L’eterogenesi dei fini ovvero: apri la crisi per una cosa e ne ottieni un’altra (di F.Ducato)

Verso l'epilogo la crisi al Comune di Anagni. Aperta per ottenere un effetto ne determina uno del tutto diverso. Per i filosofi è eterogenesi dei fini. O, se preferite, è darsi la zappa sui piedi.

Franco Ducato

Conte del Piglio (ma non) in Purezza

Eterogenesi dei fini.
In filosofia, secondo la Treccani, è

un principio secondo il quale le azioni umane possono riuscire a fini diversi da quelli che sono perseguiti dal soggetto che compie l’azione; in particolare, ciò avverrebbe per il sommarsi delle conseguenze e degli effetti secondari dell’agire, che modificherebbe gli scopi originari, o farebbe nascere nuove motivazioni, di carattere non intenzionale”.

Insomma. Tu fai una cosa pensando ad uno scopo. E poi tutto va in modo diverso rispetto a quello che avevi in mente.

 

Non è dato sapere se tra gli esponenti di Progetto Anagni ci sia qualche filosofo. Avvocati, medici, ingegneri sì, ma filosofi non si sa. Eppure, quello che potrebbe succedere, dal prossimo consiglio comunale programmato sabato prossimo, è un esempio perfetto di ( e dai…) eterogenesi dei fini.
Perché?

 

Dunque: come noto, da stamattina in comune cambierà la giunta comunale. Quella nuova, dopo due settimane di tiramolla, verrà ufficializzata dal sindaco Fausto Bassetta. Dalla richiesta di azzeramento, si è passati ad una giunta quasi fotocopia rispetto alla precedente; con la sola ( grande ) novità dell’uscita di Roberto Cicconi dalla squadra di governo. Al posto dell’esponente di Anagni Democratica andrà il finora presidente del consiglio comunale Giuseppe Felli, appunto di Progetto Anagni. Che così raddoppia le sue forze in giunta, visto che aveva fino ad ora solo Simone Pace.

 

Il problema è che con l’arrivo di Felli in giunta, si libera un posto in consiglio. E tra gli scranni della maggioranza andrà a sedere Gianluigi Ferretti, eletto nella stessa lista di Felli, ma con qualche voto in meno.

Qual è il problema? Il fatto che Ferretti, candidatosi per sostenere Bassetta, col tempo ha cambiato idea in modo radicale. Scontrandosi con il primo cittadino in diverse circostanze; come ad esempio per il progetto della Via degli Orti. Arrivando a dichiarare, in quel caso, che l’atteggiamento del sindaco, che non aveva appoggiato quel progetto, era un “tradimento della tanto sbandierata democrazia partecipata”. Insomma, Ferretti ce l’ha con Bassetta da un po’. Ed ora diventa ( diventerebbe) un suo consigliere comunale. Per fare che cosa, non si sa.

 

Certo, un Ferretti in più o in meno non cambia i numeri più di tanto in coalizione. Ma è comunque una seccatura avere un (altro) oppositore in maggioranza.

 

Forse ne avranno discusso ieri sera, quelli di Progetto Anagni; almeno, prima di farsi sorprendere fuori dal palazzo comunale assieme a Giuseppe De Luca. Che, a quanto pare, non avrebbe ancora deciso se accettare o no la carica di Presidente del Consiglio comunale lasciata vacante proprio da Felli.

 

Eterogenesi dei fini, dicevamo.

Noi, a dispetto del titolo, siamo più terra terra. Una cosa così la chiamiamo darsi la zappa sui piedi.

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