto casa di Mario Draghi).

Draghi? Fornero salva Gualtieri

ELSA FORNERO. FOTO © MARCO CREMONESI / IMAGOECONOMICA

C’è chi invece accetta di parlarne apertamente, soprattutto quando viene chiesto se Conte deve temere di essere sostituito da Draghi.

La professoressa Elsa Fornero esclude questa ipotesi anche se si rende conto che la maggioranza è fragile. E salva soprattutto Gualtieri. «Avere un punto di forza nel governo come Gualtieri è una cosa importante. Questo governo è molto debole, il Pd dovrebbe essere più assertivo rispetto ai 5S». Allora meglio la soluzione Draghi? «Non ci credo – è la risposta di Fornero –. Con tutte le difficoltà del caso questo governo durerà fino all’elezione del presidente della Repubblica. E magari fino al 2023 perché bisogna spendere presto e bene le risorse europee».

Inoltre «non penso che Draghi in questo momento abbia voglia di prendere un’eredità di questo tipo in un momento come questo. Metterlo in mezzo significa anche bruciarlo…».

A bordo lago c’è chi intravede per l’ex numero uno della Bce un ruolo ancora più ampio.

Fine mandato e poi Mattarella bis

Il presidente del consiglio, sempre a Cernobbio, ha provato ad esorcizzare Mario Draghi. Facendo riferimento ad una sua presunta “stanchezza”. Quindi puntando sul Mattarella bis e poi dicendo che avrebbe visto bene l’ex Governatore della Bce a capo della Commissione europea. Ipotesi impossibile per il no dei Paesi del nord. Questo Conte lo sa benissimo. Nomini Mario Draghi e Giuseppe Conte vede le streghe. Infatti ha detto che “i potentati lo vogliono fuori”.

In realtà l’analisi si Elsa Fornero resta quella più lucida: il Governo proverà a restare in carica fino al termine del mandato. Magari cercando di confermare Sergio Mattarella al Quirinale. Ma le variabili non mancano e non mancheranno. Sul piano politico l’esito dell’election day lascerà strascichi importanti. Su quello economico bisognerà vedere cosa succederà davvero. Al di là dei venti di ripresa che, caso strano, in questi giorni vengono evidenziati dal Governo in ogni occasione.

Mario Draghi resta il convitato di pietra.

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